
Torna al centro la prospettiva dell’esproprio dell’area dell’ex Snia Viscosa ancora in mano privata, accanto al Lago Bullicante e al Monumento naturale. A rilanciarla è il consigliere capitolino di Sinistra Civica Ecologista Alessandro Luparelli, che chiede al Campidoglio di dare seguito agli atti già approvati e procedere verso il completamento del Parco delle Energie.
«Dopo il ritiro dalla trattativa del fondo di investimento legato a Enasarco per l’acquisizione dell’area dell’ex Snia Viscosa è necessario andare avanti senza ulteriori rinvii con le soluzioni già indicate da Roma Capitale», afferma Luparelli.
La richiesta arriva a pochi giorni da una nuova mobilitazione dei comitati: domenica 18 ottobre è prevista una giornata di iniziative e un corteo per chiedere l’acquisizione pubblica dell’intera porzione ancora privata dell’ex complesso industriale.
La possibilità di acquisire nuove porzioni dell’area attraverso un esproprio è già entrata negli atti dell’amministrazione capitolina.
Dopo il mancato accordo con il fondo istituzionale legato a Enasarco, la Giunta ha affidato agli uffici il compito di sviluppare una valutazione tecnico-economica per l’ampliamento del Parco delle Energie, prendendo in considerazione l’acquisizione di circa tre ettari oggi privati.
Sul tavolo sono entrate negli ultimi mesi diverse ipotesi, dall’acquisto alla permuta fino all’esproprio, mentre resta aperto il confronto sull’utilizzo degli immobili dell’ex complesso industriale anche per funzioni di carattere universitario.
«L’Assemblea capitolina si è già espressa e la Giunta ha approvato una specifica memoria grazie all’impegno dell’assessore Veloccia», ricorda Luparelli. «Ora occorre dare seguito a quegli impegni e procedere con l’esproprio dell’area, con l’obiettivo di completarne l’acquisizione pubblica».
La prospettiva indicata dal Campidoglio non coincide però completamente con la richiesta avanzata da anni dai comitati.
Gli atti più recenti dell’amministrazione si concentrano infatti sull’acquisizione di circa tre ettari, mentre le realtà territoriali chiedono che l’intervento pubblico riguardi l’intera area dell’ex Snia ancora privata, superiore ai sette ettari.
È su questa differenza che continua a concentrarsi una parte del confronto sul futuro del quadrante tra Prenestino e Pigneto.
Per Luparelli, il completamento del parco avrebbe anche una funzione ambientale e climatica. Il consigliere richiama il Piano Clima di Roma Capitale e propone di rafforzare la forestazione urbana nell’area, trasformandola in un rifugio climatico all’interno di uno dei quadranti più densamente urbanizzati della città.
La mobilitazione proseguirà domenica 18 ottobre, nell’anniversario della cosiddetta “Liberazione del Lago”.
I comitati hanno convocato una giornata di iniziative al Lago Bullicante a partire dalle 11, seguita nel pomeriggio da un corteo diretto verso piazza Malatesta.
Al centro della manifestazione c’è la richiesta dell’esproprio dell’intera ex Snia e della realizzazione di un parco naturalistico e archeologico.
«Il completamento del Parco è una richiesta che viene da lontano e che attraversa il quartiere e la città», conclude Luparelli. «Saremo al loro fianco, perché è il momento di arrivare a una soluzione concreta e coraggiosa e di restituire definitivamente questo patrimonio alla città pubblica».
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