
Il rischio, secondo le guide turistiche, è che una navetta nata per facilitare gli spostamenti nei centri storici finisca per trasformarsi in una visita guidata su quattro ruote. È su questo confine che Agilo, associazione rappresentativa di guide e accompagnatori turistici, chiede di intervenire sulla proposta di legge della Regione Lazio dedicata alle navette turistiche. L’associazione ha depositato una memoria nell’ambito dell’iter della proposta di legge regionale numero 302 del 16 settembre 2026, «Disposizioni per il trasporto con navetta turistica nei centri storici», attualmente all’esame delle Commissioni I, IV, V e VI del Consiglio regionale. Agilo ha inoltre chiesto di essere ascoltata in audizione.
Il punto più delicato riguarda le competenze del conducente. Per Agilo, il titolo previsto per guidare le navette elettriche ha natura tecnica e non abilita a fornire spiegazioni storico-artistiche, raccontare monumenti o svolgere attività di assistenza turistica. L’associazione contesta quindi la possibilità che il conducente possa accompagnare il viaggio con informazioni turistiche, anche attraverso sistemi audio preregistrati o altri supporti illustrativi. Una distinzione che, secondo Agilo, non riguarda soltanto la tutela delle professioni abilitate, ma anche la sicurezza: chi guida una navetta nei centri storici deve concentrarsi sulla circolazione e non svolgere contemporaneamente attività di illustrazione. La separazione delle funzioni, sottolinea l’associazione, dovrebbe valere anche quando il conducente possiede personalmente l’abilitazione come guida o accompagnatore turistico.
L’altro fronte riguarda i Comuni ad alta densità turistica. La proposta di legge affida alle amministrazioni la definizione di percorsi, orari, fermate e aree di sosta. Agilo chiede che prima di approvare i regolamenti comunali venga resa obbligatoria la consultazione delle associazioni maggiormente rappresentative delle guide e degli accompagnatori. L’obiettivo è evitare percorsi studiati soltanto dal punto di vista della viabilità. Secondo l’associazione, bisogna considerare anche i flussi dei gruppi turistici, la distanza delle fermate dai monumenti e gli orari di apertura di musei e siti culturali. La navetta, nella visione proposta da Agilo, deve insomma portare i turisti nei luoghi da visitare, non sostituire la visita. Un servizio di mobilità e accessibilità, dunque, che non dovrebbe diventare una scorciatoia per offrire un servizio turistico senza le necessarie abilitazioni.
Nel mirino anche il Registro regionale previsto dalla proposta di legge. Agilo chiede requisiti aggiuntivi per poter essere iscritti: tariffe trasparenti e multilingue, tracciamento digitale degli itinerari e delle corse autorizzate e divieto per il conducente di svolgere attività di illustrazione turistica durante il tragitto. L’associazione propone inoltre controlli congiunti tra Polizia locale e organi regionali nei punti di sosta. In caso di violazioni reiterate, chiede la possibilità di arrivare all’esclusione dal Registro o alla revoca dell’iscrizione.
«Riteniamo doveroso sostenere ogni modello di mobilità pulita ed efficiente nel nostro territorio, ma la sostenibilità ecologica non può realizzarsi calpestando i confini della legalità professionale e le norme dello Stato», dice la presidente di Agilo Paola Di Giovanni. E avverte: «La narrazione dell’arte e della storia di Roma e delle città del Lazio appartiene alle professioni abilitate». Da qui la richiesta al Consiglio regionale di recepire gli emendamenti proposti. «Agilo vigilerà in ogni sede istituzionale e sul territorio affinché il servizio di navetta rimanga un servizio di trasporto e non diventi una scorciatoia per alimentare l’abusivismo».
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi