Roma, 7 ottobre 2026
ultime notizie
Attualità

Il casco? Lo inventò un abruzzese dopo la morte del figlio. Domani Roma ricorda Luciano Di Lello

A 150 anni dalla nascita dell’inventore del primo prototipo di casco, un incontro a Palazzo Valentini per ripercorrere la sua storia e parlare di sicurezza stradale

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Il casco? Lo inventò un abruzzese dopo la morte del figlio. Domani Roma ricorda Luciano Di Lello

Un incidente, la morte del figlio e l’idea di costruire una protezione per la testa utilizzando il cuoio che lavorava ogni giorno. È così che, oltre un secolo fa, nacque quello che viene indicato come il primo prototipo al mondo di casco. La storia è quella di Luciano Di Lello, abruzzese emigrato in Francia, che domani sarà ricordato a Roma nel corso dell’iniziativa «150 anni dalla nascita di Luciano Di Lello. L’abruzzese che inventò il casco». L’appuntamento è alle 11 nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini. Parteciperà anche Dario Nanni, consigliere comunale e presidente della Commissione Giubileo, promotore dell’iniziativa insieme agli altri ospiti.

Dalla morte del figlio al primo casco

Luciano Di Lello nacque nel 1876 a Villa Santa Maria, in provincia di Chieti. Ancora giovanissimo emigrò in Francia, prima a Marsiglia e poi a Parigi. Fu proprio un dramma familiare a spingerlo verso l’invenzione destinata a renderlo noto. Dopo aver assistito all’incidente nel quale perse la vita il figlio Marcel, Di Lello pensò a un sistema per proteggere la testa dagli urti. Utilizzò la materia prima che conosceva e lavorava con le proprie mani: il cuoio. Da quelle sperimentazioni nacque il «Le Casque Protecteur Lucien», considerato il primo prototipo del casco. Nel 1905 arrivarono anche importanti riconoscimenti: il Grand Prix di Francia, la Medaglia d’Oro e la Croce al Merito della Repubblica, oltre ad altri premi.

Non solo il casco: il giubbotto protettivo

L’attività di Di Lello non si fermò al dispositivo per la protezione della testa. L’inventore progettò anche un giubbotto protettivo gonfiabile, realizzato anch’esso in cuoio. Il prototipo venne presentato all’Esposizione Campionaria Internazionale di Firenze nel 1904, ottenendo a sua volta una medaglia e una croce commemorativa. Due invenzioni nate più di un secolo fa e che oggi vengono rilette alla luce di un tema ancora centrale: la sicurezza sulle strade.

A Roma si parla di prevenzione

«Invenzioni geniali che, ancora oggi, rappresentano strumenti fondamentali per la sicurezza stradale», sottolinea Nanni, ricordando come l’amministrazione continui a lavorare «per contrastare incidenti e perdite umane». L’incontro di domani sarà quindi anche l’occasione per parlare di prevenzione ed educazione alla sicurezza stradale, partendo proprio dal casco, diventato nel tempo uno dei dispositivi di protezione individuale più utilizzati. All’appuntamento interverranno, insieme a Nanni, il deputato Fabio Porta, il sindaco di Villa Santa Maria Giuseppe Finamore, il console onorario Alvaro Cotomacci e Luciano Tinto, nipote dell’inventore. Un viaggio nella storia di un’invenzione nata da una tragedia familiare e diventata, negli anni, uno degli strumenti simbolo della sicurezza stradale.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice