Roma, 11 ottobre 2026
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Cinema chiusi a Roma, il recupero passa dalle “sale di comunità”: il confronto alla Casa dell’Architettura

Lunedì 12 ottobre il convegno promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma. Al centro il futuro delle oltre 100 sale dismesse della Capitale e i nuovi modelli di gestione culturale di quartiere

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Cinema chiusi a Roma, il recupero passa dalle “sale di comunità”: il confronto alla Casa dell’Architettura

Non soltanto riaprire i cinema, ma trasformarli in presìdi culturali di prossimità, capaci di ospitare proiezioni, teatro, musica, attività educative e iniziative sociali durante l’intera giornata. È il modello delle cosiddette “sale di comunità”, al centro del convegno in programma lunedì 12 ottobre alla Casa dell’Architettura di Roma.

L’iniziativa, dal titolo “I cinema della comunità - Quando la socialità era una questione di prossimità”, è promossa dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia (OAR) e arriva, per il terzo anno consecutivo, in concomitanza con la Festa del Cinema di Roma.

L’appuntamento è previsto dalle ore 14.30 alle 19 in piazza Manfredo Fanti 47. Il punto di partenza è la crisi delle sale cinematografiche romane: secondo i dati richiamati dagli organizzatori, negli ultimi anni in città ne hanno chiuse oltre 100, dal centro alle periferie.

Dai cinema chiusi a nuovi presìdi culturali

La proposta al centro del confronto guarda alle esperienze delle sale della comunità, nate in molti casi come sale parrocchiali e progressivamente trasformate in spazi polifunzionali.

L’idea è che il recupero degli ex cinema non possa limitarsi al ripristino della sola attività cinematografica. Una struttura aperta durante più momenti della giornata potrebbe infatti ospitare spettacoli, incontri, concerti, attività formative e servizi culturali, adattandosi alle esigenze dei singoli quartieri.

A Roma il tema riguarda anche edifici storici rimasti inutilizzati o interessati da percorsi di recupero. Negli ultimi anni sono stati avviati progetti diversi, dalla riapertura dell’ex Cinema Pasquino a Trastevere come spazio culturale multifunzionale alle proposte per recuperare l’ex Cinema Faro al Trullo.

Il ruolo dell’architettura e della gestione

Uno dei nodi centrali sarà quello della trasformazione architettonica delle sale, che devono diventare accessibili e flessibili senza perdere la propria identità originaria.

Accanto al progetto fisico degli edifici, il convegno affronterà anche il problema della sostenibilità economica dei nuovi modelli di gestione, con il coinvolgimento di amministrazioni pubbliche, esercenti, operatori culturali, associazioni e proprietà immobiliari.

La questione riguarda una rete potenziale molto ampia. Un precedente censimento richiamato da La Capitale indicava 101 sale chiuse in dieci anni, mentre in città restavano attive 41 sale cinematografiche con 216 schermi.

Smeriglio al confronto sul futuro delle sale

Tra gli interventi è previsto quello dell’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio, chiamato a confrontarsi con architetti, operatori culturali e rappresentanti del settore.

Tra le questioni ancora aperte ci sono anche alcuni cinema di proprietà o interesse pubblico, come Airone, Apollo e Rialto, per i quali negli anni sono stati ipotizzati differenti percorsi di recupero.

Proprio l’Apollo all’Esquilino è stato al centro di una proposta di riapertura attraverso un modello di azionariato popolare, con l’obiettivo di restituire al quartiere uno spazio di aggregazione culturale.

Il programma del convegno

Dopo i saluti istituzionali, i lavori entreranno nel vivo alle ore 15 con una prima sessione sul cinema come presidio culturale di prossimità.

Seguiranno approfondimenti dedicati all’architettura delle sale cinematografiche, alla coesione territoriale, alla cittadinanza attiva e al rapporto tra produzione, distribuzione ed esercizio.

Tra i partecipanti sono annunciati rappresentanti dell’Associazione cattolica esercenti cinema, professionisti dell’architettura, docenti universitari, amministratori e operatori del settore audiovisivo.

Il confronto conclusivo è previsto alle ore 18.30.

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