
Un classico intramontabile come My Way, la voce lirica di Federico Paciotti e la cornice del Castello Caetani di Fondi. È qui che il tenore e chitarrista crossover romano, già membro dei Gazosa e salito tre volte sul palco del Festival di Sanremo, ha scelto di girare il videoclip della sua rilettura del celebre brano reso immortale da Frank Sinatra. Un progetto che intreccia musica e archeologia e che lancia un messaggio al mondo dello spettacolo: portare le produzioni musicali nei siti storici italiani, per far conoscere e valorizzare le bellezze del Paese. Il videoclip, diretto dal videomaker Luigi Mattei e presentato alla stampa nella mattinata di martedì 13 ottobre, trasforma uno dei monumenti simbolo di Fondi in parte integrante del racconto musicale. Protagonista delle immagini anche la dance performer Giulia Rebecca Chiari.
Per Paciotti, la scelta della location non è stata casuale. «Scegliere il Castello Caetani di Fondi per dare nuova vita a un brano iconico come My Way non è stata una semplice scelta scenografica, ma una vera e propria scelta d’anima», ha spiegato l’artista. Il brano racconta un percorso personale e autentico, una dimensione che il musicista ha ritrovato nelle pietre e nelle testimonianze custodite dal castello. «Spesso le produzioni musicali puntano sulle metropoli o su ambientazioni all’estero, noi abbiamo invece voluto valorizzare e investire nei nostri territori e nella professionalità di chi li vive», ha aggiunto. La realizzazione del video ha infatti coinvolto anche maestranze e professionisti locali. Da qui l’appello di Paciotti agli altri artisti affinché prendano in considerazione monumenti, musei e luoghi storici italiani come scenari per i propri progetti, contribuendo a promuoverli anche a livello internazionale.
Il Castello Caetani non è soltanto uno dei simboli di Fondi, ma anche la sede del Museo civico archeologico. La struttura rappresenta un raro esempio di fortezza in pianura e domina un castrum perfettamente conservato, attraversato da un tratto dell’antica via Appia, riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco. Una cornice che, secondo i promotori, permette di unire la diffusione della musica alla valorizzazione di un patrimonio storico e archeologico che ha ancora molto da raccontare, soprattutto alle nuove generazioni. «Ho voluto pensare a un modello di produzione culturale innovativo, agile e altamente sostenibile», ha sottolineato Cinzia Chiari, manager di Paciotti. L’obiettivo è dimostrare come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare visibilità per i territori, anche quelli lontani dai grandi circuiti turistici. «Il mio augurio è che ora il territorio di Fondi possa ricevere in cambio un veicolo di promozione internazionale unico», ha aggiunto, auspicando che l’iniziativa possa diventare un esempio per altri artisti.
Il progetto ha ottenuto il sostegno dell’amministrazione comunale. Il sindaco di Fondi, Vincenzo Carnevale, ha raccontato di aver accolto con entusiasmo la proposta, condividendola con la direttrice del Museo civico archeologico e avviando le procedure necessarie per autorizzare le riprese. Per il primo cittadino, l’incontro tra un artista che unisce canto lirico e chitarra crossover e un museo ospitato in un castello antico rappresenta un’occasione per raccontare la città attraverso un linguaggio universale. L’auspicio è che il videoclip porti fortuna a Paciotti e produca ricadute positive in termini di visibilità per Fondi. Sulla stessa linea Maria Cristina Recco, direttrice del Museo archeologico, che ha evidenziato il legame tra musica e archeologia: entrambe, ha osservato, sono capaci di attraversare il tempo e suscitare emozioni. L’iniziativa offre così una nuova prospettiva per raccontare il museo e raggiungere pubblici diversi.
L’iniziativa non si esaurisce con la presentazione. Nei prossimi giorni, i visitatori del Museo civico archeologico di Fondi potranno guardare il videoclip direttamente nella struttura, semplicemente inquadrando un QR code affisso all’interno del museo. Un modo per prolungare l’esperienza oltre lo schermo e invitare turisti e appassionati a scoprire dal vivo il luogo scelto da Paciotti per reinterpretare My Way. Con l’idea che la musica possa diventare uno strumento concreto per portare i riflettori sui tesori storici italiani.
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