Roma, 24 aprile 2026
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Immaginaria 2026, il festival del cinema lesbico e femminista al Cinema Nuovo Sacher

Dal 8 al 10 maggio al Cinema Nuovo Sacher di Roma torna Immaginaria, festival internazionale dedicato al cinema delle donne tra film, incontri e ospiti.

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 3'
Immaginaria 2026, il festival del cinema lesbico e femminista al Cinema Nuovo Sacher

Dall’8 al 10 maggio 2026 il Cinema Nuovo Sacher ospita la XXI edizione di Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women. La rassegna, organizzata dall’Associazione Culturale Visibilia aps, propone lungometraggi, documentari e cortometraggi, molti dei quali in anteprima italiana, con l’obiettivo di dare spazio a narrazioni ancora marginali nei circuiti mainstream.

Il festival si svolge a Roma e si conferma un punto di riferimento per il cinema indipendente delle donne, intrecciando visioni artistiche, riflessione politica e confronto culturale.

La dedica a Edda Billi

Questa edizione è dedicata a Edda Billi (1933–2026), figura centrale del femminismo e del movimento lesbico italiano recentemente scomparsa. Attivista, teorica e poetessa, ha attraversato oltre cinquant’anni di battaglie civili contribuendo, tra le altre cose, alla fondazione del Centro Alma Sabatini e della Casa Internazionale delle Donne di Roma.

Federica Rosellini testimonial del festival

Testimonial di Immaginaria è Federica Rosellini, regista, drammaturga e musicista elettronica tra le voci più innovative della scena teatrale contemporanea. Due volte vincitrice dei premi Ubu e direttrice del Festival delle Colline Torinesi, rappresenta una figura coerente con lo spirito sperimentale della rassegna.

L’apertura con Patricia Rozema

La serata inaugurale dell’8 maggio si apre con «When Night is Falling» (1995) di Patricia Rozema, presentato in versione restaurata in 4K. Il film è considerato un’opera chiave del cinema indipendente per la rappresentazione delle relazioni tra donne e del desiderio femminile.

Ospiti e anteprime internazionali

Tra gli eventi principali, la prima italiana del documentario «A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot» di Annie Laurie Medonis, presente al festival insieme alla produttrice Julie Zimmermann e alla collaboratrice Victoria Torres Bolaños. Il film racconta la storia del Bloodroot, storico spazio femminista e lesbico negli Stati Uniti.

Spazio ai cortometraggi e al dibattito

Il programma dedica attenzione anche al cortometraggio italiano con il panel «Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo», moderato da Domizia De Rosa, presidente di Women in Film Television & Media Italia. Registe e attrici si confrontano su linguaggi e prospettive ancora poco rappresentati.

Programma tra memoria e identità

In cartellone quattro lungometraggi, tra cui «Hot Milk» di Rebecca Lenkiewicz e «The Queen of My Dreams» di Fawzia Mirza, e quattro documentari che esplorano il tema della memoria, come «Sally» di Deborah Craig dedicato all’attivista statunitense Sally Gerhart.

Completano il programma quindici cortometraggi provenienti da diversi Paesi, con opere che affrontano temi come identità, maternità, corpo e discriminazione.

«The Power of Love» come filo conduttore

Il claim dell’edizione 2026 è «The Power of Love», inteso come forza trasformativa e politica. Il festival propone una riflessione sull’amore come strumento di autodeterminazione e resistenza in un contesto globale segnato da conflitti e disuguaglianze.

Per partecipare è richiesta la tessera 2026 dell’Associazione Culturale Visibilia aps, valida per tutte le proiezioni e gli eventi.

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