
Acea, lo storico colosso romano dei servizi di pubblica utilità controllato dal comune di Roma, mette a segno un colpo importante nel Sud del Paese, consolidando in modo definitivo il proprio primato nazionale nel comparto idrico.
Acea Acqua Spa si è infatti aggiudicata ufficialmente la maxi-gara da oltre 1 miliardo di euro per l'affidamento del Servizio Idrico Integrato (SII) dell’area sannita, in Campania, per una concessione di lunghissima durata che si estenderà fino al 2051.
L’operazione si configurerà attraverso un'articolata partnership pubblico-privata. La multiutility capitolina entrerà come socio privato qualificato (con una quota del 45%) in Sannio Acque Srl, la nuova realtà mista il cui restante 55% rimarrà saldamente in mano pubblica. Un modello societario virtuoso che ricalca le migliori pratiche di gestione su scala industriale, esportando il collaudato «know-how» romano oltre i confini del Lazio. L'ambito territoriale interessato è vastissimo: la concessione include il comune capoluogo di Benevento e altri 77 municipi della provincia, per un bacino complessivo di 272.000 abitanti serviti e una rete idrica capillare che si snoda per ben 5.544 chilometri su una superficie di oltre duemila chilometri quadrati.
L'asse strategico Roma-Campania
Per la Capitale e per Acea non si tratta solo di una vittoria industriale, ma della conferma di un disegno geopolitico-aziendale che vede il Gruppo romano fare da perno per la modernizzazione infrastrutturale del Paese. L’ingresso nel Sannio segue infatti, in ordine di tempo, altre recenti e significative aggiudicazioni strategiche ottenute dalla società in Liguria e in Sicilia, a testimonianza di una capacità competitiva che non conosce rivali a livello nazionale.
Inoltre, l'arrivo a Benevento e provincia permette ad Acea di creare un vero e proprio «hub idrico» nel Meridione, integrandosi con gli asset già consolidati di Gori Spa, la società partecipata dal Gruppo romano che gestisce il servizio idrico nell'area Sarnese Vesuviano. Sommando le due gestioni campane, i numeri assumono una dimensione macroeconomica impressionante: Acea coordinerà in Campania un territorio integrato di 153 comuni, quasi 3.000 chilometri quadrati di superficie e oltre 13.600 chilometri di reti, portando acqua pulita ed efficientamento tecnologico nelle case di oltre 1,6 milioni di cittadini meridionali.
L'Amministratore Delegato: «Garantiremo investimenti e innovazione»
La soddisfazione del vertice aziendale di Piazzale Ostiense è evidente. L'operazione sposa pienamente gli obiettivi di crescita sostenibile e di potenziamento strutturale del sistema idrico italiano, storicamente afflitto da frammentazione e perdite di rete.
«Siamo orgogliosi del risultato raggiunto che conferma ancora una volta la solidità di Acea quale primo operatore infrastrutturale idrico italiano e il valore delle competenze che mettiamo al servizio dei territori – ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Acea – L’ampliamento della gestione nell’area sannita rappresenta un passaggio strategico per la nostra azienda. Garantiremo gli investimenti, le competenze industriali e l’innovazione necessari per migliorare la qualità del servizio, sostenere la modernizzazione delle infrastrutture e rispondere alle esigenze delle comunità locali, contribuendo allo sviluppo sostenibile del territorio».
Con questa mossa, l'azienda nata a Roma agli inizi del Novecento per illuminare le strade della Capitale dimostra come una storica «public utility» locale possa trasformarsi in una moderna multinazionale tascabile dei servizi pubblici, capace di attrarre capitali, fare innovazione sul territorio e garantire una gestione resiliente delle risorse idriche di fronte alle pressanti sfide del cambiamento climatico.
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