
Il ministro della Difesa Guido Crosetto frena sull’ipotesi di un sabotaggio russo dietro l’esplosione avvenuta il 13 agosto nello stabilimento Knds Ammo Italy di Colleferro. Secondo quanto dichiarato all’ANSA, al momento non risultano elementi che facciano pensare a una causa diversa da un problema interno all’impianto.
«Non risulta a nessuno» che l’esplosione possa essere stata causata da «qualcosa di diverso da un problema interno», ha affermato Crosetto. Il ministro ha poi aggiunto: «Non c’è bisogno di inventare colpe per chi già ogni giorno, da anni, conduce una pericolosa guerra ibrida».
Le dichiarazioni arrivano dopo che alcuni parlamentari hanno chiesto chiarimenti sulla possibilità che dietro la deflagrazione possa esserci stata un’azione intenzionale riconducibile alla Russia. Un’ipotesi sulla quale, secondo quanto riferito dalle agenzie, sono in corso accertamenti.
Tra le richieste di chiarimento c’è quella del leader di Azione Carlo Calenda, che ha sollecitato un passaggio del governo in Parlamento alla ripresa dei lavori.
«Non possiamo rimanere nell’incertezza su un possibile attacco ibrido russo», ha scritto su X, sottolineando anche che le televisioni di Mosca avrebbero dato ampio risalto a quanto avvenuto a Colleferro.
Secondo Calenda, qualora l’ipotesi fosse confermata, si configurerebbe come il più grave attacco ibrido mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più rilevanti avvenuti in Europa. «Il governo dovrà riferire in Parlamento immediatamente alla ripresa», ha aggiunto.
Sull’esplosione indaga la procura di Velletri. Secondo quanto riferito dall’ANSA il 17 agosto, gli inquirenti stanno cercando di stabilire se si sia trattato di un incidente oppure di un atto intenzionale di sabotaggio, valutando anche eventuali collegamenti con esplosioni che hanno interessato fabbriche dell’industria bellica in Bulgaria.
Il senatore del Pd Filippo Sensi ha espresso «piena fiducia nella magistratura», aggiungendo che sulla vicenda «bisogna vederci chiaro».
Nelle ore immediatamente successive all’esplosione, le prime ricostruzioni avevano invece indicato come possibile origine un problema verificatosi durante la lavorazione nel reparto “Pressatura Polveri”. L’ipotesi iniziale era quella dell’esplosione di una pressa, mentre gli investigatori avevano escluso in quella fase atti di sabotaggio di carattere eversivo.
L’esplosione si è verificata nel primo pomeriggio del 13 agosto nello stabilimento ex Simmel Difesa, oggi di proprietà di Knds Ammo Italy. L’azienda produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale, oltre a combustibili solidi destinati ai vettori aerospaziali.
L’incendio ha interessato una sola area dello stabilimento e ha provocato una forte deflagrazione, con una colonna di fumo e detriti visibili anche dall’esterno. Il sistema antincendio ha consentito ai 24 dipendenti presenti nell’impianto di mettersi in salvo prima dell’esplosione e non si sono registrati feriti.
Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri, personale del 118 e Protezione civile. L’emergenza è rimasta circoscritta all’area interessata e non è stato necessario evacuare il vicino outlet né attivare il Coc comunale.
Nello stesso stabilimento si era già verificato un grave incidente nell’ottobre del 2007, quando un’esplosione aveva provocato un morto e 13 feriti.
Le indagini dovranno ora chiarire l’origine della deflagrazione del 13 agosto e verificare le diverse ipotesi emerse nei giorni successivi. La posizione espressa da Crosetto resta però netta: sulla base delle informazioni a disposizione del ministro, l’esplosione sarebbe riconducibile a un problema interno allo stabilimento.
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