
Julianne Moore protagonista della Festa del Cinema di Roma 2026. L'attrice premio Oscar è arrivata nella Capitale mercoledì 21 ottobre per presentare The Debut. La grande occasione, il nuovo film di Jesse Eisenberg, e ricevere il premio alla carriera dalle mani dello stesso regista. Sul red carpet, Moore ha ripercorso i suoi esordi nel cinema, raccontando un curioso aneddoto sul suo primo set, e ha parlato del proprio futuro professionale, escludendo, almeno per il momento, un possibile debutto dietro la macchina da presa.
Nonostante una carriera costruita attraverso collaborazioni con alcuni dei più importanti autori del cinema contemporaneo, Julianne Moore non sembra intenzionata a passare alla regia. Interrogata sulla possibilità di dirigere un film, l'attrice ha spiegato di preferire, almeno per ora, il proprio ruolo davanti alla macchina da presa.
«Debuttare alla regia? No, al momento non è quello che voglio fare. Credo di aver conosciuto molto bene tantissimi registi, ed è un lavoro davvero difficile. Non so se questo faccia parte del mio futuro, ma nutro una grande ammirazione per i registi».
Un riconoscimento al lavoro di chi costruisce le storie cinematografiche, espresso proprio in occasione della consegna del premio alla carriera, che Moore ha voluto condividere idealmente con tutti i professionisti incontrati nel suo percorso artistico.
Sul tappeto rosso della Festa del Cinema di Roma, Julianne Moore ha ricordato anche il suo primo film, un horror, e un episodio che avrebbe potuto metterla in difficoltà durante le riprese. Il suo personaggio, infatti, avrebbe dovuto guidare un'automobile, ma l'attrice non aveva ancora la patente.
«Solo all'ultimo momento mi resi conto che il mio personaggio avrebbe dovuto guidare un'auto, ma io non sapevo guidare e non sapevo come dirlo alla produzione».
A salvarla fu una decisione tecnica presa dalla troupe: il rumore del motore avrebbe disturbato la registrazione della scena, così venne stabilito che l'automobile sarebbe entrata nell'inquadratura semplicemente spinta da qualcuno.
«Ne fui immensamente grata: così non dovetti mai confessare che non avevo la patente».
Un ricordo che l'attrice ha condiviso con ironia, ripercorrendo gli inizi di una carriera che l'avrebbe portata a diventare uno dei volti più riconoscibili del cinema internazionale.
Alla Festa del Cinema di Roma, Julianne Moore presenta The Debut. La grande occasione, diretto da Jesse Eisenberg e in uscita nelle sale italiane il 1° gennaio 2027, distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
Ambientato negli anni Novanta, il film racconta la storia di Mona Friedman, una casalinga del New Jersey che vive nell'indifferenza del marito e dei figli, abituati a considerarla soltanto una presenza domestica. La sua quotidianità cambia quando decide di partecipare alle audizioni di una produzione teatrale locale, dedicata agli eccentrici abitanti di un condominio fatiscente.
Mona entra così nel mondo del teatro amatoriale e incontra Jerry, interpretato da Paul Giamatti, un regista carismatico ma autoritario, il cui comportamento finirà per spingerla a scoprire capacità e risorse che non sapeva di possedere.
Il film diventa un racconto sulla possibilità di reinventarsi, di conquistare una propria identità e di trovare uno spazio nel quale essere finalmente riconosciuti.
«Non è mai troppo tardi o troppo presto per ritrovare se stessi».
Per Moore, il personaggio rappresenta anche una riflessione sul mestiere dell'attore e sulla trasformazione che avviene quando una persona riesce a immedesimarsi completamente in un ruolo.
Durante la sua partecipazione alla Festa del Cinema, l'attrice ha raccontato anche il rapporto con la notorietà e il desiderio di conservare una dimensione quotidiana lontana dai riflettori.
«Mi trovo sempre sotto i riflettori in situazioni pubbliche con gente che mi ascolta, proprio come oggi, e questa è una cosa bella della mia vita, ma in realtà amo molto di più struccarmi, mettermi un vestito qualsiasi, prendere la metropolitana ed andare al supermercato a fare la spesa, essere insomma invisibile, normale».
Una riflessione che si intreccia con la storia di Mona, donna abituata a essere ignorata dalla propria famiglia e destinata a ritrovare nel teatro una nuova forma di libertà.
Anche Jesse Eisenberg ha spiegato di aver costruito il personaggio partendo dalla propria esperienza personale.
«Ho costruito il personaggio di Mona partendo dalla mia esperienza di bambino timido e isolato, che nel teatro amatoriale aveva trovato un luogo nel quale sentirsi accolto».
La presenza di Julianne Moore alla 21ª Festa del Cinema di Roma è anche l'occasione per celebrare una carriera che ha attraversato generi e linguaggi differenti, dalle grandi produzioni hollywoodiane al cinema indipendente.
Il riconoscimento viene consegnato da Jesse Eisenberg, che ha scritto The Debut pensando proprio a lei come protagonista. Un incontro artistico che Moore ha accolto con particolare entusiasmo, raccontando di essere rimasta profondamente colpita dalla sceneggiatura.
Nel ricevere il premio, l'attrice ha voluto sottolineare il carattere collettivo del lavoro cinematografico, attribuendo il proprio percorso anche alla creatività dei registi e degli autori con cui ha collaborato.
«Tutta la mia carriera è il risultato del lavoro straordinario di altre persone, che mi hanno dato la possibilità di interpretare il loro linguaggio e di diventare un tramite per trasmettere le loro emozioni».
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi