
Nuova occupazione nelle scuole romane. Gli studenti e le studentesse del liceo Morgagni hanno deciso di occupare l’istituto, rilanciando la mobilitazione partita nelle scorse settimane e proseguita con il corteo studentesco del 16 ottobre. Il prossimo appuntamento indicato nel comunicato è lo sciopero generale del 30 ottobre, con l’obiettivo di unire le rivendicazioni del mondo della scuola a quelle dei lavoratori. A esprimere solidarietà agli studenti del Morgagni è Osa Roma, che parla di una protesta destinata a proseguire dopo la manifestazione della scorsa settimana. «Studenti e lavoratori uniti!» è lo slogan con cui viene annunciata la nuova fase della mobilitazione.
L’occupazione del Morgagni si inserisce in una stagione di agitazioni che, dall’inizio di ottobre, ha coinvolto diversi istituti della Capitale. Tra le scuole occupate nelle scorse settimane figurano il liceo scientifico Cavour, il Tullio Levi Civita, l’istituto tecnico Di Vittorio-Lattanzio, il liceo artistico Enzo Rossi, il Machiavelli e il Newton. Le proteste hanno assunto forme diverse, dalle occupazioni alle assemblee, fino ai cortei e ai presidi davanti alle istituzioni. Il 16 ottobre migliaia di studenti sono scesi in piazza a Roma, dando vita a un corteo diretto verso il ministero dell’Istruzione e del Merito. La manifestazione ha riunito collettivi e rappresentanze di numerose scuole romane, con slogan contro i provvedimenti del governo e richieste legate alle condizioni degli istituti e al diritto allo studio.
Nel comunicato sulla nuova occupazione, i promotori collegano le proteste alla denuncia di una scuola che, a loro giudizio, soffre di carenze strutturali, edifici fatiscenti, servizi insufficienti e problemi legati alla repressione e alle discriminazioni. La contestazione si estende anche alle politiche del governo, definite dagli studenti imperialiste e razziste. Le mobilitazioni, secondo i firmatari, nascono da un malcontento crescente tra gli studenti, che chiedono maggiori investimenti nell’istruzione e condizioni più adeguate per svolgere le attività didattiche. Nel testo viene inoltre ribadita la volontà di collegare le rivendicazioni studentesche a quelle dei lavoratori, in vista dello sciopero generale annunciato per il 30 ottobre. La protesta romana si inserisce in un movimento più ampio che, secondo il comunicato, coinvolge anche altre città italiane, da Torino a Napoli. Il Morgagni diventa così il nuovo fronte di una mobilitazione che, dopo il corteo del 16 ottobre, punta a proseguire nelle prossime settimane.
L’ondata di occupazioni nelle scuole romane prosegue, mentre aumentano le tensioni tra studenti e dirigenze scolastiche. Al liceo Rossellini, dove è in corso la protesta, sarebbe stato tentato uno sgombero per interrompere l’occupazione. Una vicenda che si inserisce nel clima di mobilitazione che sta attraversando diversi istituti della Capitale e che gli studenti denunciano come un tentativo di reprimere le proteste.
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