
Formazione professionale (Foto agenzia Xinhua)
Un quadro comune per favorire il riconoscimento internazionale degli standard dell’istruzione professionale e delle qualifiche tra Paesi diversi. Sarà presentato a Tianjin, dal 15 al 17 ottobre, durante la Conferenza mondiale sullo sviluppo dell’istruzione professionale e tecnica 2026.
Il documento, denominato “Quadro di riferimento per gli standard mondiali in materia di istruzione professionale e tecnica” e indicato dal ministero cinese dell’Istruzione anche come Accordo di Pechino, è stato sviluppato sotto la guida della Cina coinvolgendo nel confronto autorità educative, settori industriali e associazioni professionali di oltre 40 Paesi.
Secondo il ministero, al momento 46 Paesi hanno espresso riconoscimento e sostegno al quadro.
Il lavoro di elaborazione è durato più di un anno e ha preso come punto di partenza l’esperienza cinese nell’istruzione professionale, integrandola con pratiche sviluppate in altri sistemi educativi.
Il quadro affronta alcuni degli elementi considerati centrali per la formazione tecnica e professionale, tra cui valori, organizzazione dei sistemi, governance, strumenti di sostegno e modalità operative.
L’obiettivo dichiarato è costruire riferimenti condivisi che possano facilitare la cooperazione tra sistemi nazionali e, nel tempo, il riconoscimento reciproco delle competenze e delle qualifiche professionali.
Il ministero cinese presenta il documento come il primo standard internazionale di questo tipo nel settore dell’istruzione professionale.
La pubblicazione ufficiale avverrà durante la Conferenza mondiale sullo sviluppo dell’istruzione professionale e tecnica, organizzata a Tianjin dal 15 al 17 ottobre dal ministero cinese dell’Istruzione, dalla Commissione nazionale cinese per l’Unesco e dall’amministrazione municipale.
Il programma comprende una sessione plenaria, una tavola rotonda ministeriale e incontri dedicati alla cooperazione con Sud-est asiatico e Asia meridionale, Asia centrale, Africa, Europa e Americhe.
Durante la chiusura sono previste anche la pubblicazione del Libro bianco sull’istruzione professionale cinese 2026 e nuovi standard nazionali dedicati ai Laboratori Luban.
La conferenza si svolge ogni due anni dal 2022 e quella del 2026 sarà la terza edizione.
La Cina dispone, secondo i dati del ministero, del più grande sistema di istruzione professionale al mondo, con oltre 10 milioni di diplomati ogni anno.
Nel periodo del 14esimo Piano quinquennale, tra il 2021 e il 2025, oltre il 70 per cento dei nuovi lavoratori altamente qualificati destinati ai settori industriali moderni del Paese sarebbe stato formato attraverso il sistema dell’istruzione professionale.
Il governo cinese sta cercando parallelamente di aumentare la presenza internazionale di questo modello attraverso programmi di cooperazione, standard didattici comuni e progetti di formazione realizzati all’estero.
Tra gli strumenti utilizzati ci sono i Laboratori Luban, centri di formazione professionale costruiti attraverso collaborazioni tra istituti cinesi e partner stranieri.
Finora ne sono stati realizzati 38 in 32 Paesi.
Secondo i dati diffusi dal ministero, i laboratori hanno offerto percorsi accademici a più di 30mila studenti e attività formative non finalizzate al conseguimento di un titolo ad oltre 160mila partecipanti.
Il primo Laboratorio Luban all’estero è stato avviato dieci anni fa. Proprio in occasione dell’anniversario, la conferenza di Tianjin ospiterà anche un incontro dedicato al futuro di questo modello.
La pubblicazione del nuovo quadro internazionale rappresenta quindi un passaggio ulteriore della strategia cinese, che punta a spostare la cooperazione nella formazione professionale dai singoli progetti alla costruzione di standard condivisi tra sistemi educativi differenti.
Fonte: agenzia Xinhua
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