
Si accende il confronto politico sull’ipotesi di un ampliamento della Galleria Borghese, con la possibile realizzazione di un nuovo edificio accanto al museo per aumentare gli spazi espositivi. Una prospettiva che ha suscitato la dura opposizione di Alleanza Verdi e Sinistra, mentre da Roma Capitale arriva una precisazione netta: al momento non esiste alcun via libera a nuove cubature, ma soltanto un atto preliminare privo di effetti vincolanti.
A sollevare la polemica sono stati Barbara Auleta, consigliera del II municipio, e Federico Auer, consigliere del I municipio di Avs, che hanno espresso «netta contrarietà» all’ipotesi di costruire un nuovo edificio accanto alla Galleria Borghese. Secondo i due esponenti politici, si tratterebbe di «uno sfregio urbanistico e culturale» in uno dei luoghi più delicati e preziosi della città, dove si intrecciano arte, paesaggio e storia in un equilibrio che Villa Borghese custodisce da oltre quattro secoli. Avs si schiera al fianco delle associazioni e dei cittadini contrari al progetto, ritenendo che l’operazione risponderebbe esclusivamente a logiche di mercato e allo sfruttamento dei flussi turistici, sacrificando invece la tutela del patrimonio storico e ambientale. «Villa Borghese non è un’area edificabile, né un parco divertimenti da piegare alla ricerca ossessiva di incremento economico», hanno dichiarato, chiedendo alla Giunta capitolina e alla direzione della Galleria di rivedere quella che definiscono una «scelta insensata».
Dal Campidoglio, però, arriva una ricostruzione diversa. In una nota congiunta, gli assessori Massimiliano Smeriglio (Cultura), Sabrina Alfonsi (Ambiente) e Maurizio Veloccia (Urbanistica) chiariscono che la Giunta ha approvato esclusivamente una memoria, cioè un documento ricognitivo che non autorizza alcun intervento e non produce effetti vincolanti. L’obiettivo, spiegano da Roma Capitale, è quello di essere coinvolti fin dall’inizio nell’iniziativa progettuale promossa dalla direttrice della Galleria Borghese e dal Ministero della Cultura, così da garantire che ogni eventuale proposta sia pienamente compatibile con la tutela di Villa Borghese e del suo patrimonio storico, paesaggistico e ambientale.
Per l’amministrazione restano infatti determinanti i pareri della Soprintendenza statale, della Sovrintendenza capitolina e dei Dipartimenti comunali competenti per urbanistica, ambiente e cultura, chiamati a valutare la coerenza di qualsiasi eventuale progetto con le esigenze di salvaguardia del sito. Il Campidoglio, dunque, respinge l’idea di una «colata di cemento» già approvata e ribadisce che ogni futura ipotesi dovrà passare attraverso verifiche rigorose e compatibilità stringenti. In questa fase, più che un progetto definito, esiste un percorso di confronto istituzionale che Roma Capitale rivendica come necessario proprio per evitare interventi incompatibili con uno dei luoghi simbolo della città.
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