Roma, 23 ottobre 2026
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Maker Faire Rome 2026, Roma punta sulle start up: tecnologie e progetti per la città del futuro

Dal 23 al 25 ottobre la manifestazione internazionale dedicata all’innovazione ospita i progetti sostenuti da Roma Capitale attraverso la Casa delle Tecnologie Emergenti. L’assessora Valeria Baglio: «Il valore della tecnologia sta nella sua capacità di rendere i servizi pubblici più accessibili»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Maker Faire Rome 2026, Roma punta sulle start up: tecnologie e progetti per la città del futuro

Start up, tecnologie emergenti e progetti per rendere Roma una città più connessa, sostenibile e accessibile. Roma Capitale rinnova la propria partecipazione a Maker Faire Rome 2026, la manifestazione internazionale dedicata all’innovazione promossa dalla Camera di Commercio, in programma dal 23 al 25 ottobre. All’interno della rassegna sarà allestito uno spazio dedicato alle imprese innovative che collaborano con l’amministrazione attraverso la Casa delle Tecnologie Emergenti, insieme a iniziative e progetti pensati per favorire lo sviluppo tecnologico della città. L’obiettivo è mettere in contatto istituzioni, imprese, università e mondo della ricerca, valorizzando le competenze del territorio e favorendo la nascita di soluzioni capaci di tradurre l’innovazione in servizi concreti per cittadini e imprese. Una strategia che punta a rafforzare l’ecosistema romano dell’innovazione e a sostenere le realtà imprenditoriali che lavorano su nuove tecnologie, sostenibilità e impatto sociale.

Baglio: «L’innovazione deve migliorare la vita delle persone»

«Maker Faire Rome è un’importante occasione di incontro tra start up, imprese, ricerca e istituzioni», dichiara Valeria Baglio, assessora alle Attività produttive, alle Pari opportunità e all’Attrazione degli investimenti di Roma Capitale. «Roma Capitale sostiene la manifestazione per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e accompagnare le imprese nello sviluppo di soluzioni capaci di migliorare i servizi e la vita delle persone». L’amministrazione intende proseguire questo percorso attraverso la rete delle Case dell’innovazione, destinata ad ampliarsi con nuovi poli in diversi quartieri della città. Tra le prossime realtà indicate da Baglio c’è Incipit a Corviale, che si inserisce nella strategia di diffusione delle opportunità legate alla tecnologia anche al di fuori delle aree centrali. La sfida, secondo l’assessora, è fare in modo che l’innovazione non rimanga confinata alla sperimentazione o al mondo delle imprese, ma produca effetti riconoscibili nella vita quotidiana. «Il valore della tecnologia sta nella sua capacità di rendere i servizi pubblici più accessibili, efficienti e vicini alle persone», sottolinea. Maker Faire rappresenta inoltre un’occasione per favorire le relazioni tra le aziende innovative, creare nuove opportunità professionali e rafforzare le collaborazioni tra i diversi soggetti dell’ecosistema tecnologico romano.

Una città più smart, con servizi accessibili e partecipazione

Al centro della partecipazione di Roma Capitale c’è anche il lavoro della Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica, che prosegue il percorso avviato lo scorso anno per promuovere una città più connessa e inclusiva. «Maker Faire ci permette di presentare i risultati di un lavoro che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e impatto sociale», afferma Riccardo Corbucci, presidente della Commissione. «Come Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica proseguiamo l’impegno avviato lo scorso anno per costruire una città più connessa, inclusiva e accessibile». Il principio, spiega Corbucci, è che le nuove tecnologie debbano partire dai bisogni concreti delle persone che vivono, studiano e lavorano nella Capitale. Una città può essere definita davvero smart quando riesce a utilizzare gli strumenti digitali per semplificare l’accesso ai servizi, abbattere le barriere e favorire la partecipazione dei cittadini. «Una Smart City è tale quando utilizza la tecnologia per semplificare i servizi, ampliare l’accessibilità e favorire la partecipazione», aggiunge il presidente della Commissione. La manifestazione diventa così uno spazio in cui condividere esperienze, presentare progetti e consolidare le collaborazioni necessarie a trasformare le idee in interventi concreti.

Start up e ricerca, la sfida dell’innovazione romana

La presenza a Maker Faire Rome si inserisce in un percorso più ampio con cui Roma Capitale punta a sostenere le imprese innovative e a rafforzare il collegamento tra ricerca, sviluppo tecnologico e bisogni della città. La Casa delle Tecnologie Emergenti rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’amministrazione accompagna le start up e favorisce la sperimentazione di nuove soluzioni. La manifestazione, in programma fino a domenica 25 ottobre, offre quindi una vetrina per le competenze del territorio e un’occasione di confronto sulle trasformazioni che possono interessare i servizi pubblici, l’organizzazione urbana e il rapporto tra cittadini e amministrazione. La sfida indicata dal Campidoglio è fare in modo che la tecnologia non sia soltanto sinonimo di innovazione, ma diventi uno strumento per migliorare l’efficienza dei servizi, sostenere lo sviluppo economico e rendere Roma più accessibile. Un percorso che passa dal sostegno alle start up, dalla collaborazione con università e centri di ricerca e dalla diffusione di nuovi spazi dedicati all’innovazione nei quartieri della Capitale.

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