
La Procura per i minorenni di Roma ha fissato per martedì 20 ottobre gli interrogatori dei due indagati, un ragazzo di 16 anni e uno di 17 anni, convocati davanti al pubblico ministero minorile.
Il fascicolo è stato trasmesso il 15 ottobre dalla Procura ordinaria a quella per i minorenni per competenza. I due giovani sono indagati per tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Sui due ragazzi pende ora l'attesa per la decisione dell'autorità giudiziaria sull'eventuale applicazione di misure cautelari.
Tra le sei persone aggredite quella notte c'è anche l'attore Davide Iacopini, che si trova ancora ricoverato in terapia intensiva a causa delle gravi ferite riportate.
Rintracciati dopo 10 giorni di ricerche da Carabinieri e Polizia Locale grazie all'individuazione del veicolo tra Testaccio e Monteverde, i due ragazzi sono stati condotti in caserma, dove hanno confessato le proprie responsabilità davanti al pm Ambrogio Cassiani. «Siamo stati noi, quella notte ci siamo divertiti così», avrebbero dichiarato agli inquirenti, definendo l'azione come uno "scherzo".
Per chiarire la dinamica dei fatti e accertare se dietro le violenze ci fosse una sfida online o la regia di terzi, la Procura ha disposto il sequestro e l'analisi dei cellulari dei due minorenni e dei loro genitori (per esaminare chat, foto e video), oltre al vaglio delle immagini registrate da una telecamera installata a bordo della minicar.
Sulla vicenda è intervenuta la madre del 16enne, che si trovava sul sedile del passeggero. «Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro», ha dichiarato la donna, spiegando che le due famiglie hanno spinto i figli a confessare: «Siamo andate in caserma, siamo state noi a farli ammettere. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa».
La donna ha poi precisato: «Quella minicar non è nostra, non ce la possiamo permettere. Nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo per spaventare i passanti. Non dovevano farlo, non hanno capito quanto fosse grave. Dopo aver letto cos'era successo, si sono terrorizzati».
Tra i compagni di scuola dei due liceali domina lo sgomento. Il 17enne, che era alla guida del mezzo, viene descritto da alcuni studenti come un ragazzo con un percorso più complesso, segnato da un recente lutto familiare. Il 16enne, invece, viene ricordato come un alunno modello, ben integrato e stimato dai professori.
Sull'episodio è intervenuto anche il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: «C'è totale indifferenza verso l'altro. I ragazzi devono capire che quando hai in mano un monopattino o una microcar hai uno strumento che può fare male. Se ammazzi qualcuno c'è l'omicidio stradale, e questo va insegnato nelle scuole».
La Procura per i minorenni ha reso noto che diffonderà un nuovo comunicato ufficiale nella serata del 20 ottobre, al termine degli interrogatori.
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