
Roma entra per la prima volta tra le dieci città italiane protagoniste della mobilità sostenibile. La Capitale conquista il sesto posto nella classifica del Giretto d’Italia 2026, il campionato urbano organizzato da Legambiente che monitora gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola effettuati in bicicletta, monopattino elettrico e altri mezzi di micromobilità. Sono 3.180 i passaggi registrati a Roma, un risultato che segna l'ingresso della città nella top ten nazionale e che emerge dalla seconda edizione del Forum Mobilità di Legambiente, ospitato mercoledì 21 ottobre allo Spazio Sette.
Un appuntamento dedicato alla decarbonizzazione dei trasporti e alle alternative all'auto privata, durante il quale l'associazione ambientalista ha presentato cinque proposte al Governo in vista della legge di bilancio 2027, dal potenziamento del trasporto pubblico agli incentivi per la mobilità elettrica.
La sedicesima edizione del Giretto d'Italia, organizzata durante la Settimana europea della mobilità con il sostegno di Euromobility e Dott, ha registrato quasi 60mila passaggi attraverso 120 punti di rilevazione distribuiti sul territorio nazionale.
La rilevazione si è svolta il 17 settembre, tra le 7 e le 10 del mattino, coinvolgendo oltre 30 tra comuni e aziende. L'obiettivo era promuovere gli spostamenti sostenibili per raggiungere scuole e luoghi di lavoro, utilizzando biciclette, e-bike e monopattini elettrici, anche attraverso servizi di sharing.
Padova si conferma al primo posto per il terzo anno consecutivo, con 8.168 passaggi, seguita da Piacenza con 5.404 e Torino con 5.050. Nelle posizioni successive figurano Pescara e Bolzano, mentre Roma raggiunge la sesta posizione con 3.180 passaggi.
Il dato rappresenta un segnale positivo per la Capitale, pur non essendo una misura complessiva degli spostamenti quotidiani dei romani: il campionato prende infatti in considerazione i transiti registrati nei punti di rilevazione durante una specifica fascia oraria.
Roberto Scacchi, responsabile Mobilità di Legambiente, sottolinea il risultato:
«Il Giretto d’Italia premia le città che cambiano passo: da Padova a Piacenza, da Pescara a Roma, che per la prima volta entra nella top ten. È un risultato che nasce dall’impegno delle amministrazioni comunali, ma anche delle aziende che incentivano i dipendenti ad andare al lavoro in bici o in micromobilità: una buona pratica da replicare ovunque».
Nel corso del Forum, Roma e il Lazio sono stati indicati da Legambiente come un esempio positivo di integrazione tariffaria grazie al sistema Metrebus, che consente di utilizzare un unico abbonamento per autobus, tram, metropolitane e ferrovie regionali gestiti da operatori differenti.
Secondo l'associazione, il costo dell'abbonamento annuale urbano equivale a circa 21 euro al mese, con agevolazioni previste per giovani, anziani, disoccupati e cittadini con redditi bassi.
Il modello viene accostato al Deutschlandticket tedesco, l'abbonamento nazionale che, al costo attuale di 63 euro mensili, permette di utilizzare autobus, tram, metropolitane e treni del trasporto locale e regionale in tutta la Germania.
Per gli ambientalisti, l'integrazione tra i diversi mezzi rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rendere il trasporto pubblico competitivo rispetto all'automobile privata.
Scacchi evidenzia la necessità di estendere queste esperienze:
«Per fare di queste esperienze la regola e liberare le famiglie dalla dipendenza dall’auto, bisogna collegare tra loro i mezzi che ci sono e renderli economici, come hanno fatto la Germania con il Deutschlandticket e Roma con l’abbonamento Metrebus, e ripensare le città a misura di persona, con reti ciclabili continue, strade scolastiche e spazi per chi si muove a piedi, in bici o con i mezzi pubblici».
Il riconoscimento ottenuto da Roma si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato dall'aumento dei costi degli spostamenti. Secondo i dati Eumetra presentati al Forum, il 79% degli italiani ha registrato un aumento della spesa per benzina e gasolio negli ultimi sei mesi, mentre il 71% prevede di ridurre altre spese nei prossimi mesi.
Legambiente richiama inoltre i dati Isfort, secondo cui in Italia l'automobile continua a rappresentare circa sei spostamenti su dieci, mentre il trasporto pubblico copre meno di uno spostamento su dieci.
Per contrastare la dipendenza dall'auto privata, l'associazione chiede al Governo cinque interventi prioritari. Il primo riguarda il rifinanziamento del Fondo nazionale trasporti, da riportare almeno ai 6,2 miliardi di euro del 2009, accompagnato da abbonamenti integrati con lo sharing e tariffe proporzionate al reddito.
La seconda proposta prevede incentivi strutturali per l'acquisto di veicoli a zero emissioni e formule di social leasing per famiglie e artigiani. La terza punta al potenziamento delle infrastrutture di ricarica e alla creazione di una filiera nazionale delle batterie.
Il quarto intervento riguarda il ripristino dei finanziamenti per la ciclabilità e la riduzione dell'Iva sui servizi di sharing dal 22% al 10%. Infine, Legambiente propone di incentivare lo smart working e la digitalizzazione dei servizi per diminuire la necessità di spostamenti quotidiani.
Tra i temi affrontati al Forum anche l'elettrificazione del trasporto pubblico. Secondo i dati Motus-E relativi al primo trimestre del 2026, il 19,7% dei nuovi autobus immatricolati in Italia è elettrico, con una crescita del 118% rispetto all'anno precedente.
Legambiente valuta positivamente lo stanziamento di circa 600 milioni di euro da parte del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica per il miglioramento della qualità dell'aria, ma considera ancora insufficienti le risorse per affrontare la trasformazione del settore.
Stefano Ciafani, presidente nazionale dell'associazione, richiama la necessità di interventi strutturali:
«Contro il caro carburanti serve una svolta che dia a chi oggi dipende dall’auto a combustione interna alternative accessibili e convenienti».
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