Roma, 12 ottobre 2026
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Laika contro il Ddl antisemitismo: nel Ghetto spunta «Gli Intoccabili», Netanyahu sotto una campana di vetro

La nuova opera della street artist è comparsa in via Beatrice Cenci, nel Ghetto ebraico, alla vigilia del voto sul disegno di legge. Nel mirino il governo italiano e la definizione di antisemitismo legata all’Ihra

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Laika contro il Ddl antisemitismo: nel Ghetto spunta «Gli Intoccabili», Netanyahu sotto una campana di vetro

Un Netanyahu protetto da una campana di vetro, accanto a un soldato israeliano con le gambe immerse nel sangue. È l’immagine scelta da Laika per «Gli Intoccabili», la nuova opera della street artist comparsa in via Beatrice Cenci, nel Ghetto ebraico di Roma, alla vigilia del voto sul Ddl antisemitismo. L’intervento prende di mira il disegno di legge e il sostegno del governo italiano a Israele. Attraverso la sua opera, Laika contesta in particolare il rischio che la critica allo Stato israeliano possa essere equiparata all’antisemitismo, limitando così, secondo la sua posizione, la libertà di espressione.

«Un decreto che censura la libertà di opinione»

«Dopo più di tre anni di genocidio, il Governo italiano continua a difendere quello israeliano a spada tratta, fino a varare un decreto che identifica anche la critica allo Stato di Israele come antisemitismo», dichiara l’artista, come riportato dall’Ansa. Laika definisce il Ddl «un insulto a tutte le persone ebree che sono state deportate e uccise nei lager nazisti» e lo considera «un decreto che censura la libertà di opinione e mette in pericolo la nostra democrazia». Nel mirino dell’artista c’è anche la definizione di antisemitismo dell’Ihra, l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, sulla quale si basa il provvedimento. Secondo Laika, questa definizione rischierebbe di restringere lo spazio per criticare le politiche del governo israeliano.

L’appello al centrosinistra

La street artist si rivolge quindi al centrosinistra, auspicando una presa di posizione chiara sul disegno di legge. «Spero che dal centrosinistra, dopo tante esitazioni, arrivi una posizione netta. Di rottura», afferma, ricordando che il testo è condiviso anche da esponenti di quest’area politica, tra cui Graziano Delrio, Walter Verini, Alfredo Bazoli e Sandra Zampa. Laika precisa di essere contraria a ogni forma di antisemitismo e sostiene che gli episodi di discriminazione contro le persone di religione ebraica debbano essere puniti severamente. La sua contestazione riguarda invece l’applicazione della definizione dell’Ihra al dibattito sulle azioni del governo israeliano. «Lasciateci liberi di essere antisionisti, di criticare chi commette un genocidio, chi ha massacrato migliaia di civili, di bambini», afferma.

Il richiamo al film «Gli Intoccabili»

Il titolo dell’opera richiama l’omonimo film del 1987 diretto da Brian De Palma, nel quale il gangster Al Capone gode di protezioni e complicità ai vertici delle istituzioni. È proprio questa immagine, secondo l’artista, a rappresentare il messaggio dell’intervento romano. «Come Al Capone, che nel film “Gli Intoccabili” aveva la protezione di giudici, polizia e politici per continuare a fare i suoi sporchi affari, anche Netanyahu e il suo governo cercano di condizionare la politica di altri Paesi per i propri comodi», conclude Laika. L’opera porta così nel cuore del Ghetto romano il dibattito politico sul Ddl antisemitismo, intrecciando memoria della persecuzione antiebraica, libertà di espressione e contestazione delle politiche israeliane.

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