
Un Orto botanico fluviale del Tevere, nel cuore di Roma, per studiare la vegetazione del fiume, proteggere le specie autoctone e coinvolgere i cittadini nella tutela degli habitat. È il progetto presentato domenica 11 ottobre nella sede di Fondazione Marevivo, allo Scalo de Pinedo, durante la giornata conclusiva del Tevereday. A sostenerne il percorso sarà un gemellaggio con l’Orto botanico di Roma, pensato per collegare ricerca scientifica, educazione ambientale e conservazione dell’ecosistema fluviale.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro avviato con il polo scientifico-didattico regionale e il Centro per la Biodiversità Fluviale e Urbana di Marevivo, nato in collaborazione con il Cnr. La presentazione segna l’avvio di un percorso: l’obiettivo, ora, è trasformare la proposta in una realtà concreta per la città.
Il gemellaggio punta a creare un laboratorio naturale a cielo aperto dedicato alla conoscenza, allo studio e alla valorizzazione della flora e della fauna del Tevere. Uno spazio aperto alla ricerca e alla partecipazione dei cittadini, con particolare attenzione ai giovani.
Tra le attività previste ci sono il censimento della vegetazione fluviale, la protezione delle specie autoctone, il monitoraggio di quelle invasive e il ripristino degli habitat naturali. Il progetto vuole mettere in connessione due luoghi della Capitale che, con funzioni diverse, possono contribuire a far conoscere e conservare il patrimonio di biodiversità urbana.
Al tavolo di lavoro hanno partecipato l’assessore regionale Fabrizio Ghera, la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, il professor Bruno Cignini dell’Università di Tor Vergata e il direttore dell’Orto botanico di Roma Fabio Attorre.
Presenti anche il presidente del Tevere Day Alberto Acciari, il dottore agronomo Franco Milito e la presidente di Fondazione Marevivo Rosalba Giugni, insieme ad altre istituzioni scientifiche e associazioni impegnate nella tutela del territorio.
Giugni ha ripercorso il rapporto tra la Fondazione e lo Scalo de Pinedo, scelto come sede nazionale oltre quarant’anni fa:
«Quando, oltre quarant’anni fa, Marevivo scelse lo Scalo de Pinedo come propria sede nazionale, il Tevere era considerato soprattutto un luogo di degrado e abbandono. Oggi questo territorio è diventato un Polo Scientifico-didattico regionale, simbolo di una straordinaria rinascita. L’Orto Botanico Fluviale rappresenta un ulteriore passo avanti per restituire al fiume il valore che merita. Abbiamo piantato il primo seme. Ora dobbiamo farlo crescere, trasformando questa proposta in una realtà concreta per Roma e per le nuove generazioni».
L’incontro ha concluso le attività del Villaggio Ambientale Teverevivo, che dal 2 all’11 ottobre ha animato lo Scalo de Pinedo con visite naturalistiche, incontri scientifici, attività educative e iniziative artistiche.
Dieci giorni dedicati alla tutela dell’ambiente e alla riscoperta del fiume come spazio della vita culturale e scientifica romana. Il progetto dell’Orto botanico fluviale punta a dare continuità a questo lavoro, affiancando alla divulgazione lo studio e la conservazione degli ecosistemi.
La tutela del Tevere si inserisce nel più ampio impegno di Marevivo per gli ambienti acquatici. A settembre la Fondazione aveva portato al Cipom, il Comitato interministeriale per le politiche del mare, un appello per rendere operative le norme esistenti e garantire risorse adeguate alla protezione degli ecosistemi.
Tra le richieste, il rifinanziamento del Programma sperimentale Fiumi, che permette di intercettare le plastiche prima che raggiungano il mare. La Fondazione aveva inoltre denunciato la mancata emanazione di gran parte dei provvedimenti attuativi della legge SalvaMare, a quattro anni dall’approvazione, richiamando in particolare le disposizioni sul conferimento e sullo smaltimento dei rifiuti accidentalmente pescati.
Al centro del confronto anche la riduzione della plastica monouso e i finanziamenti alle aree marine protette, considerati insufficienti a garantirne una gestione efficace. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, aveva invitato i rappresentanti dei ministeri presenti a verificare lo stato delle questioni e a individuare soluzioni concrete.
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