
Il mercato del lavoro torna a crescere a ottobre, con oltre 539mila ingressi programmati dalle imprese italiane, il 3,7 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2025. Nel Lazio le opportunità previste sono 58.540, un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia per volume di assunzioni programmate, alle spalle della Lombardia, con 99.140 ingressi, e davanti alla Campania, con 50.050. Le stime arrivano dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel trimestre ottobre-dicembre, le entrate previste dalle imprese raggiungono complessivamente quota 1,35 milioni.
A concentrare la maggior parte delle opportunità è il settore dei servizi, che rappresenta il 65,3 per cento degli ingressi programmati. Seguono l’industria, comprese le costruzioni, con il 26,1 per cento, e il settore primario con l’8,6 per cento. Tra gli ambiti con le prospettive occupazionali più favorevoli spiccano alloggio, ristorazione e servizi turistici, con circa 94.500 entrate previste a ottobre. Gli esercenti e gli addetti alla ristorazione sono la categoria professionale più ricercata, con quasi 77.750 ingressi programmati. Seguono gli addetti alle vendite, con 48.320, e il personale non qualificato impiegato nello spostamento e nella consegna delle merci, con 34.570. Nel complesso, queste tre figure rappresentano circa il 30 per cento della domanda mensile delle imprese. Le richieste crescono anche nell’agricoltura, nei servizi operativi di supporto alle aziende e alle persone, nell’industria alimentare e nei comparti meccanico ed elettronico.
Nonostante la crescita delle opportunità, le imprese continuano a incontrare difficoltà nel reperire il 43,6 per cento dei profili ricercati. Il problema principale è la mancanza di candidati, indicata nel 25,6 per cento delle entrate programmate. Nel 13,6 per cento dei casi, invece, le aziende segnalano una preparazione non adeguata alle mansioni richieste. Tra le figure più difficili da trovare figurano direttori e dirigenti generali d’azienda, con difficoltà di reperimento pari al 76,8 per cento, specialisti nelle scienze della vita, al 74,2 per cento, e tecnici in campo ingegneristico, al 72 per cento. Le criticità raggiungono il 90,4 per cento per alcune professioni legate alle attività estrattive, l’83,7 per cento per quelle della navigazione e l’83,1 per cento per specifiche lavorazioni manifatturiere.
Guardando alle caratteristiche dei lavoratori ricercati, nel 64,3 per cento dei casi le imprese chiedono un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore. Il 13,8 per cento delle opportunità è invece rivolto a persone con un titolo di istruzione terziaria, come una laurea o un diploma ITS Academy. Il 30 per cento degli ingressi programmati riguarda gli under 30, mentre il 23,6 per cento è destinato a lavoratori stranieri. La quota di assunzioni considerate stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, si ferma al 21,8 per cento. Sul piano territoriale, gli aumenti più marcati rispetto a ottobre 2025 si registrano in Basilicata (+11,5 per cento), Valle d’Aosta (+7,9 per cento) e Trentino-Alto Adige (+7,5 per cento). In crescita anche Sicilia (+7,4 per cento) e Calabria (+7,2 per cento), mentre le entrate programmate diminuiscono in Toscana (-2,9 per cento) e Umbria (-1,7 per cento).
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