
La Digos esaminerà le immagini girate dalla polizia scientifica per identificare gli autori dei lanci di bombe carta, bottiglie e petardi avvenuti oggi a Roma durante il corteo degli studenti verso il Ministero dell’Istruzione di viale Trastevere.
Contro il carovita, la precarietà e il riarmo. Questi temi della manifestazione spontanea che ha portato oggi a Roma migliaia di studenti, anche da altre province.
La manifestazione, definita dalla questura di carattere spontaneo, è partita dai concentramenti in diversi istituti scolastici ed è confluita nell’area del Colosseo. Da lì si è mosso il corteo, composto da migliaia di studenti, alcuni arrivati anche da altre province, che ha raggiunto il ministero.
Le prime tensioni in via Marmorata, poi i lanci davanti al Ministero dell’Istruzione e infine la conclusione alla Città dell’Altra Economia.
Tra i cori «Contro la guerra non ci si può fermare», accanto a slogan contro il carovita che colpisce anche la scuola, contro la precarietà e contro il ministro Giuseppe Valditara. Tra gli striscioni comparivano «No al riarmo» e «Basta soldi a Bibi».
Le prime tensioni si sono registrate in via Marmorata. Alcune persone incappucciate hanno rovesciato cestini e cassonetti dei rifiuti e li hanno spostati in mezzo alla strada per bloccarla. Sono seguiti lanci di petardi, bombe carta e bottiglie di vetro in direzione delle forze dell’ordine.
Davanti alla sede del ministero sono stati lanciati contro il dispositivo di sicurezza petardi, fumogeni, farina e bottiglie, e sono stati azionati degli estintori.
Dopo la sosta davanti al ministero, i manifestanti hanno ripreso la marcia lungo viale Trastevere, deviando in via Carlo Porta. In tarda mattinata il corteo è stato autorizzato a raggiungere la Città dell’Altra Economia, dove, al termine di un momento di confronto tra i partecipanti rimasti, la manifestazione si è conclusa.
In una nota la questura ha spiegato che l’intero svolgimento dell’iniziativa è stato costantemente monitorato dalle forze di polizia. Queste, con un approccio «low profile», hanno garantito ai partecipanti adeguati spazi di agibilità e di espressione in condizioni di sicurezza. L’azione della «componente minoritaria» responsabile dei lanci, ha sottolineato la questura, non ha inciso sull’efficacia della strategia di gestione dell’ordine pubblico.
Le indagini
Il materiale raccolto dalla polizia scientifica sarà vagliato dagli investigatori della Digos per l’attribuzione di eventuali responsabilità e per l’identificazione degli autori.
Un contesto complesso
Secondo la questura, la gestione dell’evento si è inserita in una giornata particolarmente complessa per la concomitanza di importanti appuntamenti istituzionali e commemorativi. Tra questi, le celebrazioni dedicate alla memoria della deportazione nazista degli ebrei romani e l’evento internazionale con la partecipazione dei presidenti dei Parlamenti europei e di altre alte cariche istituzionali.
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