Roma, 24 aprile 2026
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Festa della Resistenza a Roma, il Mattatoio apre le celebrazioni: «Qui la memoria torna a casa»

Inaugurata a Testaccio la quarta edizione della manifestazione, con oltre 100 eventi fino al 26 aprile. Gualtieri: «Siamo una grande democrazia costituzionale antifascista». Smeriglio: «Il Mattatoio è anche un’idea della città futura»

di Giacomo Zito - TEMPO DI LETTURA 6'
Festa della Resistenza a Roma, il Mattatoio apre le celebrazioni: «Qui la memoria torna a casa»

Si è aperta ieri, giovedì 23 aprile, al Mattatoio di Testaccio, la quarta edizione della Festa della Resistenza di Roma, il cartellone di appuntamenti promosso in occasione delle celebrazioni per la Liberazione.

A inaugurare la manifestazione sono stati, tra gli altri, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio, la presidente del primo municipio Lorenza Bonaccorsi e Marco Noccioli (presidenza ANPI provinciale Roma), che hanno aperto la prima giornata sul palco principale allestito all’aperto, davanti all’ingresso monumentale dell’ex Mattatoio, recentemente restaurato.

Una scelta non solo logistica, ma anche simbolica: proprio da quello spazio, restituito alla città dopo l’intervento di recupero, sono partiti i quattro giorni di incontri, lectio, spettacoli, musica, mostre e iniziative diffuse dedicate alla memoria antifascista.

Il Mattatoio come spazio di memoria e città futura

Nel saluto dal palco, Smeriglio ha ricordato il percorso delle precedenti edizioni della Festa della Resistenza, ospitate prima alla Garbatella, poi al Quadraro e lo scorso anno a San Lorenzo. Quest’anno, ha spiegato, la scelta è caduta sul Mattatoio, con una manifestazione cresciuta nella durata e nei numeri: quattro giorni, uno in più rispetto all’edizione precedente, e oltre 100 eventi.

«Quest’anno siamo qui, al Mattatoio, è anche un po’ un’idea della città futura, di quello che dovrà essere il Mattatoio nei prossimi anni», ha detto l’assessore.

Il legame con il quartiere e con la storia della Resistenza romana è stato poi ribadito dallo stesso Smeriglio anche a margine dell’inaugurazione. «Il luogo è strategico perché mette insieme due cose, la contemporaneità e la nostra memoria», ha spiegato. La memoria, ha aggiunto, perché

«in questi luoghi l’8 settembre del ’43 è nata la Resistenza italiana, tra Porta San Paolo, Testaccio, Garbatella, Ostiense, e quindi la Resistenza torna a casa».

Accanto al valore storico, l’assessore ha richiamato anche la trasformazione in corso dell’ex Mattatoio, al centro di un più ampio percorso di riqualificazione culturale. Roma Capitale, ha detto, è impegnata in «una straordinaria opera di riqualificazione per donare alla città un nuovo luogo per la creatività e la cultura».

L’articolo 11 e gli 80 anni della Costituente

Il fondale del palco riportava un passaggio dell’articolo 11 della Costituzione:

«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Una scelta che Smeriglio ha collegato al tema dell’edizione 2026, dedicata alle madri e ai padri costituenti, a ottant’anni dall’avvio dei lavori della Costituzione italiana. «Meglio di così non si poteva dire», ha osservato l’assessore, aggiungendo che quel principio «rimane un obiettivo e rimane la dimensione contemporanea della nostra Costituzione».

Il richiamo alla Costituzione è stato centrale anche nelle parole del sindaco Gualtieri, che ha ricordato come quest’anno si celebrino anche «gli 80 anni dell’Assemblea Costituente, della proclamazione della Repubblica».

Per Gualtieri, il tema della Festa della Resistenza non riguarda solo il passato, ma anche l’attualità dei valori democratici.

«Oggi che molti di quei valori che hanno ispirato il movimento di Liberazione e la Costituzione vengono messi in discussione nel mondo, è ancora più importante riaffermarli e ribadire la loro straordinaria attualità»,

ha detto il sindaco.

Rispondendo poi sul riconoscimento del carattere antifascista della Repubblica, Gualtieri ha aggiunto:

«Questa è una Repubblica antifascista che deve la sua esistenza stessa al coraggio dei partigiani e dei partiti antifascisti. Questo ha consentito a tutti la libertà e la democrazia ed è importante che questo, come peraltro avviene in tutte le cerimonie, sia riconosciuto e celebrato da tutti, perché noi siamo una grande democrazia costituzionale antifascista».

Spazi intitolati, giovani e accessibilità

Anche la geografia interna del Mattatoio è stata costruita come parte del racconto. Il palco principale è stato intitolato a Nilde Iotti, mentre sale e aule richiamano figure come Lina Merlin, Teresa Noce, Tina Anselmi, Adele Bei, Piero Calamandrei e Sandro Pertini.

«Abbiamo nominato questi spazi per ricordarci da dove veniamo», ha spiegato Smeriglio, anticipando anche un lavoro più ampio sul tema della toponomastica.

L’assessore ha insistito inoltre sulla volontà di parlare alle nuove generazioni. La Resistenza, ha ricordato, «è stata fatta da ragazze e ragazzi che avevano 20-24 anni e non da persone adulte». Da qui la scelta di una campagna e di un impianto comunicativo costruiti «con linguaggio contemporaneo, con un tratto pop», proprio per raggiungere anche i giovani di oggi.

Nel programma entra anche il tema dell’accessibilità. Smeriglio ha citato il lavoro realizzato con Disability Pride, con una mappa distribuita negli spazi della manifestazione «per rendere il più accessibile possibile questo spazio a tutte e tutti».

Dalla giornata inaugurale agli eventi del 24 aprile

Dopo l’apertura, la prima giornata ha avviato subito alcune delle linee principali del programma: libri, giornalismo, memoria storica, linguaggi artistici e partecipazione delle nuove generazioni.

Sul palco e nelle sale del Mattatoio si sono alternati incontri come “Pagine di libertà”, il talk “Il giornalismo che resiste”, l’appuntamento “Piazza della Repubblica. Dove nasce la sovranità popolare”, oltre a proiezioni, lectio e reading musicali.

Gli eventi proseguono oggi, venerdì 24 aprile, sempre negli spazi dell’ex Mattatoio, tra il palco all’aperto e le aule interne condivise con gli spazi della Facoltà di Architettura di Roma Tre. La giornata si apre con il talk “Resistenza e memoria” con Luciana Castellina, Andrea Fabozzi e Gad Lerner, per poi proseguire nel pomeriggio con incontri dedicati al ruolo delle donne, alla Costituzione, alla memoria della Roma occupata e liberata, alla canzone popolare e ai linguaggi contemporanei.

In serata il programma si sposta anche sul terreno del teatro, della stand up comedy e della musica, con il concerto di Management del Dolore Post-Operatorio e Meganoidi. Il cartellone andrà avanti fino a domenica 26 aprile, con il Mattatoio come centro principale e altri luoghi simbolici della città coinvolti nelle celebrazioni.

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