Roma, 31 luglio 2026
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Incendio allo stabilimento Sporting Beach di Ostia: il rogo notturno nello stabilimento abbandonato

Fiamme e fumo denso nella tarda serata di ieri nella struttura balneare chiusa dal 2024 e tra quelle destinate alle demolizioni del Comune

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Incendio allo stabilimento Sporting Beach di Ostia: il rogo notturno nello stabilimento abbandonato

Un incendio è divampato ieri sera, intorno alle 22, all'interno dello stabilimento balneare Sporting Beach di Ostia, chiuso ormai da due anni. Una densa colonna di fumo nero si è alzata rapidamente sopra la struttura, visibile a distanza lungo il litorale, richiamando l'attenzione di residenti e passanti.

L'allarme e l'intervento

A dare l'allarme sono stati alcuni passanti che, notato il fumo levarsi dall'ex lido, hanno contattato il numero unico di emergenza. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco insieme ai Carabinieri, che hanno prima di tutto verificato l'eventuale presenza di persone all'interno della struttura: non era da escludere, infatti, che qualcuno potesse aver trovato riparo per la notte tra le strutture abbandonate dello stabilimento. Il controllo non ha dato esito positivo e le operazioni di spegnimento si sono concluse in tempi rapidi, senza che le fiamme si propagassero oltre il perimetro dello stabilimento. Non risultano feriti.

Uno stabilimento fermo dal 2024

Lo Sporting Beach è chiuso dal 2024 e rientra tra le strutture balneari della costa romana lasciate all'abbandono, con tutti i rischi che ne derivano in termini di degrado e sicurezza. Proprio pochi giorni fa il Comune di Roma aveva annunciato l'avvio di una serie di demolizioni lungo il litorale, nell'ambito del più ampio piano di riqualificazione del demanio marittimo: tra gli stabilimenti in lista figura anche lo Sporting, che dovrebbe seguire la stessa sorte del vicino Shilling, i cui lavori di abbattimento erano già cominciati.

Le indagini

Sulle cause dell'incendio indagano ora gli inquirenti. Trattandosi di una struttura chiusa e disabitata, non si esclude l'ipotesi dolosa, anche se solo gli accertamenti in corso potranno chiarire l'origine e la dinamica del rogo.

Non è un caso isolato

Quello di ieri notte non è il primo episodio di questo tipo sul litorale ostiense. Lo scorso 12 aprile un incendio aveva interessato l'ex stabilimento La Casetta, sul lungomare Vespucci, anch'esso abbandonato da anni e già teatro di occupazioni abusive: in quel caso le fiamme sarebbero partite da cumuli di rifiuti accatastati all'interno dell'edificio, e anche allora si era fatta strada l'ipotesi dolosa, mai però confermata dalle indagini. In precedenza era toccato al Village, bene confiscato al clan Fasciani, poi occupato e oggi riconvertito in spiaggia libera.

Uno schema che si ripete periodicamente: stabilimenti dismessi, privi di allacci e sorveglianza, lasciati per anni al degrado, e colpiti a intervalli regolari da incendi le cui cause restano spesso da chiarire.

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