Roma, 30 settembre 2026
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Gualtieri al Festival delle Città: «Con 5 miliardi trasporto pubblico a 50 euro per tutti». E attacca il governo

Dal piano nazionale per il Tpl alla casa, dal clima alla scuola: il sindaco di Roma e presidente di Ali apre il Festival delle Città e presenta le proposte dell’associazione. Poi l’affondo sulla legge elettorale, sull’autonomia differenziata e sulle politiche del governo Meloni. Presente anche il sindaco di Kansas City Quinton Lucas

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 5'
Foto di Camilla Palladino

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Un piano da 5 miliardi di euro l’anno per potenziare il trasporto pubblico in tutta Italia e garantire un abbonamento da 50 euro annuali, una nuova strategia nazionale per la casa, un fondo permanente per l’adattamento climatico delle città, più risorse e una diversa organizzazione per la scuola, fino alla difesa delle autonomie locali. E, sullo sfondo, una dura critica al governo Meloni sulla legge elettorale, sulle politiche fiscali, sull’autonomia differenziata e sulle risorse destinate agli enti territoriali. È questa la linea emersa dall’intervento con cui Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e presidente nazionale di Ali, ha aperto ufficialmente il Festival delle Città di Autonomie Locali Italiane a Palazzo Valentini. Una giornata nella quale è stato ricordato anche il percorso politico di Emma Bonino, attraverso un ricordo proiettato sullo schermo, e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco di Kansas City Quinton Lucas, presidente della Democratic Mayors Association.

Gualtieri: «Le città devono tornare a essere ambiziose»

Nel suo intervento inaugurale Gualtieri ha rivendicato il ruolo delle città come luoghi nei quali sperimentare risposte concrete alle grandi trasformazioni contemporanee. «Per noi è un grande piacere poterci incontrare, per discutere, per confrontarci, per presentare proposte, per contribuire a un riscatto delle forze progressiste, a un cambiamento del Paese e dei nostri territori», ha detto il sindaco. Secondo il primo cittadino, il confronto tra amministratori locali assume un significato particolare in una fase segnata da conflitti e divisioni. «Ci ritroviamo anche quest’anno per discutere delle nostre comunità, del futuro delle autonomie locali, del ruolo che le città svolgono nel nostro Paese e delle alleanze che si estendono a livello europeo e globale». Il presidente di Ali ha quindi insistito sulla crescente capacità delle città di costruire relazioni internazionali. «In una fase di divisioni e conflitti rappresenta un eccezionale segnale di neutralità democratica e di speranza», ha affermato, sostenendo che i sindaci, proprio per il loro rapporto diretto con la vita quotidiana delle persone, siano spinti verso un approccio pragmatico e alla ricerca di soluzioni concrete. Il riferimento è anche alle grandi questioni che attraversano contemporaneamente le amministrazioni locali di Paesi diversi: welfare, cambiamento climatico, diritti, inclusione, casa, servizi pubblici e trasformazioni tecnologiche. «Occorre insomma oggi tornare a essere ambiziosi sugli obiettivi e concreti sui mezzi per perseguire, per incidere davvero sulla vita delle persone», ha detto Gualtieri, indicando tra i problemi che alimentano il disagio sociale i salari erosi dall’inflazione, il costo delle abitazioni, i servizi pubblici, l’abbandono di alcuni territori e la crisi climatica.

Da New York a Kansas City: l’alleanza internazionale delle città

Ampio spazio è stato dedicato alle relazioni internazionali tra amministrazioni. Gualtieri ha ricordato il lavoro del movimento europeo Mayors for Housing, nato anche con il contributo di Roma, e il recente Urban 20 Mayors Summit di New York, dove i sindaci di diverse aree del mondo si sono confrontati sui problemi delle città. «A New York è emersa in modo eclatante la diversa e migliore capacità di cooperare delle città rispetto agli Stati», ha sostenuto Gualtieri. Secondo il sindaco di Roma, nel confronto internazionale sono emerse tre grandi questioni strettamente collegate: casa, clima e migrazioni. Da qui la richiesta ai governi nazionali di riconoscere alle città maggiori poteri e risorse, compreso un accesso più diretto ai finanziamenti. «Ali vuole rafforzare la propria dimensione internazionale, non come attività accessoria ma come parte della propria identità e come strumento per dare ancora più forza alla voce delle città», ha spiegato Gualtieri, annunciando il significato dell’accordo con la Democratic Mayors Association rappresentata a Roma da Quinton Lucas. L’obiettivo, nelle parole del sindaco, è rafforzare le alleanze tra città che condividono una visione nella quale sviluppo economico, libertà, inclusione e sostenibilità siano elementi dello stesso progetto.

Il duro attacco alla legge elettorale

Dal piano internazionale Gualtieri è poi passato alla politica nazionale, con un lungo intervento sulla situazione istituzionale italiana. Il sindaco ha parlato della necessità di difendere la Costituzione e ha espresso forti critiche nei confronti della proposta di riforma della legge elettorale discussa dal Parlamento, sostenendo che, a suo giudizio, il testo presenti «diversi profili di incostituzionalità». Tra i punti contestati da Gualtieri ci sono il premio di maggioranza, l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio e l’aumento delle firme richieste alle nuove formazioni politiche per presentarsi alle elezioni. Secondo il sindaco, attraverso la legge elettorale si rischierebbe di intervenire indirettamente sulla forma di governo. Gualtieri ha collegato questo tema anche al precedente dibattito sul premierato e ha parlato di un possibile «stravolgimento dell’architettura democratica». Ha quindi annunciato l’intenzione di proporre ad Ali di aderire ai comitati che stanno valutando iniziative anche sul piano giuridico contro la legge elettorale qualora venisse approvata, sostenendo la necessità di mantenere alta la mobilitazione politica. «Le prossime elezioni avranno anche questo profilo», ha affermato Gualtieri. «Non sono semplici elezioni in una dinamica di alternanza tra governi più o meno buoni, più o meno efficaci, sono anche elezioni in cui è in gioco la nostra Costituzione».

«Il governo è nemico delle autonomie locali»

Altro passaggio centrale dell’intervento è stato quello sulle autonomie locali. Gualtieri ha richiamato gli articoli 5 e 119 della Costituzione, sostenendo che il riconoscimento delle autonomie debba tradursi in risorse e strumenti concreti per i territori. Durissimo il giudizio sul governo: «Questo è il governo più centralista della storia della Repubblica, è un governo nemico delle autonomie locali, è un governo nemico dei Comuni, delle Province e ora, come mi mostra il presidente del Consiglio, anche delle Regioni». Tra gli esempi citati quello delle politiche sulla mobilità e della possibilità dei Comuni di stabilire limiti di velocità sulle proprie strade. Gualtieri ha criticato le limitazioni che, a suo giudizio, ridurrebbero gli spazi di intervento delle amministrazioni locali su sicurezza stradale e mobilità sostenibile. Ha poi contestato l’utilizzo di risorse destinate agli investimenti per finanziare interventi di natura corrente e ha richiamato il tema delle risorse degli enti territoriali. Secondo Gualtieri, invece di utilizzare risorse straordinarie per misure temporanee, sarebbe necessario intervenire strutturalmente su casa, trasporto pubblico e servizi.

Casa: «Per l’affitto non si deve spendere più del 25-30 per cento del reddito»

La casa è stata indicata come una delle priorità di Ali. Il primo panel del Festival è stato infatti dedicato proprio al tema «Una città a misura di casa». Gualtieri ha sostenuto la necessità di tornare a considerare la politica abitativa come un pilastro del welfare e ha ricordato le iniziative portate avanti anche a livello europeo. Il tema centrale è quello dell’accessibilità economica: «Noi dobbiamo tornare ad avere un Paese in cui per l’affitto non si spende più del 25-30 per cento del proprio reddito». Il sindaco ha distinto tra edilizia residenziale pubblica ed edilizia residenziale sociale, sottolineando la necessità di finanziare entrambe. Per la fascia più fragile, ha spiegato, servono risorse pubbliche. Per l’Ers, invece, sarebbe necessario anche un sistema di finanziamento a lungo termine. Gualtieri ha inoltre contestato la scelta di destinare i risparmi del Pnrr a misure diverse da un piano abitativo strutturale. «Lo sconto parziale su alcune auto del costo del bollo auto è finanziato per quest’anno con i risparmi del Pnrr, che noi avevamo invece chiesto di utilizzare per un vero piano casa», ha affermato.

La proposta sul trasporto pubblico: 5 miliardi per abbonamenti da 50 euro

È però sul trasporto pubblico che Ali ha presentato una delle proposte più concrete della giornata. Nel secondo panel, dedicato proprio al Tpl, Gualtieri, Matteo Lepore ed Elena Piastra hanno illustrato un piano nazionale elaborato dall’associazione. Il punto di partenza è un confronto con il costo delle misure adottate per ridurre il prezzo dei carburanti. Gualtieri ha spiegato di aver calcolato quanto costerebbe su base annua lo sconto di 17 centesimi sulle accise del diesel, arrivando a una cifra di circa 4,75 miliardi di euro. Il dato è coerente con la stima utilizzata nel dibattito pubblico sul taglio delle accise sul gasolio. Da qui la proposta: utilizzare una cifra analoga per un piano straordinario sul trasporto pubblico. «Con 5 miliardi, che è meno del costo delle tante mance elettorali di questo governo, si potrebbe potenziare il trasporto pubblico in tutta Italia e garantire a tutti gli italiani un abbonamento da 50 euro annuale che darebbe accesso gratuito a tutto il trasporto pubblico: cittadino, provinciale e regionale, compresi i treni regionali», ha detto Gualtieri. Il piano prevederebbe circa 3 miliardi di euro per finanziare l’abbonamento nazionale da 50 euro e circa 2 miliardi per rafforzare concretamente il servizio. La proposta di Ali non si limita infatti alla riduzione del prezzo del biglietto. L’associazione ipotizza un aumento del Fondo nazionale trasporti e ulteriori risorse per mezzi, frequenze, personale e potenziamento dei bacini di trasporto. L’obiettivo è evitare che un aumento della domanda provocato dall’abbonamento agevolato si traduca in un peggioramento del servizio. Il piano dovrebbe essere attuato attraverso un accordo tra Stato e Regioni e una partenza articolata per fasi, con priorità ai bacini nei quali la domanda di trasporto è maggiore e una verifica annuale dei risultati per calibrare le risorse. «È una proposta seria, ragionevole, ambiziosa ma assolutamente realizzabile nella sua implementazione pratica», ha concluso Gualtieri.

La domanda sulla velocità degli autobus a Roma

A margine del Festival, Gualtieri è stato interpellato anche sulla situazione del trasporto pubblico romano e sulla velocità commerciale degli autobus, indicata in alcuni studi intorno ai 20 chilometri orari. Il sindaco ha ricordato i provvedimenti adottati dall’amministrazione per migliorare la circolazione nel centro storico, compresi quelli sulla regolamentazione del carico e scarico delle merci, precisando che alcuni sono stati impugnati davanti al Tar e che il tribunale ne ha sospeso l’efficacia. Gualtieri ha poi citato il potenziamento della presenza della polizia locale, le misure per ridurre il congestionamento e gli interventi sulla mobilità elettrica, oltre alla richiesta alla Regione di intervenire sulle golf car. Un capitolo a parte riguarda i cantieri della metropolitana, a partire da piazza Venezia. «Quando si concluderà, ci sarà il trasporto pubblico metropolitano con una velocità molto più ampia», ha detto il sindaco. «Se tutti avessero fatto così, non avessero rimandato gli investimenti, oggi avremmo una rete metropolitana più diffusa a Roma. Noi siamo quelli che le metropolitane le fanno».

Clima, la proposta del fondo permanente per le città

La terza grande proposta indicata da Gualtieri riguarda il cambiamento climatico. Ali chiede un vero piano nazionale per l’adattamento climatico delle città, superando secondo l’associazione una logica fatta di interventi occasionali. Tra le proposte c’è la destinazione stabile alle città di una quota dei proventi delle aste europee Ets, con la creazione di un fondo nazionale permanente per l’adattamento climatico urbano. Gualtieri ha inoltre proposto una struttura nazionale di assistenza tecnica presso il ministero dell’Ambiente per aiutare anche i Comuni più piccoli a progettare gli interventi. Al centro c’è il modello delle città-spugna, con più superfici permeabili, sistemi sostenibili di drenaggio, maggiore spazio per il verde e per l’acqua. «Dobbiamo trasformare le nostre città in città spugna, aumentare le superfici permeabili, costruire sistemi sostenibili di drenaggio, restituire spazio all’erba e all’acqua», ha spiegato. Secondo Gualtieri, inoltre, la protezione dal caldo dovrebbe essere considerata un vero servizio pubblico, attraverso rifugi climatici, alberature, assistenza alle persone fragili e interventi prioritari nei quartieri più esposti. Infine la proposta di un climate check sulle grandi opere, pubbliche e private: ogni grande investimento dovrebbe essere valutato non soltanto per il costo e i benefici economici, ma anche per l’impatto sulla resilienza climatica dei territori nei decenni successivi.

Scuola, inclusione e fuga dei talenti

La scuola è stata indicata come il quarto grande asse dell’intervento. «È evidente che la scuola è la cosa più preziosa che abbiamo per il futuro del nostro Paese, per la nostra inclusione sociale e anche per lo sviluppo della nostra economia», ha detto Gualtieri. Il sindaco ha parlato della necessità di aumentare i salari degli insegnanti, ma anche di discutere l’organizzazione del lavoro, il tempo dedicato all’insegnamento e la valorizzazione della funzione docente. Ha inoltre criticato l’attenzione posta dal governo sul tema della presenza di bambini con genitori stranieri nelle scuole, sostenendo che la multiculturalità debba essere affrontata come una sfida di integrazione ma anche come una ricchezza. «Non dobbiamo avere nessuna visione superficiale, dobbiamo occuparci delle sfide, dei problemi, non dobbiamo nascondere se ci sono delle aree con concentrazioni demografiche o con più criminalità. Dobbiamo essere realisti, ma non dobbiamo mai avere questo atteggiamento di chiusura». Per Gualtieri, l’investimento nella scuola deve essere accompagnato da un rafforzamento della ricerca e da politiche capaci di evitare che i giovani talenti italiani, una volta formati, siano costretti a cercare all’estero le opportunità professionali. «Li formiamo e se ne vanno via», ha sintetizzato, indicando come priorità la capacità del Paese di offrire ai giovani occasioni di crescita, innovazione e creazione di nuove imprese.

Sicurezza e aree interne

Nella parte finale del discorso Gualtieri ha affrontato anche il tema della sicurezza, rivendicando l’impegno del centrosinistra sul fronte della prevenzione e del rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine. Ha quindi richiamato un modello di sicurezza integrata, con la collaborazione tra istituzioni e amministrazioni locali, contestando la rappresentazione secondo cui il centrosinistra non si occuperebbe del tema. Ultimo capitolo quello delle aree interne e dei Comuni montani. Gualtieri ha annunciato che Ali continuerà a sostenere le iniziative dei Comuni che contestano il nuovo assetto e ha ribadito la necessità di costruire criteri capaci di leggere la realtà economica e sociale dei territori, non soltanto parametri astratti.

«Autonomia significa responsabilità, non disuguaglianza»

Altro fronte politico è quello dell’autonomia differenziata. Gualtieri ha ribadito la contrarietà di Ali all’impianto della riforma e ha annunciato un documento da sottoporre alla firma dei sindaci, chiedendo anche la sospensione degli iter in corso e il sostegno istituzionale e politico ai ricorsi promossi dalle Regioni di centrosinistra. «Autonomia significa responsabilità, non può significare disuguaglianza e su questo noi saremo sempre in campo in modo fermo e determinato», ha dichiarato. Il ragionamento si collega alla più ampia richiesta di maggiore capacità fiscale e amministrativa per i Comuni, che secondo Gualtieri sono chiamati a gestire investimenti, digitalizzazione, servizi sociali, crisi climatica e trasformazioni demografiche senza disporre sempre di risorse, personale e competenze adeguate.

L’appello finale ai sindaci: «Siamo una grande squadra»

In chiusura Gualtieri ha rivolto un messaggio agli amministratori presenti, molti dei quali saranno impegnati nelle prossime tornate amministrative. Ha rivendicato la crescita di Ali e il rafforzamento della rete degli amministratori locali progressisti, citando anche il ritorno dell’Emilia-Romagna nell’associazione e l’adesione di nuovi Comuni e Province. «Ci presentiamo qui con tante idee, con tante proposte che noi vogliamo mettere a disposizione del Paese, del centrosinistra e con il nostro impegno rinnovato ad avere lo spirito di solidarietà, di amicizia tra di noi, a considerarci tutti una grande squadra, ad aiutarci, a sostenerci, a imparare gli uni dagli altri». Poi l’ultimo passaggio, ancora una volta politico, rivolto alle prossime elezioni: «Sono convinto che noi avremo dato un contributo importante alla vittoria del centrosinistra per mandare a casa questo governo e ci ritroveremo con una comunità di sindaci progressisti e democratici ancora più numerosa e più forte». Al termine del lungo intervento sono arrivati gli applausi della platea. Il Festival prosegue con il confronto tra amministratori locali sui principali temi che riguardano le città. Tra gli appuntamenti della due giorni anche il confronto internazionale tra Gualtieri e Quinton Lucas, destinato a chiudersi con la firma del protocollo d’intesa tra ALI e Democratic Mayors Association.

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