
Una nuova deflagrazione ha riportato la paura nel quadrante est di Roma, dove per la seconda notte consecutiva un autosalone è stato colpito da un’esplosione. L’episodio si è verificato nelle prime ore del 30 agosto, a circa un giorno di distanza da un precedente attentato che aveva già fatto scattare l’allarme tra i residenti.
Il nuovo episodio si è verificato intorno alle 2, quando una forte esplosione ha svegliato gli abitanti della zona. Nel mirino è finita ancora una volta l’attività commerciale situata lungo la via Casilina.
Secondo quanto ricostruito finora, davanti all’ingresso dell’autosalone sarebbe stato fatto esplodere un ordigno artigianale di notevole potenza. La deflagrazione ha provocato seri danni alla parte esterna dell’esercizio commerciale, arrivando a deformare e spostare la serranda.
L’onda d’urto ha inoltre coinvolto alcune automobili che si trovavano nelle immediate vicinanze. Anche un’abitazione situata sopra il locale avrebbe riportato conseguenze, seppur di entità limitata.
La violenza del boato ha provocato apprensione nel quartiere, soprattutto perché l’episodio arriva a poche ore dal precedente attacco.
La prima esplosione era avvenuta nella notte precedente, sempre davanti allo stesso autosalone. Dopo quell’episodio, sui social erano comparsi alcuni messaggi riconducibili al titolare dell’attività, nei quali veniva commentato quanto accaduto.
Gli investigatori stanno ora valutando anche questo elemento all’interno del quadro complessivo delle indagini. La sequenza ravvicinata dei due episodi rappresenta infatti uno degli aspetti sui quali gli inquirenti stanno concentrando maggiormente l’attenzione.
L’attività commerciale è riconducibile a un uomo già noto alle forze dell’ordine per precedenti vicende giudiziarie e attualmente sottoposto a una misura cautelare domiciliare. Il suo passato potrebbe rappresentare uno degli elementi utili per comprendere il possibile movente.
Dopo la segnalazione sono arrivati i vigili del fuoco, che hanno effettuato i necessari controlli sull’edificio per verificare le condizioni della struttura e l’eventuale presenza di criticità.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione competente per territorio e gli specialisti incaricati degli accertamenti tecnici. Sono stati eseguiti rilievi e raccolti elementi utili a ricostruire la dinamica dell’esplosione.
Gli investigatori dovranno ora stabilire chi abbia collocato l’ordigno e, soprattutto, quale sia l’origine della doppia intimidazione.
Una delle piste prese in considerazione dagli investigatori conduce alle tensioni legate alla criminalità del quadrante est della Capitale. In particolare, gli accertamenti potrebbero concentrarsi sui rapporti e sugli interessi criminali presenti nell’area del Quarticciolo.
Al momento, tuttavia, non risultano elementi sufficienti per attribuire con certezza le esplosioni a uno specifico gruppo o per stabilire il movente definitivo.
La doppia deflagrazione, avvenuta nello stesso punto a distanza di appena un giorno, rende comunque il caso particolarmente delicato. Le indagini proseguono per capire se dietro gli attentati ci sia una semplice intimidazione oppure un conflitto più ampio legato alle attività criminali della zona.
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