
La gestione dell’abbattimento degli alberi di Roma negli ultimi anni è finita al centro di un esposto alla Procura, con richieste di verifica sui criteri utilizzati per decidere i tagli, sui costi degli interventi e sulla destinazione del legname così come la gestione delle ceppaie rimaste lungo la strada. A presentarlo è stato il deputato e presidente della federazione romana di Fratelli d’Italia Marco Perissa.
Al centro dello scontro c’è l’Accordo quadro triennale per la cura del verde pubblico siglato nel 2024, il programma da 100 milioni di euro attraverso il quale Roma Capitale ha affidato la manutenzione ordinaria del verde nei 15 municipi.
Dura la replica dell’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, che respinge le contestazioni e definisce l’iniziativa «l’ennesima caduta di stile» di chi «anziché studiare le carte, preferisce cercare il titolo sui giornali per alimentare una campagna elettorale altrimenti povera di contenuti».
Nell’esposto Perissa chiede alla Procura di valutare l’eventuale presenza di profili penalmente rilevanti nella gestione del servizio. Il primo punto sollevato riguarda il processo attraverso cui si stabilisce il destino di un albero: «La valutazione - afferma il deputato - sarebbe affidata a un tecnico indicato dalla stessa impresa aggiudicataria dell'appalto. Un meccanismo che solleva interrogativi, soprattutto considerando che, sempre secondo le previsioni contrattuali, gli importi riconosciuti possono arrivare fino a 180 euro per un intervento di cura e fino a 2.000 euro per un abbattimento».
Nell’esposto viene quindi sollevato il tema riguardante il materiale legnoso prodotto dagli interventi, che Perissa quantifica in oltre 250mila tonnellate in quattro anni. La richiesta è quindi che vengano fatti chiarimenti sulla sua destinazione e sui benefici eventualmente ottenuti dalla collettività, considerati in particolar modo gli «specifici compensi alle imprese per le attività di smaltimento».
Il parlamentare pone infine il tema delle ceppaie rimaste sopra il livello del terreno, citando tra gli esempi via di Castel Porziano e sostenendo che la loro presenza possa indicare interventi non portati a completamento, motivo per cui bisognerebbe «accertare il rispetto degli obblighi contrattuali e l'effettiva esecuzione degli interventi».
Nella risposta dell’assessora viene quindi contestata la ricostruzione effettuata dal deputato sui diversi quesiti sollevati. La prima valutazione riguarda i numeri dell’esposto: «Cento milioni in tre anni e non in quattro, non sono affatto 'una cifra enorme' per un patrimonio di oltre 390mila alberi e circa 4mila ettari di verde urbano e storico tra i più estesi d'Europa. Sono, in media, 30 milioni l'anno: Roma Capitale - dichiara l'assessora - investe circa 1,20 euro a metro quadro per la cura del verde verticale e orizzontale, in linea con quanto spendono le altre grandi città».
Secondo Alfonsi quindi «è falso» che la decisione di abbattere un albero sia affidata esclusivamente a un tecnico scelto dall’impresa. Il processo indicato da Parisse è solo il primo passaggio, «a cui segue una disposizione da parte della Direzione del Verde» e poi «una ulteriore validazione finale da parte di agronomi specificamente incaricati dal Dipartimento Ambiente di Roma Capitale».
L’assessora ricorda inoltre che alla guida del Dipartimento Tutela ambientale è stata individuata, attraverso bando pubblico, una figura con esperienza specifica in campo agronomico e forestale.
Quanto agli importi relativi agli alberi, l'assessora afferma che «si tratta di prezzi unitari fissati dal prezzario della Regione Lazio. Citare 180 e 2mila euro come se fossero un incentivo ad abbattere è un'insinuazione grave», commenta.
Sulle sorti del legname ricavato dai tagli dopo gli abbattimenti, Alfonsi infine sostiene che le '250mila tonnellate' citate da Perissa siano «un dato che non sta in piedi». Meno deciso è infine il commento sulla questione delle ceppaie per il quale l’assessora ricorda «che stiamo mettendo in campo una grande operazione di rimozione delle ceppaie dalle tazze lungo i filari stradali, che scontano un arretrato dei decenni precedenti».
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi