
Le sale cinematografiche e le arene del Lazio stanno per ricevere un piano di sostegno economico regionale. Con un investimento complessivo che supera i 4,1 milioni di euro (4.165.805,50 euro), la Regione Lazio ha infatti finanziato 42 progetti per il rilancio competitivo delle strutture del territorio, attingendo alle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020 e 2021-2027.
La misura è stata presentata oggi al Cinema Cynthianum di Genzano alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione economica Giancarlo Righini, del presidente di ANEC Lazio Leandro Pesci, del sindaco di Genzano Fabio Papalia, del direttore regionale Paolo Alfarone e dell'esperto d'innovazione Francesco Perciballi. Un'occasione per fare il punto sulle sfide del settore e mostrare, tramite un video promozionale, i primi interventi già realizzati per migliorare accoglienza, comfort e qualità della visione.
L’avviso pubblico originario aveva raccolto 46 domande, di cui 42 risultate idonee. Se la dotazione iniziale di circa 2,9 milioni di euro aveva permesso di coprire i primi 26 progetti, il successivo stanziamento aggiuntivo di oltre 1,2 milioni di euro nell’ambito dell’Accordo per la Coesione FSC 2021-2027 ha reso possibile lo scorrimento completo della graduatoria. In questo modo, tutte le 42 iniziative ammissibili hanno ottenuto il contributo regionale, che copre fino al 70% dei costi (per un massimo di 140.000 euro a progetto) destinati a innovazione tecnologica, abbattimento delle barriere architettoniche, sicurezza, adeguatezze strutturali e efficientamento energetico.
La distribuzione dei fondi fotografa una presenza capillare in tutte le province del Lazio. Da Roma e la sua Città metropolitana (con decine di sale storiche e multisala coinvolte, come il Barberini, l'Aquila, il Farnese, il Caravaggio, il Cineland di Ostia e molte altre) fino ai territori di Latina, Viterbo, Rieti e Frosinone.
Questa iniezione di risorse si inserisce in un percorso di attenzione istituzionale verso l'industria audiovisiva locale, che negli ultimi tempi ha dovuto fare i conti con un quadro normativo e politico particolarmente complesso. Solo pochi giorni fa la Regione era intervenuta concedendo un'ulteriore proroga al 31 gennaio 2027 per consentire agli esercenti di ultimare i cantieri e presentare le rendicontazioni contabili senza l'ansia di perdere i finanziamenti.
Uno sforzo economico e amministrativo che dialoga direttamente con la storia recente della difesa dei presidi culturali nel Lazio. Per comprendere il valore di questi investimenti, bisogna infatti ricordare le tensioni divampate in Consiglio Regionale nel luglio dell'anno scorso, quando l'approvazione della legge di semplificazione urbanistica (la n. 171) aveva inizialmente aperto lo spettro della riconversione commerciale delle sale cinematografiche inattive. Allora, la mobilitazione del mondo dello spettacolo — culminata nel grido d'allarme di attori e registi contro la trasformazione di Roma in una mera "città turistico-culinaria" — aveva spinto le opposizioni a dare battaglia, ottenendo lo stralcio totale delle norme che rischiavano di cancellare i cinema per fare spazio a supermercati o sale bingo.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi