Roma, 23 aprile 2026
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Andrea Pazienza al Maxxi, «Non sempre si muore»: il fumetto entra nel museo

Al Maxxi di Roma il secondo capitolo della mostra su Andrea Pazienza: oltre 500 tavole, il murale restaurato e il riconoscimento del fumetto come arte.

di Edoardo Iacolucci - TEMPO DI LETTURA 3'
Andrea Pazienza al Maxxi, «Non sempre si muore»: il fumetto entra nel museo

«Non sempre si muore». La frase attraversa le sale del MAXXI e diventa il punto di partenza del secondo capitolo della mostra dedicata ad Andrea Pazienza, tra i più influenti autori del fumetto italiano. L’esposizione, a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti, arriva a Roma dopo la tappa de L’Aquila e completa un progetto pensato per i settant’anni dalla nascita dell’artista.

Il titolo riprende una dichiarazione rilasciata da Pazienza nel 1988, poco prima della morte, e oggi assume un valore simbolico: la sua opera continua a parlare al presente.

Un artista totale tra parola e immagine

Pazienza non è stato soltanto un fumettista, ma un autore capace di unire linguaggi diversi: disegno, scrittura, pittura. La mostra restituisce questa complessità attraverso un percorso fluido, organizzato per stanze tematiche e per colori, che accompagna il visitatore dagli anni della formazione fino alle ultime opere.

Al centro, oltre cinquecento tavole originali con i personaggi che hanno segnato la sua produzione: Pentothal, figura attraverso cui il talento dell’autore si è imposto; Zanardi, incarnazione del cinismo degli anni Ottanta; Pompeo, opera finale e sintesi della sua ricerca.

Il murale e il ritorno delle opere

Tra le opere più attese, il grande murale realizzato nel 1987 alla Mostra d’Oltremare: otto metri di lunghezza per due e mezzo di altezza, eseguito dal vivo in poche ore. Restaurato grazie al MAXXI, viene esposto per la prima volta in un contesto museale. L’opera raffigura una venatio, una scena di combattimento tra uomini e animali ispirata all’antichità classica, interesse centrale nell’ultima fase della produzione di Pazienza.

Accanto alle tavole, il percorso include bozzetti, appunti, poesie, lettere e materiali d’archivio, tra fotografie e filmati in super 8, che restituiscono il contesto creativo e umano dell’artista.

Il fumetto entra nel MAXXI

L’ingresso di Pazienza nel MAXXI segna un passaggio rilevante: il riconoscimento del fumetto come linguaggio artistico all’interno di un museo nazionale dedicato all’arte contemporanea.

Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, sottolinea: «Il MAXXI non si limita a ospitare l’opera di Pazienza: lo celebra». E aggiunge: «Raggiungere pubblici diversi non significa semplificare, ma ampliare le possibilità di accesso alla bellezza». Secondo Bruni, «è uno spazio in cui le generazioni si incontrano, si contaminano e si interrogano», dove l’opera dell’artista continua a dialogare con il presente.

Francesco Stocchi, direttore artistico del museo, evidenzia: «Pazienza è una moltitudine: ogni opera ridefinisce le regole». E ancora: «La sua opera resta uno strumento vivo per leggere il presente», capace di attraversare dimensioni politiche, esistenziali e linguistiche senza ridurle.

Un’eredità che resta contemporanea

Il progetto espositivo è accompagnato da un catalogo edito da Coconino Press – Fandango e da un programma pubblico di incontri e approfondimenti. Giulia Ferracci, curatrice della mostra, spiega: «Le opere di Pazienza sono finestre aperte su un tempo che non vuole stare fermo», e sottolinea come «il segno non riempie mai lo spazio per abitudine, ma lo abita con consapevolezza». Un lavoro che, secondo Ferracci, «non lascia fuori chi guarda ma lo trascina dentro».

Oscar Glioti, co-curatore, aggiunge: «Questo progetto segna un passaggio importante: l’istituzionalizzazione del medium fumetto». E conclude: «Pazienza è ancora vivo: nei capolavori che non tramontano».

«Non sempre si muore» diventa così non solo il titolo dell’esposizione, ma la sintesi di un percorso artistico che continua a generare visioni e domande, confermando Andrea Pazienza come una figura centrale della cultura italiana contemporanea.

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