Roma, 17 aprile 2026
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A Villa Pamphilj torna l’anima contadina di Roma: due giorni tra orti, degustazioni e memoria

Al Casale dei Cedrati il 18 e 19 aprile «Venere Contadina», viaggio tra agricoltura urbana, storia e sostenibilità

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
A Villa Pamphilj torna l’anima contadina di Roma: due giorni tra orti, degustazioni e memoria

C’è una Roma che resiste lontano dal traffico e dall’asfalto, fatta di agrumi, orti e stagioni. E torna a mostrarsi, per due giorni, nel cuore verde di Villa Doria Pamphilj, dove il 18 e 19 aprile il Casale dei Cedrati ospita «Venere Contadina». Una manifestazione che prova a rimettere al centro la vocazione agricola della Capitale, intrecciando incontri, degustazioni e attività per famiglie in uno dei luoghi più evocativi della città.

Il giardino degli agrumi, tra storia e sostenibilità

Cuore dell’iniziativa è il Giardino dei Cedrati, uno spazio che attraversa i secoli e cambia pelle senza perdere identità. Qui, dove già nel Seicento si coltivavano melangoli e dove nel Settecento l’architetto Gabriele Valvassori disegnò pergolati e fontane, oggi convivono serre moderne e una «biblioteca degli agrumi» con varietà provenienti da territori protetti, in collaborazione con Slow Food. Un equilibrio tra memoria e innovazione, che passa anche dalla coltura idroponica e da una nuova idea di agricoltura urbana.

Raccontare la Roma agricola

Il programma si apre sabato con un incontro dedicato proprio alla trasformazione del giardino e delle sue serre, tra passato e nuove tecniche di coltivazione. Domenica, invece, spazio a una riflessione più ampia con «Il cuore agricolo di Roma», una maratona di interventi che mette insieme ambiente, paesaggio e produzione locale. Tra i partecipanti anche l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi. Un racconto corale che prova a restituire senso a una vocazione spesso dimenticata.

Dal campo alla tavola

Nel pomeriggio di domenica il percorso si sposta sul gusto: degustazioni di prodotti coltivati direttamente nel Casale, tra ortaggi, agrumi e lavorazioni artigianali. Insalate a chilometro zero, formaggi accompagnati da marmellate di arance amare, olio del Consorzio Olio di Roma IGP e perfino una birra aromatizzata con le scorze degli agrumi del giardino. «Offrire questi prodotti significa realizzare concretamente l’idea di sostenibilità e circolarità che ci guida», spiega il presidente Francesco Cochetti. «Riportare la vocazione contadina nel cuore di Roma».

Un modello da far crescere

Non solo evento, ma laboratorio permanente. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è fare del Casale un punto stabile di produzione e accoglienza, dove la filiera corta diventa esperienza quotidiana. «Qui si incarna un’alleanza tra natura, creatività e benessere», sottolinea Giovanna Barni, indicando nella continuità delle attività la vera sfida, anche oltre gli ostacoli burocratici che negli anni hanno rallentato la rigenerazione del sito.

Spazio ai bambini (e alla città che cambia)

Non mancano i più piccoli, con laboratori tra riciclo creativo e teatro immerso nel verde. Perché «Venere Contadina» prova anche a questo: a insegnare che la città può essere diversa, più lenta e più radicata nella terra. Anche nel centro di Roma.

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