
Tre vite spezzate sulle strade del Lazio nell'ultimo weekend di luglio, in un fine settimana che a livello nazionale l'Asaps definisce tra i migliori del 2026.
Mentre l'Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale registra un netto calo delle vittime in tutta Italia, 16 morti tra venerdì e domenica scorsi, contro i 25 del weekend precedente, la regione capitolina si conferma tra le più colpite, seconda soltanto alla Lombardia nella triste classifica regionale.
Per il presidente dell'associazione, Giordano Biserni, si tratta di un dato particolarmente significativo perché arriva nel primo weekend di grandi spostamenti dell'estate. Il presidente Asaps ha definito il risultato «eccezionale soprattutto se si considera che si tratta dell'ultimo weekend di luglio», sottolineando come coincida con l'avvio dei flussi di traffico legati alle vacanze e con quello che definisce il miglior dato della stagione primavera-estate.
Se il quadro nazionale mostra un netto miglioramento rispetto al weekend precedente, il Lazio non è stato risparmiato: la regione ha registrato tre vittime, seconda solo alla Lombardia (4) nella triste classifica regionale del weekend. Seguono, con due decessi, la Campania, mentre Veneto, Piemonte, Liguria, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna si fermano a una vittima ciascuna.
Il dato laziale si inserisce in un contesto già segnalato dai numeri ufficiali ACI-Istat sul 2025: nei Grandi Comuni italiani, categoria che comprende Roma, i decessi per incidente stradale sono aumentati dello 0,9% rispetto al 2024, in controtendenza rispetto al calo nazionale registrato nello stesso anno.
A livello nazionale, il weekend appena trascorso conferma una tendenza ormai strutturale: sono i motociclisti la categoria più vulnerabile sulle strade. Su 16 vittime totali, ben 9 erano centauri, oltre la metà del totale complessivo. Il bilancio comprende inoltre tre automobilisti, un pedone, due ciclisti e un conducente di monopattino. Nel conteggio sono stati inclusi anche i decessi, sopraggiunti nei giorni scorsi, di un ragazzo di 25 anni e di un uomo di 55 rimasti feriti in precedenti weekend.
La vittima più giovane del fine settimana aveva 23 anni, la più anziana 81; quattro delle persone decedute avevano meno di 35 anni.
Cinque degli incidenti mortali sono stati causati dalla fuoriuscita del veicolo dalla carreggiata senza il coinvolgimento di altri mezzi, mentre ben 7 sinistri fatali si sono verificati su strade statali e provinciali, arterie che l'Asaps indica da tempo come le più pericolose della rete viaria italiana per l'assenza di adeguati presidi di controllo.
Il dato incoraggiante del weekend si inserisce comunque in un quadro nazionale più complesso. I numeri ACI-Istat relativi all'intero 2025 mostrano infatti una realtà a due velocità: a fronte di un calo del 5,3% dei decessi rispetto al 2024 (2.868 vittime, per la prima volta sotto quota 3.000 dal 2021), incidenti e feriti sono invece aumentati, rispettivamente del 2,2% e dell'1,7%. Preoccupa in particolare l'aumento delle vittime tra i più giovani: 33 i bambini tra 0 e 14 anni morti nel 2025, contro le 29 dell'anno precedente.
Per centrare l'obiettivo europeo di dimezzare le vittime della strada entro il 2030, l'Italia dovrebbe ridurre i decessi in media del 6,1% all'anno: dal 2019 a oggi la riduzione complessiva si è invece fermata al 9,6%, molto al di sotto della traiettoria necessaria.
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