
Un crollo improvviso, numerose persone ferite e un massiccio arrivo di ambulanze al Pronto Soccorso. È lo scenario ricreato nella mattinata di sabato 10 ottobre all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, dove è in corso la consueta esercitazione annuale dedicata alla gestione delle maxi emergenze.
L’iniziativa mette alla prova l’organizzazione della struttura sanitaria in caso di un evento con un numero elevato di persone coinvolte. L’obiettivo è verificare la capacità di attivare rapidamente procedure, risorse e personale necessari per affrontare una situazione straordinaria, garantendo allo stesso tempo la continuità dell’assistenza ordinaria.
La prova riproduce le conseguenze del cedimento di un edificio residenziale, con diversi feriti da soccorrere e trasferire in ospedale. I figuranti sono volontari della Croce Rossa Italiana, truccati da professionisti per rappresentare in maniera credibile le lesioni riportate dalle persone coinvolte nell’ipotetico incidente.
Le vittime simulate vengono accompagnate in ambulanza al Pronto Soccorso del San Camillo, dove entra in funzione il sistema organizzativo previsto per affrontare un afflusso eccezionale di pazienti.
La simulazione non riguarda soltanto la gestione clinica dei feriti. Alcuni volontari interpretano anche familiari, accompagnatori e persone che possono creare situazioni di disturbo, riproducendo così le difficoltà organizzative e comunicative che potrebbero presentarsi durante una vera emergenza.
Al centro dell’attività c’è il PEIMAF, il Piano di Emergenza Interno per il Massiccio Afflusso di Feriti. L’esercitazione rappresenta una verifica pratica della sua applicazione: attraverso la simulazione, l’ospedale può valutare la tempestività delle procedure, il coordinamento tra i diversi settori e la capacità di gestire un improvviso aumento delle richieste di assistenza.
Un passaggio importante riguarda anche l’individuazione di eventuali problemi organizzativi. La prova permette infatti di identificare gli aspetti da migliorare e di consolidare le modalità operative da utilizzare qualora si verificasse un evento reale.
Per rendere il test più attendibile, gli operatori sanitari direttamente impegnati nelle attività assistenziali non conoscono in anticipo tutti i dettagli dello scenario simulato. In questo modo è possibile osservare la risposta dell’organizzazione in condizioni più vicine a quelle che potrebbero presentarsi durante una maxi emergenza.
L’esercitazione vede la partecipazione del personale del San Camillo e il supporto di ARES 118, dei comitati della Croce Rossa Italiana dei Municipi VIII, XI e XII di Roma, delle forze dell’ordine e dei servizi di vigilanza interna dell’ospedale.
Collaborano anche la Scuola Nazionale Ospedaliera di Chirurgia (SNOC) e l’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), nell’ambito delle attività formative del Corso di Medicina delle Catastrofi e dei Grandi Traumi.
La presenza di queste realtà consente di integrare competenze sanitarie, chirurgiche, logistiche e organizzative, favorendo il confronto tra i professionisti chiamati a intervenire in situazioni complesse.
Nonostante l’attività coinvolga il Pronto Soccorso e diversi servizi ospedalieri, le normali prestazioni sanitarie proseguono regolarmente. Il San Camillo continuerà quindi a garantire assistenza sia ai pazienti già presenti nella struttura sia a quelli che dovessero arrivare durante lo svolgimento dell’esercitazione.
La prova rappresenta un’occasione per verificare sul campo la preparazione del sistema ospedaliero e rafforzare la capacità di risposta in caso di eventi con numerose vittime. La situazione ricreata è esclusivamente simulata e non corrisponde a un incidente realmente avvenuto a Roma.
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