
La Cina vuole cambiare il modo in cui individua le piccole e medie imprese da sostenere, passando dall’attesa delle richieste presentate dalle aziende alla ricerca diretta di quelle considerate più promettenti.
La nuova impostazione è stata illustrata dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione durante una tavola rotonda con otto PMI attive, tra gli altri settori, nell’intelligenza artificiale, nei voli spaziali commerciali e nelle tecnologie quantistiche.
L’obiettivo è costruire un sistema capace di individuare prima le imprese con un forte potenziale di crescita e offrire loro servizi e strumenti di sostegno più mirati.
Il cambiamento principale riguarda proprio il meccanismo di selezione.
Finora gli interventi erano maggiormente legati alle richieste avanzate dalle singole imprese. Il ministero punta invece a rafforzare un modello di “individuazione proattiva”, attraverso il quale le amministrazioni possano riconoscere autonomamente le aziende considerate più promettenti.
Particolare attenzione sarà riservata alle startup concentrate sullo sviluppo tecnologico e di nuovi prodotti e alle PMI che lavorano con tecnologie specializzate e avanzate per realizzare prodotti innovativi e distintivi.
Il ministero intende inoltre migliorare il quadro normativo e i servizi destinati alle imprese, con interventi più calibrati sulle esigenze delle singole aziende.
Alle PMI viene chiesto parallelamente di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, concentrarsi sulle proprie attività principali e cercare progressi nelle tecnologie considerate chiave.
Un altro obiettivo indicato dalle autorità cinesi riguarda il rafforzamento delle catene industriali e di approvvigionamento.
Le aziende vengono incoraggiate a intervenire sui punti deboli delle filiere, migliorare prodotti e processi produttivi e aumentare la capacità di resistere a eventuali interruzioni o criticità nelle catene di fornitura.
La nuova strategia si inserisce nel piano per lo sviluppo delle PMI nel periodo 2026-2030, pubblicato all’inizio di settembre e predisposto congiuntamente da dieci amministrazioni centrali, tra cui i ministeri dell’Industria, delle Finanze, della Scienza e della Tecnologia e la banca centrale cinese.
Il documento punta a far crescere sia le dimensioni sia la qualità delle imprese e attribuisce particolare importanza alle PMI specializzate e innovative.
Tra gli obiettivi indicati per il 2030 c’è una crescita cumulativa di circa il 15% dei ricavi operativi pro capite delle principali PMI nell’arco del quinquennio.
L’interpretazione ufficiale del piano pubblicata dal ministero prevede inoltre una crescita media annua superiore all’8% della spesa interna in ricerca e sviluppo delle PMI industriali considerate dal programma.
L’individuazione diretta delle aziende con maggiore potenziale diventa quindi uno degli strumenti con cui Pechino punta a orientare più rapidamente il sostegno verso imprese attive nei settori tecnologici e negli anelli considerati strategici delle filiere industriali.
Fonte: agenzia Xinhua
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