
Da 8mila a 12mila euro al metro quadro nel Centro Storico, tra 5.5mila e 8mila euro a Trastevere e fino a 7mila nei quartieri Parioli, Prati, Salario e Trieste.
Sono questi i numeri che fotografano il mercato immobiliare di Roma e ne definiscono la geografia dei prezzi. Le quotazioni toccano i 6.600 euro/mq a Porta Pia, i 5.400 euro/mq al Flaminio e i 5.200 euro/mq in zona Bologna, mentre si attestano su valori compresi tra 2.800 e 4.300 euro/mq ad Aurelio Boccea e Appio Claudio, fino ai 3.900 euro/mq di Talenti e ai 1.900-3.300 euro/mq di Casal Palocco. Nella provincia spicca Fiumicino con picchi di 3.400 euro/mq, seguita da Albano Laziale (2.700 euro/mq) e Marino (2.500 euro/mq).
I dati, emersi dall'ultima indagine condotta dall'Ufficio Studi di Fimaa-Confcommercio Roma e Lazio, mostrano una Capitale in cui i volumi di compravendita si mantengono sui massimi degli ultimi anni. Per il 2026 si stima un totale di 37.600 transazioni (+0,8% sul 2025) e un aumento medio dei prezzi del 2,3%, trainato dall'edilizia di nuova costruzione (+3,5%). A impressionare è soprattutto l'accelerazione registrata nel secondo trimestre dell'anno, che ha visto un balzo complessivo dei prezzi del 6,4% su base annua, con il nuovo in crescita dell'8,3% e l'usato del 6%.
A spingere le compravendite è prima di tutto il valore della casa come bene rifugio, indicato dal 41,5% degli operatori, unito al crescente interesse per le abitazioni ad alta efficienza energetica. Come evidenzia Maurizio Pezzetta, presidente di Fimaa Roma, il mercato resta solido ma mostra criticità evidenti. Tra le principali preoccupazioni figurano il divario crescente tra prezzi e redditi familiari, la rigidità nell'accesso al credito e la svalutazione degli immobili usati meno efficienti, che necessitano di interventi di ristrutturazione. L'aumento dei tassi di interesse registrato a settembre rappresenta un ulteriore elemento di cautela che richiede politiche ad hoc a sostegno di domanda e offerta.
In parallelo, si fa sempre più acuta la tensione sul fronte delle locazioni, dove la domanda non riesce a essere soddisfatta. Il 63,8% degli operatori laziali rileva richieste d'affitto in aumento, a fronte del 45,5% che registra un calo dell'offerta. Nel secondo trimestre dell'anno le nuove stipule a Roma sono salite del 6,1% (12.934 contratti), mentre nei primi sei mesi i canoni medi sono cresciuti del 3,7%. I rincari più marcati hanno riguardato i contratti agevolati a lungo termine (+5,3%) e i transitori ordinari (+5,0%).
In questo scenario di costi in crescita, il 66,6% dei nuovi contratti è stato stipulato a canone concordato. Come spiega Gian Luca Sondali, responsabile dell'Ufficio Studi di Fimaa, famiglie e proprietari stanno orientando in modo crescente le proprie scelte verso canali calmierati e flessibili. In una fase di forte incertezza economica, il canone concordato rappresenta uno strumento indispensabile per mitigare l'impatto dei costi sugli inquilini e garantire condizioni fiscali più sostenibili ai locatori.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi