Roma, 15 ottobre 2026
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Donne ai vertici, la parità è ancora lontana: a Roma il confronto su lavoro, guerre e intelligenza artificiale

Solo il 21% delle top manager è donna e il 42,4% delle italiane è inattivo. Venerdì 16 e sabato 17 ottobre alle Corsie Sistine torna «Donna, Economia & Potere», l’iniziativa della Fondazione Marisa Bellisario: dodici tavoli per discutere di crisi internazionali, lavoro, tecnologia e divari di genere

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Donne ai vertici, la parità è ancora lontana: a Roma il confronto su lavoro, guerre e intelligenza artificiale

Le donne sono ancora lontane dalla parità nei ruoli di vertice delle aziende e nel mercato del lavoro. In Italia rappresentano appena il 21% delle top manager, mentre il tasso di inattività femminile raggiunge il 42,4%. Numeri che raccontano un divario persistente e che si inseriscono in uno scenario internazionale sempre più instabile. È da questa contraddizione che parte la 26ª edizione di «Donna, Economia & Potere», in programma venerdì 16 e sabato 17 ottobre alle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia, a Roma. Il tema scelto dalla Fondazione Marisa Bellisario è la «Geopolitica dell’incertezza»: due giornate di incontri per discutere di come guerre, trasformazioni tecnologiche e fragilità economiche stiano ridisegnando gli equilibri globali e i rapporti di potere.

Dodici tavoli tra guerra, energia e parità

Sono attesi oltre 500 partecipanti tra esperti, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, ambasciatori, manager e giornalisti. Il confronto si svilupperà attraverso dodici tavoli tematici, dedicati al nuovo ordine mondiale, alla guerra ibrida, alla sicurezza energetica, all’intelligenza artificiale, al ruolo dell’Europa e alla leadership, senza trascurare lavoro, parità di genere, giovani, università e Terzo settore. L’apertura dei lavori è prevista venerdì alle 15.30, con gli interventi di Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario, e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Alla manifestazione, conosciuta anche come la «Cernobbio delle donne», sono attesi messaggi istituzionali da parte, tra gli altri, di papa Leone XIV, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Madri al lavoro e intelligenza artificiale: i numeri del divario

La crisi delle certezze globali si riflette anche nella vita quotidiana. Secondo i dati OCSE riportati dalla Fondazione, in Italia lavora soltanto il 55% delle madri, una percentuale che nel Mezzogiorno scende al 35,3%. La diffusione dell’intelligenza artificiale potrebbe inoltre accentuare le differenze tra uomini e donne: il 29% dei lavori a prevalenza femminile è esposto all’IA generativa, contro il 16% delle professioni prevalentemente maschili. Anche l’istruzione non si traduce ancora in un’analoga presenza ai vertici accademici. Le donne costituiscono il 57,5% dei laureati, ma rappresentano soltanto il 29% dei professori ordinari, secondo i dati del ministero dell’Università e della Ricerca. A preoccupare è anche il rapporto tra adolescenti e tecnologia. Secondo Save the Children, il 41,8% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni si è rivolto all’intelligenza artificiale in momenti di tristezza, solitudine o ansia.

Cyberattacchi e crisi energetica, le fragilità dell’Europa

La tecnologia è anche un terreno di confronto sul fronte della sicurezza. Secondo il Clusit, l’Italia subisce il 9,6% degli attacchi informatici gravi registrati a livello mondiale. Le imprese devono fare i conti con altre difficoltà: il 40,7% delle medie aziende segnala problemi di approvvigionamento, secondo Unioncamere. Sul fronte energetico, invece, FuelsEurope segnala che in Europa dal 2009 sono state chiuse 35 raffinerie, un dato che alimenta le preoccupazioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Sono temi che, secondo gli organizzatori, non possono essere affrontati separatamente dalle questioni sociali e dalla partecipazione femminile alle decisioni economiche e politiche.

Lella Golfo: «L’incertezza è anche uno spazio di possibilità»

«Non esiste la categoria di una geopolitica al femminile ma esiste un modo e una capacità femminile di leggere la complessità in modo sistemico», afferma Lella Golfo, sottolineando l’importanza di uno sguardo capace di considerare le conseguenze di lungo periodo, le ricadute sociali e la tenuta delle comunità. La presidente della Fondazione descrive un tempo in cui vacillano alcune delle certezze su cui si è costruita la convivenza comune, dalla pace alla democrazia liberale, fino all’idea di un progresso tecnologico necessariamente orientato al benessere. L’obiettivo dei dodici tavoli sarà individuare risposte e proposte per affrontare queste trasformazioni. «Perché l’incertezza non è soltanto una minaccia: è anche uno spazio di possibilità», conclude Golfo. L’iniziativa è patrocinata dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale.

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