
Una nuova tragedia si è consumata questa notte all'interno della station Amazon di Settecamini dove un giovane operaio di appena 25 anni ha perso la vita durante il turno notturno, a causa di quello che appare inizialmente come un malore. Il lavoratore era impiegato in somministrazione tramite l'agenzia Gi Group.
A seguito del drammatico evento, la struttura è stata temporaneamente chiusa per decisione manageriale, mentre sono in corso tutti gli accertamenti da parte degli organi competenti per chiarire la dinamica esatta di quanto accaduto.
La notizia è stata diffusa con una nota congiunta da Cgil Roma e Lazio, Filt Cgil Roma e Lazio, Nidil Cgil Roma e Lazio e Cgil Rieti Roma Est Valle Aniene. I sindacati esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, ai colleghi e agli affetti del giovane, ma al tempo stesso alzano la voce contro l'ennesima morte sul lavoro.
«Non accetteremo mai che cali il silenzio o che si derubichi l'accaduto all'ennesima, intollerabile fatalità» – si legge nel comunicato delle sigle sindacali –. «Pretendiamo che si faccia piena luce su quanto avvenuto, sull'organizzazione del lavoro, sul rispetto delle procedure di sicurezza e sui ritmi operativi imposti durante i turni di notte. La corsa alla produttività e il ricatto della precarietà non possono e non devono valere più della vita umana».
La richiesta mossa alla Magistratura e agli organi di vigilanza è ferma e intransigente: accertare ogni singola responsabilità, intensificare i controlli reali nel settore e garantire tutele immediate per chi opera all'interno dei siti della logistica, dicendo basta al lavoro precario. «Non ci fermeremo finché non sarà fatta piena chiarezza», conclude la nota.
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