Roma, 23 ottobre 2026
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Mia 2026, a Roma 630 progetti da 83 Paesi: candidature in crescita del 26% rispetto al 2025

Si chiude a Roma il Mia 2026 con oltre 2.800 partecipanti da 64 Paesi, 630 progetti candidati e 104 selezionati. Tutti i premi assegnati.

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Alessandro Usai, Gaia Tridente, Chiara Sbarigia

Alessandro Usai, Gaia Tridente, Chiara Sbarigia

Via Veneto e Piazza Barberini si trasformano per alcuni giorni nel cuore dell'industria audiovisiva internazionale. Tra incontri, conferenze e nuove opportunità di coproduzione, 630 progetti provenienti da 83 Paesi si candidano per entrare nel mercato, con una crescita del 26% rispetto al 2025.

Di questi, 104 vengono selezionati per i programmi industriali della manifestazione. Sono i numeri della dodicesima edizione del Mia (Mercato Internazionale Audiovisivo) che si è conclusa a Roma con oltre 2.800 partecipanti da 64 Paesi, confermando il ruolo della Capitale come punto di incontro per produttori, distributori e professionisti del cinema e dell'audiovisivo.

Via Veneto e Piazza Barberini diventano il centro dell'industria audiovisiva

Una delle principali novità dell'edizione 2026, promossa da Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali) e Apa (Associazione Produttori Audiovisivi), con la direzione di Gaia Tridente, è stata la trasformazione di via Veneto e piazza Barberini in un distretto internazionale dell'audiovisivo.

Le sette location ufficiali hanno ospitato oltre 40 conferenze, incontri e talk, con la partecipazione di 85 speaker internazionali, di cui più del 40% donne.

La manifestazione ha registrato anche una crescita della propria presenza digitale: +9,9% di follower su Instagram e +6,02% su Linkedin, mentre il sito istituzionale ha registrato un incremento di 365.000 nuovi utenti. Oltre 160 le testate giornalistiche accreditate, provenienti da 15 Paesi.

Alessandro Usai, presidente di Anica, ha sottolineato il cambiamento del mercato, sia nei contenuti sia nella formula, con particolare attenzione al rapporto tra industria audiovisiva e finanza.

«Pensiamo che questa edizione abbia ancora una volta rimarcato come il MIA possa rappresentare un punto di riferimento per la discussione, l’analisi e il networking, a sostegno del business della nostra industria e del suo dialogo con il mondo».

Per Chiara Sbarigia, presidente di Apa, il mercato rappresenta anche un'occasione per valorizzare il ruolo industriale delle imprese di produzione, in un settore attraversato da trasformazioni profonde.

«Come produttori rivendichiamo questa narrazione: siamo imprese che producono "Originals", con un vasto pubblico che ne attende l'uscita in tv e in streaming. E il MIA è il luogo dove ci presentiamo al mondo».

Anche la direttrice Gaia Tridente ha evidenziato la volontà di costruire nuove opportunità attraverso il confronto internazionale.

«Chiudiamo questa edizione del MIA con la consapevolezza di aver compiuto un passo importante nel percorso di evoluzione del mercato».

Mia Development Awards 2026: i cinque progetti vincitori

Il 22 ottobre sono stati assegnati i Mia Development Awards, cinque riconoscimenti dal valore complessivo di 25.000 euro destinati allo sviluppo dei progetti vincitori nelle diverse categorie del mercato di coproduzione.

Per l'animazione seriale è stato premiato Sophie, If You Are There Give Us a Sign!, diretto da Dario Piana, coproduzione tra Italia, Belgio e Spagna. La giuria ha valorizzato l'originalità del linguaggio visivo e le possibilità narrative offerte dalla presenza di due mondi interconnessi.

Il premio per il miglior progetto documentario è andato a Loving Ika, diretto da Emilio Di Stefano e Fabian Sigurd e prodotto dalla svedese Gunilla Film Ab. Il progetto affronta il rapporto con l'intelligenza artificiale e le vulnerabilità emotive umane. Menzione speciale a Bleaching Nemo, diretto da Jason Brooks, che utilizza il celebre personaggio per raccontare l'urgenza della crisi climatica.

Nella categoria Drama ha vinto Day Traitors, produzione danese di Nordisk Film Production, una serie di spionaggio che intreccia tensione narrativa, immigrazione e integrazione, attraverso personaggi complessi e contraddittori.

Il riconoscimento per il miglior film d'animazione è stato assegnato a All the Softness in the World, progetto francese di Ayce Kartal prodotto da Les Valseurs, incentrato sui temi dell'identità, della resilienza e dell'emancipazione personale.

Per il cinema live action ha invece prevalso The Lost Sons of Nada, di Kyran Davies e Scott Quinn, prodotto da Poolboy e Falcon Nest Film. Il progetto combina commedia surreale, folklore nordico e satira.

Gedi Visual Award al documentario su Mario Moselli e l'esercito fantasma di Saddam Hussein

Tra i riconoscimenti assegnati dagli sponsor, il Gedi Visual Award è andato al documentario The Decoy Artist – The Incredible Story of Mario Moselli and Saddam Hussein's Phantom Army, diretto da Gigi Roccati e prodotto da Verdiana, selezionato nello showcase Italians Doc It Better.

La giuria, composta da Paolo De Michele, Francesco Fasiolo e Cristiana Felli, ha premiato la capacità del progetto di raccontare una storia individuale intrecciandola ai grandi avvenimenti della fine del Novecento.

«Nello spirito del Gedi Visual Award c'è da sempre l'attenzione allo sviluppo di progetti che raccontano vicende apparentemente marginali che possono invece aprire a punti di vista alternativi e originali sulla realtà».

Gli altri riconoscimenti: da Off Season ad Animal Instinct

Lo Screen International Award è stato assegnato a Off Season (Temporada Baixa), di Marta Font, prodotto da Ringo Media. Il film è stato apprezzato per il ritratto di una famiglia alle prese con un futuro incerto e per la sensibilità nel raccontare appartenenza e riconciliazione.

Il nuovo Mnemonica Award, istituito quest'anno per il programma C Eu Soon, è andato a Diatribe, diretto da Shaun O'Connor e prodotto da 3 Hot Whiskey Productions, per il racconto delle conseguenze della radicalizzazione online sugli equilibri familiari.

Il Sony Pictures Television Award, del valore di 15.000 euro, ha premiato The Inheritance, produzione belga di Panenka, per la costruzione di una protagonista femminile complessa e carismatica e per il tema dell'eredità familiare.

Infine, il Women in Film, Television & Media Italia Award, dedicato all'inclusione e al superamento delle disuguaglianze di genere, è stato assegnato a Animal Instinct, opera prima di Vittoria Rizzardi Peñalosa, prodotta da Cinefonie. Il progetto esplora il rapporto tra madre e figlia, le ferite dell'abbandono e il percorso di consapevolezza femminile.

Il futuro del Mia tra coproduzioni, finanza e nuove tecnologie

Il bilancio della dodicesima edizione restituisce l'immagine di un mercato sempre più orientato alla dimensione internazionale delle coproduzioni, alla ricerca di nuovi modelli di finanziamento e al confronto sulle trasformazioni dell'industria audiovisiva.

Dall'intelligenza artificiale alla crisi climatica, dalle disuguaglianze di genere ai cambiamenti sociali, i progetti premiati testimoniano anche l'attenzione del settore verso temi contemporanei e nuove forme narrative.

La manifestazione è stata realizzata con il sostegno di istituzioni nazionali ed europee, tra cui il Ministero degli Affari Esteri, Ice-Agenzia, Creative Europe Media, il Ministero della Cultura e la Fondazione Roma Lazio Film Commission, con la collaborazione di Roma Capitale e il patrocinio di Eurimages.

Con oltre 2.800 professionisti presenti e un numero crescente di progetti candidati, Roma conferma così il proprio ruolo di luogo di incontro per l'industria audiovisiva internazionale, tra sviluppo creativo, opportunità di investimento e nuove collaborazioni produttive.

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