Roma, 16 luglio 2026
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Caldo estremo, i Comuni del Lazio puntano sui satelliti per rendere le città più resilienti

A Villa Altieri il confronto tra Anci Lazio, Città metropolitana di Roma Capitale, Comuni e Gmatics sulle strategie contro isole di calore e cambiamenti climatici.

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
Confronto a Villa Altieri sul caldo estremo

Confronto a Villa Altieri sul caldo estremo

Dati satellitari, forestazione urbana e nuovi strumenti di pianificazione per affrontare temperature sempre più elevate. A Villa Altieri, sede istituzionale della Città metropolitana di Roma Capitale, amministratori locali, tecnici e imprese si sono confrontati sulle strategie necessarie a rendere i territori più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.

L’incontro è stato promosso da Anci Lazio, l’associazione che rappresenta i Comuni della regione, in collaborazione con la Città metropolitana di Roma Capitale e Gmatics, società specializzata nell’elaborazione di dati geospaziali e nell’osservazione della Terra.

Al centro della giornata, il contributo che le tecnologie satellitari possono offrire alle amministrazioni per individuare le isole di calore urbane, monitorarne l’evoluzione e programmare interventi mirati.

Temperature al suolo fino a 60 gradi

Secondo i dati diffusi da Legambiente, nei primi giorni di luglio è già stato raggiunto il numero di ondate di calore registrato durante l’intera estate del 2025. Nelle aree esposte al sole le temperature al suolo possono toccare i 60 gradi, soprattutto nei quartieri privi di alberature e viali ombreggiati.

Circa l’80% del territorio di Roma Capitale supera in estate i 40 gradi al suolo. Il fenomeno non riguarda soltanto l’asfalto: anche i terreni più asciutti trattengono e rilasciano calore, con conseguenze differenti nei numerosi ecosistemi dell’area metropolitana, che comprendono mare, pianure, colline e montagne.

L’adattamento climatico diventa così anche una questione di giustizia sociale. Le temperature estreme incidono sulla salute, sul lavoro, sull’accesso ai servizi pubblici e sulla qualità della vita, con effetti particolarmente pesanti nelle periferie e per le persone più vulnerabili.

Sanna: investimenti su acqua, alberi ed edifici pubblici

A illustrare le azioni della Città metropolitana è stato Pierluigi Sanna, vicesindaco dell’ente metropolitano e sindaco di Colleferro fino al 2025, intervenuto sul ruolo delle istituzioni nella gestione dell’emergenza climatica.

«La percezione di quanto i cambiamenti climatici stiano intervenendo su qualità della vita delle comunità è ormai percezione comune».

Sanna ha ricordato gli oltre 50 milioni di euro stanziati da Roma Capitale per l’emergenza caldo e le iniziative avviate anche nei Comuni della provincia. Tra gli interventi citati figura il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, deciso nell’ambito dell’assemblea dei sindaci dell’Ato 2, per garantire nei prossimi vent’anni una distribuzione più equa delle risorse idriche alla Capitale.

Il vicesindaco ha inoltre richiamato il programma di forestazione della Città metropolitana, che ha portato alla messa a dimora di circa 900 mila alberi e arbusti in aree urbane, periurbane e rurali. Gli interventi sono stati realizzati attraverso due bandi del Mase e con la collaborazione dei carabinieri del Cufa.

Sul fronte degli edifici pubblici, i fondi del Pnrr sono stati utilizzati per migliorare l’efficienza energetica di scuole, impianti sportivi e luoghi della cultura, riducendo consumi ed emissioni.

La rete tra i Comuni e il progetto Urwan

Marina Battisti, consigliera del Municipio Roma III e componente del direttivo di Anci Lazio, ha portato i saluti dell’associazione a nome del presidente Daniele Sinibaldi, sindaco di Rieti e presidente di Anci Lazio.

Battisti ha ribadito la necessità di rafforzare la collaborazione tra amministrazioni, sostenendo le sperimentazioni dedicate al contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici. La trasformazione del clima, ha osservato, impone infatti di ripensare la progettazione degli spazi urbani sia nelle grandi città sia nei centri più piccoli.

Andrea Vignoli, project manager del Dipartimento Progetti europei di Anci Lazio, ha presentato gli strumenti sviluppati attraverso il progetto europeo Urwan. L’iniziativa propone soluzioni per aumentare le aree verdi senza accrescere il consumo di acqua potabile, integrando nella pianificazione urbana le Nbs, le soluzioni basate sulla natura.

L’obiettivo è mettere a disposizione dei Comuni modelli replicabili, capaci di agire contemporaneamente sugli aspetti ambientali, infrastrutturali e sociali.

Iride Lab e il monitoraggio satellitare

L’esperienza dell’amministrazione di Colleferro nella gestione delle ondate di calore è stata illustrata da Giulio Calamita, sindaco della città laziale.

Le conclusioni sono state affidate a Marcello Maranesi, amministratore delegato di Gmatics, che ha approfondito il ruolo delle tecnologie satellitari nel monitoraggio delle isole di calore e dello stress termico percepito dalla popolazione.

Attraverso Iride Lab, iniziativa promossa nel programma spaziale Iride da Esa, Asi e Ispra e finanziata con risorse del Pnrr, i Comuni possono accedere a percorsi di formazione e assistenza. I dati ottenuti dall’osservazione satellitare possono raggiungere un livello di dettaglio fino a due metri dal terreno, aiutando le amministrazioni a individuare le aree più esposte e a orientare gli interventi.

L’incontro ha confermato l’impegno di Anci Lazio nel trasferire agli enti locali conoscenze e strumenti operativi, con l’obiettivo di costruire una governance più attenta all’innovazione, alla sostenibilità e alla tutela della salute dei cittadini.

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