
Raddoppiare il numero di defibrillatori presenti sul territorio e insegnare ai cittadini come intervenire in caso di arresto cardiaco. È questo l’obiettivo di «Roma Defibrilla», il progetto promosso da Roma Capitale che punta a rendere la città più cardioprotetta attraverso nuovi obblighi per gli esercizi di ristorazione e corsi gratuiti di formazione sulle manovre salvavita. La proposta prevede una modifica al Regolamento per la somministrazione di alimenti e bevande, con l’introduzione dell’obbligo di installare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) per tutte le attività con una superficie superiore a 250 metri quadrati. La misura interesserebbe oltre 1.800 esercizi commerciali della Capitale e consentirebbe di aumentare sensibilmente la disponibilità di dispositivi salvavita nei luoghi frequentati quotidianamente da cittadini e turisti. Secondo le stime contenute nel progetto, si passerebbe dagli attuali circa 2mila defibrillatori a una rete di circa 4mila dispositivi, raddoppiando così la presenza di strumenti utili a intervenire nelle emergenze cardiache.
Accanto all’ampliamento della rete di defibrillatori, «Roma Defibrilla» prevede un programma di formazione gratuita aperto a tutta la cittadinanza. Una quota dei posti sarà riservata agli operatori della ristorazione che avranno installato un DAE nei propri locali. Per organizzare le attività sarà messa a disposizione una piattaforma di Farmacap, attraverso la quale cittadini ed esercenti potranno prenotare i corsi scegliendo tra le date e le sedi disponibili. «Con questa iniziativa puntiamo a rendere la nostra città sempre più sicura e attenta alla salute delle persone. Diffondere i defibrillatori e formare i cittadini alle manovre salvavita significa offrire strumenti concreti per intervenire tempestivamente nelle emergenze», ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando l’obiettivo di costruire una Roma «più sicura, solidale e preparata».
Alla base della proposta c’è anche un’esperienza personale. «Dalla disavventura di un amico, che ha avuto salva la vita grazie all’intervento tempestivo di personale qualificato e alla disponibilità di un defibrillatore, nasce oggi questa bellissima iniziativa», ha spiegato Lorenzo Marinone, presidente della Commissione Bilancio, ringraziando il sindaco e l’amministrazione capitolina per il sostegno al progetto. Il capogruppo capitolino di Demos, Sandro Petrolati, firmatario della proposta, ha ricordato l’importanza dei primi minuti dopo un arresto cardiaco: «Sono quelli determinanti per la vita del paziente». Negli ultimi anni, ha aggiunto, sono state promosse attività di sensibilizzazione e formazione con scuole, associazioni e commercianti. Ora l’obiettivo è affiancare a queste iniziative una maggiore disponibilità di dispositivi salvavita nei luoghi pubblici. Dotare i locali di un defibrillatore, ha sottolineato Petrolati, significa renderli più sicuri e permettere anche ai cittadini di intervenire in caso di necessità.
La proposta coinvolge direttamente anche il settore commerciale, chiamato a contribuire alla sicurezza degli spazi frequentati dalla popolazione. «Le attività commerciali per Roma Capitale rappresentano un vero e proprio presidio diffuso», ha dichiarato Andrea Alemanni, consigliere capitolino e presidente della Commissione Commercio, anche lui tra i firmatari. L’iniziativa, ha aggiunto, punta ad aumentare i criteri di qualità delle attività e a offrire maggiori garanzie ai cittadini. Sulla collaborazione degli esercenti ha insistito anche l’assessora alle Attività produttive, Valeria Baglio, secondo cui il progetto riconosce al commercio un ruolo che va oltre quello economico e coinvolge direttamente le attività nella tutela della salute della comunità. La collaborazione delle associazioni di categoria e degli operatori sarà fondamentale per favorire la conoscenza delle nuove disposizioni e contribuire alla diffusione della cardioprotezione.
L’urgenza di ampliare la rete dei dispositivi salvavita è legata anche ai numeri dell’emergenza sanitaria. In Italia si registrano ogni anno circa 60mila arresti cardiaci extraospedalieri. In questi casi, intervenire tempestivamente con le manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzare un defibrillatore può fare la differenza tra la vita e la morte. Al progetto hanno aderito ARES 118, IRCCS Lazzaro Spallanzani, Fondazione Giorgio Castelli, Rete Emergenze ODV ed E il tuo cuore batte ancora APS. Il Dipartimento di Scienze mediche e cardiovascolari della Sapienza Università di Roma coordinerà scientificamente le attività formative e informative e contribuirà al monitoraggio dell’efficacia dell’iniziativa.
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