Roma, 5 ottobre 2026
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Mario Adinolfi al Gip: «Vorrei restituire i soldi, ma non posso». E poi la frase sulle finali di poker

Mario Adinolfi davanti al Gip di Roma: l’ex parlamentare parla dei soldi della «Scommessa collettiva» e cita anche il torneo mondiale di poker

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Foto ANSA

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Mario Adinolfi ha spiegato davanti al Gip del Tribunale di Roma di voler restituire il denaro ricevuto nell’ambito della cosiddetta Scommessa collettiva, ma di non essere attualmente nelle condizioni economiche per farlo. È quanto emerge dalle dichiarazioni rese durante l’interrogatorio di garanzia, nel quale l’ex parlamentare e giornalista ha risposto alle contestazioni della magistratura.

Secondo quanto riportato sul contenuto dell’interrogatorio, Adinolfi avrebbe collegato le proprie difficoltà economiche anche al blocco delle sue attività seguito alla misura cautelare.

L’inchiesta sulla Scommessa collettiva

Adinolfi è stato arrestato il 10 luglio nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza una presunta truffa per un valore complessivo vicino ai 4,7 milioni di euro. Inizialmente l’ex parlamentare era stato sottoposto agli arresti domiciliari, per poi essere trasferito in carcere.

Alla base dell’aggravamento della misura ci sarebbe, secondo l’accusa, l’utilizzo dei social network durante la permanenza ai domiciliari. In particolare, vengono contestate la pubblicazione di 49 articoli su Substack e 23 post su Facebook. La difesa ha successivamente impugnato la decisione relativa alla custodia cautelare in carcere.

L’inchiesta ruota intorno al sistema denominato Scommessa collettiva, attraverso il quale, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati raccolti ingenti somme di denaro da diversi partecipanti.

«Non posso restituire il denaro»

Durante l’interrogatorio, il Gip avrebbe chiesto ad Adinolfi anche della possibilità di restituire le somme ricevute dagli aderenti alla Scommessa collettiva.

La risposta, riportata negli atti e nelle ricostruzioni giornalistiche, è stata legata alla situazione finanziaria conseguente all’arresto: l’ex parlamentare avrebbe spiegato di non poter procedere alla restituzione perché le sue attività e i suoi emolumenti sarebbero rimasti bloccati.

Una dichiarazione che è stata poi valutata dai giudici anche nel procedimento relativo alla misura cautelare.

Il riferimento al torneo mondiale di poker

Nel corso dell’interrogatorio è emerso anche un altro elemento potenzialmente rilevante nell’ambito della restituzione del denaro, ossia la partecipazione di Adinolfi al torneo mondiale di poker. Adinolfi ha dichiarato essere un appuntamento importante al quale prende parte ogni anno.

Il riferimento alla competizione è stato successivamente richiamato nelle motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta della difesa di ottenere il ritorno in libertà.

Per i giudici, infatti, sussisterebbe un «pericolo di recidiva», definito attuale e concreto. Nelle motivazioni viene contestata anche la posizione assunta da Adinolfi rispetto all’attività oggetto dell’inchiesta: secondo il Riesame, avrebbe rivendicato la correttezza del sistema senza fornire spiegazioni ritenute sufficienti sulle clausole del regolamento contestate dalla magistratura.

Il nodo delle garanzie agli scommettitori

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda proprio le modalità con cui sarebbe stata presentata ai partecipanti la Scommessa collettiva.

Secondo quanto riportato negli atti, agli aderenti sarebbe stata prospettata una garanzia sul capitale, con l’assunzione del rischio da parte dell’organizzatore. La magistratura considera questo elemento tra quelli rilevanti nell’ipotesi accusatoria.

Il Riesame ha inoltre interpretato alcune dichiarazioni rese da Adinolfi come un’indicazione della volontà di proseguire con attività di gioco utilizzando, secondo la ricostruzione dei giudici, denaro proveniente da altri soggetti.

La vicenda resta ora al centro del procedimento giudiziario. Le contestazioni della Procura dovranno essere valutate nelle successive fasi processuali e Adinolfi, attraverso la propria difesa, continua a sostenere la propria posizione rispetto alle accuse contestate.


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