Roma, 17 ottobre 2026
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Alla Fao il premio a Yin Yuzhen: sul palco l’abbraccio con l’amico americano che la aiutò 27 anni fa

L’agricoltrice cinese, impegnata da oltre quarant’anni contro la desertificazione nel Maowusu, è stata scelta come centesima “eroina” dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale. Accanto a lei Ronald Sakolsky, che nel 1999 raccolse 5mila dollari per sostenere la piantumazione di alberi

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Fonte Xinhua

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Un abbraccio sul palco della Fao a Roma, 27 anni dopo l’inizio di una storia nata attorno a una raccolta fondi da 5mila dollari e cresciuta insieme a migliaia di alberi piantati contro la desertificazione.

Yin Yuzhen, agricoltrice cinese impegnata da oltre quarant’anni nel recupero dell’area sabbiosa del Maowusu, è stata scelta come centesima donna tra le “100 Women Heroes in Agrifood Systems and Rural Development”, il riconoscimento con cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura celebra il contributo femminile ai sistemi agroalimentari e alle comunità rurali.

Durante la cerimonia del 15 ottobre nella sede Fao di Roma, Yin ha indicato tra il pubblico il suo amico statunitense Ronald Sakolsky. Invitato a raggiungerla, l’uomo l’ha abbracciata davanti alla platea, pochi istanti dopo la consegna del trofeo.

Una storia iniziata con 5mila dollari

L’amicizia tra i due risale al 1999, quando Sakolsky si trovava in Cina nell’ambito di uno scambio didattico.

Dopo aver conosciuto il lavoro di Yin contro l’avanzata della sabbia, raccolse 5mila dollari per aiutarla ad acquistare nuovi alberelli.

In quel periodo Yin stava già lavorando da anni alla riforestazione del Maowusu, nella Mongolia Interna. I primi tentativi erano stati difficili, con una parte consistente delle piante incapace di sopravvivere alle condizioni del terreno.

«Ha piantato molti semi e all’inizio solo pochi sono germogliati. Ma lei non si è arresa», ha ricordato Sakolsky durante la cerimonia. «Oggi la nostra storia ha piantato un seme per tutti i presenti».

I due si erano poi persi di vista per più di vent’anni, fino al ricongiungimento avvenuto nell’agosto 2026 in Cina.

Quarant’anni contro la desertificazione

Il lavoro di Yin è diventato nel tempo uno dei casi più noti di recupero ambientale nell’area del Maowusu.

Secondo la Fao, la sua attività ha contribuito al ripristino di quasi 5mila ettari di territorio degradato attorno alla sua casa e alla piantumazione di oltre otto milioni di alberi nell’area, con effetti anche sull’agricoltura e sulle condizioni di vita delle comunità locali.

Il percorso era cominciato oltre quarant’anni fa in un territorio segnato dall’avanzata della sabbia. Yin ha continuato negli anni a sperimentare tecniche di piantumazione e riforestazione, trasformando progressivamente parti del paesaggio.

Proprio per questo la Fao l’ha scelta come centesima premiata, completando l’elenco delle cento donne selezionate per l’edizione 2026.

Il riconoscimento della Fao

L’iniziativa delle 100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale è stata promossa nell’ambito dell’Anno internazionale dell’agricoltrice 2026.

La Fao ha ricevuto 609 candidature da 131 Paesi membri, sottoposte a un processo di selezione basato sui contributi all’agricoltura, alla sicurezza alimentare, alla tutela delle risorse naturali e allo sviluppo delle comunità rurali.

La cerimonia si è svolta durante il World Food Forum, nella settimana che ha portato alla Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre.

Yin è stata annunciata per ultima, come centesima premiata.

«Questo riconoscimento non appartiene soltanto a me, ma anche alle tante persone generose che mi hanno aiutata nell’area sabbiosa di Maowusu e a innumerevoli altre», ha detto.

Il nuovo incontro a Roma

Prima della cerimonia Yin e Sakolsky avevano visitato anche il giardino sul tetto della sede Fao.

Qui sono state piantate tre lagerstroemie. Una è stata messa a dimora dalla stessa Yin, che ha scritto sul tronco il proprio nome e la data.

Il gesto ha richiamato simbolicamente quello che aveva unito i due alla fine degli anni Novanta e poi di nuovo nell’agosto scorso, quando Sakolsky era tornato nel Maowusu dopo 26 anni e aveva piantato un nuovo albero insieme a Yin.

Sul palco della Fao, l’agricoltrice ha ricordato quel rapporto definendo Sakolsky «un fratello maggiore» e ringraziandolo per aver sostenuto il suo lavoro in uno dei momenti più difficili.

Dalla Mongolia Interna a Roma, la loro storia è così tornata ancora una volta al punto da cui era partita: piantare alberi per fermare l’avanzata del deserto.

Fonte: agenzia Xinhua


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