
Foto di Giulio Calenne
Gli appelli alla prudenza non sono bastati per tutti. Dopo l’eclissi solare di ieri sera, sette persone si sono rivolte al pronto soccorso oculistico dell’Ospedale Oftalmico di Roma per possibili problemi legati all’osservazione del fenomeno senza adeguate protezioni. A riferirlo è Francesco Corasaniti, direttore del pronto soccorso oculistico dell’Oftalmico, che ha parlato di casi riconducibili al rischio di «maculopatie da eclissi solari».
Non tutti i pazienti presentavano però sintomi. Tre persone si sono recate in ospedale per precauzione, dopo aver assistito all’eclissi senza protezioni. Due pazienti hanno invece manifestato una sindrome da occhio secco comparsa dopo l’esposizione al Sole, mentre per altre due persone si è verificato un annebbiamento della vista, che secondo quanto riferito dai medici è attualmente in miglioramento.
Tutti i pazienti avevano osservato l’eclissi a Roma o nella provincia, dove la presenza delle nuvole ha in parte ostacolato la visione del fenomeno.
L’esposizione diretta al Sole durante un’eclissi può provocare danni alla retina anche quando la luminosità percepita sembra inferiore rispetto a una normale giornata di sole. Il problema è che una lesione retinica può non provocare immediatamente dolore o altri sintomi evidenti.
Il Ministero della Salute aveva infatti raccomandato, prima dell’eclissi del 12 agosto, di osservare il fenomeno esclusivamente attraverso appositi occhiali dotati di filtri certificati, ricordando che i normali occhiali da sole non offrono una protezione sufficiente.
La cosiddetta retinopatia solare può manifestarsi con disturbi della vista, tra cui alterazioni della visione centrale, macchie nel campo visivo o difficoltà nella messa a fuoco. Proprio per questo, in presenza di sintomi dopo aver osservato il Sole direttamente, è opportuno sottoporsi a una valutazione oculistica.
Quella di ieri è stata un’eclissi solare parziale visibile anche dalla Capitale. A Roma il fenomeno è avvenuto a ridosso del tramonto, con il Sole molto basso sull’orizzonte e condizioni meteorologiche che in alcune zone hanno reso difficile l’osservazione.
Per molti romani, però, l’appuntamento ha rappresentato uno degli eventi astronomici più attesi dell’estate. In diversi punti della città e della provincia sono state organizzate osservazioni e iniziative dedicate al fenomeno.
Ora, a distanza di poche ore, arriva il primo bilancio dal principale pronto soccorso oculistico della Capitale: sette accessi collegati, direttamente o per timore, all’osservazione dell’eclissi senza protezioni adeguate.
Un dato che riporta l’attenzione su un aspetto meno spettacolare, ma fondamentale, dell’evento: anche durante un’eclissi parziale, guardare direttamente il Sole può essere pericoloso per la vista.
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