
Fonte immagine: Agenzia Xinhua
Una delle massime esperte cinesi nella lotta alla desertificazione ha lanciato un forte appello all'unità globale per tutelare l'ambiente e la sicurezza alimentare.
Si tratta di Yin Yuzhen, nominata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) tra le 100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale. Parlando a Roma con l'agenzia Xinhua, l'attivista ha spiegato come il ripristino dell'area sabbiosa di Maowusu, nella regione autonoma della Mongolia Interna, abbia trasformato il territorio creando nuove opportunità economiche e sociali per le comunità rurali.
L'impegno di Yin ha radici profonde: da quando ha piantato il suo primo albero nel 1986, l'esperta ha dedicato oltre quattro decenni della sua vita al rinverdimento di oltre 70.000 mu di terreno sabbioso (circa 4.667 ettari), una superficie pari a 6.500 campi da calcio.
Dove prima c'erano solo dune sterili, oggi cresce una grande varietà di colture e piante, inclusi ciliegi e rose. Questa profonda trasformazione ha dimostrato come la tutela del suolo sia il presupposto fondamentale per ottenere buoni raccolti e difendere la sicurezza alimentare dalle tempeste di sabbia.
Per Yin, la salvaguardia del pianeta richiede una stretta collaborazione internazionale. La sua storia ha già ispirato solidarietà oltre i confini cinesi: nel 1999, il docente statunitense Ronald Sakolsky vide un servizio televisivo sul suo lavoro e raccolse 5.000 dollari per sostenere la sua opera, dando vita a un'amicizia pluritrentennale.
Questa esperienza riflette la visione di una comunità dal futuro condiviso per l'umanità: pur vivendo in Paesi diversi e con condizioni climatiche differenti, la determinazione e l'adozione di approcci locali adattati possono aiutare a recuperare i terreni degradati in ogni parte del mondo.
Il riconoscimento della FAO assume un valore ancora più significativo alla luce del 2026, proclamato dalle Nazioni Unite come Anno internazionale della donna agricoltrice.
Yin Yuzhen ha ribadito la necessità di offrire alle donne maggiore sostegno e pari opportunità nello sviluppo rurale, sottolineando la loro centralità nella famiglia e nella società. Paragonando la propria determinazione a quella di un cavallo mongolo, l'attivista ha confermato l'intenzione di proseguire la sua opera senza sosta per trasformare terre aride in paesaggi fertili.
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