Roma, 15 ottobre 2026
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Aggressioni in minicar, i due minorenni ammettono: «Quella notte ci siamo divertiti così»

I ragazzi di 16 e 17 anni sono stati ascoltati nella notte dopo il sequestro del veicolo ritenuto utilizzato nei sei episodi del 4 e 5 ottobre. Tra le vittime l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in prognosi riservata

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Aggressioni in minicar, i due minorenni ammettono: «Quella notte ci siamo divertiti così»

«Quella notte ci siamo divertiti così». È quanto avrebbero sostanzialmente raccontato agli inquirenti i due minorenni individuati nell’indagine sulle aggressioni compiute a Roma a bordo di una minicar tra il 4 e il 5 ottobre.

I ragazzi, di 16 e 17 anni, sono stati ascoltati nella notte in caserma dal pubblico ministero e avrebbero ammesso i fatti contestati. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani.

I due sono stati denunciati a piede libero dopo il sequestro della minicar nera ritenuta utilizzata nei sei episodi ricostruiti dagli investigatori. Il fascicolo passa ora alla Procura presso il Tribunale per i minorenni, competente per valutare la posizione dei due ragazzi e l’impianto accusatorio.

Sei aggressioni tra il 4 e il 5 ottobre

La vicenda era iniziata con una serie di episodi registrati nell’arco di poche ore tra Monteverde, Gianicolo e Testaccio.

Come ricostruito nei giorni scorsi da La Capitale, le aggressioni finora collegate all’inchiesta sono sei e presentano modalità simili: la minicar si sarebbe avvicinata alle vittime e dal lato passeggero sarebbero partiti calci o colpi improvvisi, senza un apparente motivo.

Tra le persone prese di mira ci sono passanti e persone che viaggiavano in monopattino o in bicicletta.

Uno degli episodi riguardava una donna di 45 anni colpita alla nuca in via Pio Foà. Nella stessa zona, uno studente universitario sarebbe stato fatto cadere dal monopattino, mentre in viale dei Quattro Venti un 67enne aveva denunciato di essere stato raggiunto al fianco con un oggetto rigido di plastica.

Altri casi erano stati segnalati tra San Pancrazio e Ponte Testaccio.

L’aggressione a Davide Iacopini

L’episodio più grave resta quello che ha coinvolto l’attore Davide Iacopini, 42 anni, la sera del 5 ottobre in via Anton Giulio Barrili, a Monteverde.

Iacopini stava percorrendo la strada in monopattino quando la minicar lo avrebbe affiancato. Secondo la ricostruzione investigativa, dal lato passeggero sarebbe stato sferrato un calcio che gli ha fatto perdere l’equilibrio.

L’attore è caduto violentemente, riportando un grave trauma cranico che ha richiesto un intervento neurochirurgico. È tuttora ricoverato al San Camillo con prognosi riservata.

Per questa aggressione la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per tentato omicidio.

Dalle telecamere alla minicar sequestrata

Le indagini si erano concentrate fin dai primi giorni su una minicar scura, ripresa dalle telecamere tra Monteverde Vecchio e Testaccio.

Carabinieri e polizia locale hanno incrociato immagini di videosorveglianza e testimonianze delle vittime, arrivando nella notte al veicolo ritenuto compatibile con quello utilizzato durante gli assalti.

Al mezzo gli investigatori sarebbero arrivati anche grazie alla testimonianza di un meccanico, che avrebbe riconosciuto alcuni elementi caratteristici della vettura, tra cui led rossi e adesivi.

La minicar è stata sottoposta a sequestro per gli ulteriori accertamenti tecnici.

Esclusa la pista della sfida social

Durante la prima fase dell’inchiesta era stata presa in considerazione anche l’ipotesi che la sequenza di aggressioni potesse essere collegata a una challenge o a una sfida diffusa sui social network.

Gli investigatori avevano però escluso questa pista sulla base degli elementi raccolti.

Le dichiarazioni rese dai due ragazzi durante l’interrogatorio aggiungono ora un nuovo elemento alla ricostruzione del possibile movente: secondo quanto emerso, avrebbero spiegato quelle azioni parlando di un modo per «divertirsi» durante quella notte.

Resta alla Procura minorile il compito di ricostruire le singole responsabilità e definire le contestazioni nei confronti dei due indagati, che devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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