Roma, 11 ottobre 2026
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La Roma resiste a Como nonostante l’espulsione di Malen. La sfida Champions finisce 0-0

La sfida dal sapore di Champions finisce a reti bianche. Non mancano le emozioni soprattutto dopo l’espulsione del centravanti giallorosso Donyell Malen

di Leonardo Campara TEMPO DI LETTURA 2'
La Roma resiste a Como nonostante l’espulsione di Malen. La sfida Champions finisce 0-0

Il big match già dal sapore di Champions League tra Roma e Como finisce come molti non si aspettavano. Finisce 0-0 e nemmeno con eccessive occasioni da gol. Ma quello che non è mancato è la cattiveria agonistica e l’identità di gioco delle due squadre che anche dopo oggi si confermano due delle outsider principali dell’Inter. I giallorossi possono dirsi soddisfatti vista l’espulsione diretta di Malen a inizio secondo tempo che ha inciso pesantemente sulla gara.

Dybala si divora un’occasione unica

Il ritmo della partita è quello che ci si aspettava. Il bilancio del primo tempo parla di una gestione della palla equilibrata, con la spasmodica ricerca del possesso del Como - che snatura il suo classico 4-2-3-1 preferendo un palleggiatore come Caqueret piuttosto che dribblomani come Baturina e Jesus Rodriguez - e le classiche marcature a tutto campo per la Roma - orfana di Svilar e Cristante infortunati. Anche Gasp però non vuole perdere il pallino del gioco in mezzo al campo, così butta nella mischia il capitano di giornata Pellegrini, al rientro dall’infortunio e alla prima in campionato, insieme al pretoriano De Roon. Le identità in campo sono chiare. Il gegenpressing di Gasperini contro il tikitaka di Fabregas. Sembra che, con colpevole ritardo, le due filosofie più influenti dell’ultimo decennio siano arrivate solo ora in serie A a questi livelli. Meglio tardi che mai però.

La gara potrebbe anche indirizzarsi subito in favore dei giallorossi, con l’enorme occasione sul sinistro di Dybala che spreca davanti a Butez la più grande occasione della partita ambo i lati. Anche il Como si rende pericoloso, specie con Nico Paz - fresco di gol in nazionale su assist di Messi nella sua ultima partita con l’Albiceleste - che si vede ipnotizzato da un Gollini in ottima forma.

L’espulsione di Malen

Dopo un primo tempo con qualche grande emozione ma per lo più di ritmo e tattica, arriva la vera slinding door della partita. Malen in solitaria, circondato da maglie comasche, vince un paio di rimpalli e, preso dalla foga del recupero palla, entra in maniera involontariamente pericolosa sulla caviglia di Kaiki. Per l’arbitro non ci sono dubbi. Rosso diretto e Roma in 10 uomini per metà tempo. Sebbene giocare in 10 contro il Como, maestro di tessitura di gioco, fosse all’apparenza proibitivo, ecco che la Roma si risistema con ordine e il solito agonismo fisico per appianare il gap numerico. Nonostante l’espulsione del suo uomo migliore non si fa schiacciare dai lombardi e non rinuncia nemmeno a Dybala, autore di un secondo tempo di sacrificio da centravanti. È solo nei minuti di recupero che la squadra di Gasp perde campo e si mette con il blocco basso a difendere ad oltranza, ma ormai non c’è più tempo per il Como. Finisce a reti bianche confermando la forza dei giallorossi come squadra non solo nei momenti positivi di completezza della rosa e di arrivo dei risultati, ma soprattutto di gestione dell’imprevisto e delle difficoltà arrivate nella sosta e nei big match.

Menzione d’onore per Gollini, autore di una partita attentissima soprattutto nelle uscite basse e di un paio di grandi parate su Nico Paz. Rischia grosso su un pressing alto ma tutto sommato l’eredità di Svilar per queste settimane sembra in mani sicure.

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