
Quarantaquattro morti in poco più di quattro anni. Ventinove solo a Roma e provincia. Significa che nel Lazio un operaio del settore edile muore sul lavoro quasi ogni mese.
I numeri, diffusi dalla Filca-Cisl regionale, fotografano una strage che gli ultimi giorni hanno reso di nuovo attuale, spingendo il sindacato ad annunciare un passo concreto. La costituzione di parte civile nei processi legati ai decessi più recenti.
«Nei cantieri del Lazio si continua a morire», ha dichiarato il segretario generale della Filca-Cisl Lazio, Francesco Agostini, sottolineando come le vittime degli ultimi giorni impongano «una riflessione» collettiva. Secondo il sindacalista, le due ordinanze emanate dalla Regione e il decreto del Governo rappresentano passi nella direzione giusta, ma non bastano: serve un'intensificazione dei controlli nei cantieri, in cui – ha spiegato – la bilateralità tra le parti sociali gioca un ruolo decisivo.
Agostini ha posto l'accento anche sull'effetto delle temperature estreme che stanno interessando la regione in questi giorni, un fattore che secondo il sindacato aggrava ulteriormente i rischi per chi lavora nei cantieri. «Oramai non si può più parlare di emergenza, è una situazione ordinaria», ha affermato, ricordando che il caldo torrido è ormai una condizione con cui fare i conti stabilmente, e non più un'eccezione stagionale. Da qui il richiamo al «dovere» di mettere in campo tutte le misure necessarie a tutelare salute e incolumità dei lavoratori.
Sul fronte giudiziario, Agostini ha annunciato che la Filca-Cisl Lazio si costituirà parte civile anche per questi ultimi episodi, un'iniziativa che il sindacato definisce «doverosa» e finalizzata a garantire la verità dei fatti e una giustizia rapida per le famiglie delle vittime.
A intervenire sono stati anche i segretari generali della Filca-Cisl di Frosinone, Giustino Gatti, e di Latina, Francesco Indelicato, che hanno raccontato la gravità della situazione nei rispettivi territori: negli ultimi giorni tre lavoratori edili hanno perso la vita a Latina, Borgo Santa Maria e Pontecorvo. Le cause sono riconducibili sia a cadute dall'alto sia a malori improvvisi. Tra le vittime figurano due lavoratori stranieri e un italiano.
I due sindacalisti hanno chiesto alle imprese «un impegno ancora maggiore» sul fronte della sicurezza e hanno sollecitato le istituzioni a intervenire per fermare quella che hanno definito una «drammatica, inaccettabile scia di sangue» nei cantieri della provincia. Domani a Latina è in programma uno sciopero del settore edile con un presidio di protesta.
I dati forniti dalla Filca-Cisl restituiscono la dimensione del fenomeno su scala regionale: dal 2021 a oggi si contano 44 morti nei cantieri edili del Lazio. Di queste, 29 a Roma e provincia, 6 nel Frosinone, 5 nel Latina, 2 nel Viterbese e 2 nel Reatino.
La causa di morte più ricorrente resta la caduta dall'alto, che da sola rappresenta quasi il 50% di tutti gli incidenti mortali registrati. Il sindacato segnala inoltre un aumento degli infortuni, spesso con esito fatale, che coinvolgono lavoratori stranieri impiegati nei cantieri della regione.
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