
Oltre 800 partecipanti da tutto il mondo si sono riuniti a Yinchuan, nel Ningxia, per il 47esimo Congresso mondiale della vigna e del vino, organizzato insieme alla 24esima Assemblea generale dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV).
La manifestazione, iniziata il 12 ottobre e in programma fino al 16, si svolge per la prima volta in Asia dalla nascita del congresso nel 1924.
Tra i partecipanti ci sono delegati dei Paesi membri dell’OIV, rappresentanti diplomatici, studiosi, associazioni di categoria e imprese del settore vitivinicolo.
La scelta del Ningxia, nella Cina nord-occidentale, porta l’appuntamento internazionale in quella che è diventata la principale area vinicola del Paese.
Il congresso è dedicato alle trasformazioni in corso nel settore vitivinicolo mondiale, con un programma che affronta viticoltura, innovazione enologica, economia, regolamentazione, salute e sostenibilità.
La parte scientifica comprende oltre 400 contributi provenienti da 35 Paesi.
Il programma ufficiale dell’OIV prevede 271 presentazioni orali e 149 poster, per un totale di 420 contributi scientifici, dedicati alle principali sfide che interessano la produzione dell’uva e del vino.
Tra i temi ci sono la capacità dei vigneti di adattarsi alle condizioni climatiche, le nuove tecnologie per la produzione, i modelli economici e normativi del settore e il rapporto tra consumo, salute e sostenibilità.
La Cina è entrata a far parte dell’OIV nel 2024, diventando il primo nuovo membro del secondo secolo di attività dell’organizzazione. Il Paese possiede oggi la terza superficie vitata più estesa al mondo ed è anche il primo produttore globale di uva da tavola.
Il cuore della produzione vinicola del Ningxia si trova sulle pendici orientali dei monti Helan.
L’area conta circa 607mila mu dedicati alla coltivazione e allo sviluppo dell’uva da vino, equivalenti a circa 40.467 ettari. Secondo i dati diffusi da Xinhua, rappresentano quasi il 42 per cento del totale nazionale cinese.
Nel Ningxia operano 261 imprese del settore vinicolo, tra cui 130 cantine, con una produzione annuale che raggiunge circa 140 milioni di bottiglie.
La viticoltura è diventata negli ultimi decenni una componente rilevante anche dell’economia di alcune comunità locali. A Minning, per esempio, una parte dello sviluppo agricolo è stata costruita proprio attorno alla coltivazione dell’uva e alla nascita di aziende vinicole.
La crescita del comparto ha sviluppato anche una filiera legata al turismo del vino.
Secondo i dati presentati durante il congresso, le cantine del Ningxia registrano complessivamente oltre 3,7 milioni di visite all’anno, mentre il valore economico complessivo attribuito al settore supera i 50 miliardi di yuan, circa 7,4 miliardi di dollari.
In parallelo al congresso si è aperta anche la sesta China (Ningxia) International Wine Culture and Tourism Expo.
Alla manifestazione partecipano 84 cantine e imprese provenienti da aree vinicole di 16 Paesi, insieme a 146 aziende cinesi del Ningxia e delle altre principali zone di produzione nazionale.
L’appuntamento punta così a collegare ricerca scientifica, produzione, commercio e turismo in un territorio che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nella filiera vitivinicola cinese.
Fonte: agenzia Xinhua
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