
Un Museo del Cinema e delle Arti al posto dell’ex Cinema Faro del Trullo. È la proposta portata in aula da Marco Palma (FdI), vicepresidente del consiglio dell’XI municipio, che chiede di avviare un’interlocuzione tra la proprietà, Roma Capitale e la Regione Lazio per valutare l’eventuale acquisizione dell’immobile al patrimonio pubblico. L’idea è quella di restituire una funzione culturale a uno degli edifici storici del quartiere, oggi in condizioni di forte degrado, trasformandolo in un polo dedicato al cinema e alle arti. Il progetto, nelle intenzioni di Palma, dovrebbe essere sviluppato coinvolgendo anche Cinecittà e il ministero della Cultura e creando una sinergia con il Miac, il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema presente a Cinecittà, l’Istituto Luce e gli istituti scolastici specializzati nella cinematografia, a partire dal Roberto Rossellini.
L’edificio di via del Trullo 340 nasce come cinema sulla base di un progetto originario del 1947. Nel corso degli anni ha subito modifiche architettoniche e nel 1989 è stata rilasciata una concessione in sanatoria che ha legittimato l’attuale consistenza dell’immobile. Nel 1992 era stata rilasciata una concessione edilizia per trasformare la struttura da cinema ad attività commerciale. I lavori, però, non sarebbero sostanzialmente mai iniziati, anche a causa dell’occupazione dei locali da parte del centro sociale. Oggi, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, l’intero complesso versa in «avanzato stato di degrado», anche per la mancata esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Vengono segnalate infiltrazioni d’acqua, condizioni critiche dei solai e dei lastrici di copertura e il rischio di cedimenti strutturali. Tra gli elementi di maggiore preoccupazione viene indicata inoltre la presenza di amianto nella copertura e, secondo l’interrogazione, la possibile presenza del materiale anche in altre componenti dell’edificio. Soltanto due unità immobiliari con destinazione commerciale e ingressi autonomi risultano attualmente utilizzate, come bar e pizzeria.
Per Palma, la situazione potrebbe diventare l’occasione per ripensare completamente la destinazione dell’ex Faro. Nell’interrogazione viene richiamata anche la possibilità di valutare gli strumenti previsti dalla legge regionale sulla rigenerazione urbana, compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione e il cambio di destinazione d’uso nei limiti previsti dalla normativa. Ma l’obiettivo indicato dal consigliere è soprattutto quello di evitare che il futuro dell’area sia legato esclusivamente a una nuova destinazione commerciale o residenziale. «Sarebbe interesse coinvolgere Cinecittà, il ministero della Cultura», ha spiegato Palma, indicando come possibile destinazione «un museo del Cinema e delle Arti in sinergia con il MIAC presente a Cinecittà, Istituto Luce e indirizzi scolastici per la cinematografia come il Roberto Rossellini». La proposta passa ora dal confronto istituzionale. L’interrogazione chiede infatti di verificare se sia possibile aprire un dialogo con la proprietà e con gli altri livelli di governo per valutare l’acquisizione pubblica e individuare una nuova destinazione per l’ex Faro.
Nel corso della stessa seduta, Palma ha inoltre chiesto all’aula di ricordare le vittime della strage del 7 ottobre 2023. Un momento che il consigliere ha definito «un impegno da una istituzione di prossimità, un grido di dolore verso terre e persone martoriate dalla guerra e dal dolore», ribadendo la «voglia di pace».
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