
Foto Anci.it
La condanna della sindaca di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella, per la tragica frana di Chiareggio dell'agosto 2020 riaccende il dibattito sulle responsabilità dei sindaci in caso di calamità naturali. Il presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi, denuncia un «corto circuito normativo e procedurale ormai insostenibile» e chiede un intervento legislativo urgente.
Secondo Manfredi, ogni volta che un evento atmosferico o idrogeologico devasta un territorio, la magistratura tende ad attribuire la responsabilità omissiva o il difetto di previsione direttamente al primo cittadino.
«I sindaci sono l'autorità locale di Protezione Civile, ma non sono né meteorologi, né geologi, né tecnici informatici», sottolinea l'Anci, giudicando inaccettabile che la responsabilità penale della gestione delle emergenze ricada su una sola persona.
L'associazione ha quindi annunciato la propria adesione alla petizione di solidarietà per Renata Petrella, promossa dagli amministratori locali per chiedere una riforma legislativa che chiarisca le responsabilità.
«Chiediamo un intervento legislativo che liberi i sindaci dall'incubo di dover prevedere l'evoluzione o i danni causati da una calamità naturale», afferma Manfredi, sollecitando Governo e Parlamento ad affrontare il tema per «restituire certezza del diritto e dignità al ruolo dei sindaci».
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