Roma, 2 luglio 2026
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La piazza verde, il bosco urbano e il rifugio climatico, così il V municipio affronta il caldo nei quartieri. Annucci: «La pianificazione è fondamentale, il Governo istituisca un fondo per i Comuni»

Il quadrante est è tra i più caldi della Capitale. Alberature, nuovi parchi, depavimentazione delle superfici e rifugi climatici sono alcune delle soluzioni su cui sta investendo il V municipio

di Titty Santoriello Indiano TEMPO DI LETTURA 2'
Bosco urbano del Pigneto

Bosco urbano del Pigneto

Le estati romane sono sempre più calde: gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire, infatti, anche nelle città dove il fenomeno delle isole di calore rende molti quartieri particolarmente esposti alle temperature elevate. Alberature, nuovi parchi, depavimentazione delle superfici e rifugi climatici sono alcune delle soluzioni su cui sta investendo il V municipio, tra i più attivi nelle politiche di adattamento climatico, con una strategia che parte dalla pianificazione e guarda al lungo periodo. Ne abbiamo parlato con l’assessore all'Ambiente, Edoardo Annucci.

Assessore, quali politiche state adottando per rendere i quartieri più vivibili durante l’ondata di caldo?

«Nel V municipio abbiamo avviato un percorso atteso da tempo, sollecitato da molte associazioni ambientaliste. Con l’Università Sapienza, ad esempio, abbiamo definito il masterplan “Corona Verde di Roma Est”.»

Quali obiettivi si pone il masterplan?

«È un progetto di pianificazione ambientale che punta a mettere in rete parchi, aree agricole, aree archeologiche e spazi verdi del quadrante est della città per dare vita ad una vera e propria infrastruttura ecologica. L’obiettivo è collegare aree verdi oggi frammentate attraverso corridoi ecologici, percorsi ciclopedonali e interventi per aumentare la biodiversità, abbassare le temperature e rendere i quartieri più vivibili.

Quali sono gli altri interventi che avete avviato?

«Con l’ufficio di Scopo Clima di Roma Capitale, guidato da Edoardo Zanchini, enti privati e Università Roma Tre abbiamo studiato i quartieri per definire azioni territoriali mirate. Basta interventi estemporanei: servono analisi di contesto, valutazioni tecniche e un piano di investimenti dedicato. Con i Dipartimenti Tutela ambientale e Urbanistica abbiamo acquisito ed espropriato molti ettari di aree private, come al Parco Archeologico di Centocelle. Aree confiscate alla criminalità organizzata sono state destinate a verde pubblico, come l’ex Borghetto degli Artigiani. Spazi destinati a verde ma mai realizzati sono oggi oggetto di progettazioni partecipate».

Perché avete scelto di puntare sulle strategie di adattamento climatico?

«Le città sono i primi luoghi in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e spesso gli interventi realizzati vengono messi in crisi da fenomeni climatici estremi che stanno confermando, con largo anticipo, le previsioni più drastiche formulate a inizio secolo. In questa situazione, attività di adattamento al cambiamento climatico, come la messa a dimora di nuovi alberi, la riduzione delle superfici asfaltate e la realizzazione di una rete di rifugi climatici, non sono più rinviabili».

Come si traducono concretamente queste strategie nei quartieri del V municipio?

«Il quadrante est è tra i più caldi della città e la pianificazione deve tenerne conto. Su questo il Municipio V, insieme all’Ufficio Clima, ha fatto da apripista: al Pigneto abbiamo realizzato un bosco urbano, al Prenestino nascerà un nuovo parco per compensare la scarsità di verde pro capite. A Tor Pignattara un’isola di calore in largo Perestrello sarà trasformata in una piazza verde. A Centocelle, dopo un percorso condiviso con il territorio, stiamo installando il primo rifugio fito-bioclimatico della città, un luogo dove trovare sollievo nelle giornate più calde. A Nuova Gordiani abbiamo trasformato un’area degradata e piena di rifiuti in un nuovo parco. In tutti i quartieri abbiamo già rimosso oltre 1.200 metri quadrati di superfici impermeabili. Sono interventi nati da studi e confronti con altre istituzioni e capitali europee, ai quali si aggiungono le forestazioni metropolitane finanziate con fondi Pnrr tra Tor Tre Teste, Alessandrino e Mistica, le uniche realizzate in un contesto urbano».

Il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma sorgerà a Centocelle. Come funzionerà e quando sarà pronto?

«Il rifugio fito-bioclimatico è progettato per creare un microclima più fresco. La struttura sarà ombreggiata dalla vegetazione e dotata di un sistema di nebulizzazione dell’acqua che contribuirà ad abbassare la temperatura percepita durante le giornate più calde. L’intervento sarà completato entro la metà di luglio e rappresenta il primo tassello della futura rete dei rifugi climatici di Roma, grazie al lavoro congiunto tra l'assessora capitolina Sabrina Alfonsi, l'Ufficio clima e il Municipio.

La lotta ai cambiamenti climatici richiede una programmazione di lungo periodo. Ci sono progetti per il futuro?

«Come ribadito in più occasioni anche dal presidente Mauro Caliste, questo è soltanto l’inizio di un percorso che dovrà proseguire nei prossimi anni con risorse sempre maggiori e soprattutto insieme alla cittadinanza. È fondamentale evitare di calare i progetti dall’alto e ricostruire un forte senso di appartenenza nella comunità locale. Ma non può bastare l’impegno di Roma Capitale e dei Comuni. Regione e Governo devono dotarsi di un fondo strutturale dedicato alle soluzioni basate sulla natura, indispensabili per adattare le città ai cambiamenti climatici. Anche le linee guida nazionali del Comitato per il Verde Pubblico risalgono ormai a dieci anni fa e oggi, alla luce dell’accelerazione della crisi climatica, è necessario aggiornarle e accompagnarle con strumenti finanziari adeguati».

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