
C’è una Roma che resiste lontano dal traffico e dall’asfalto, fatta di agrumi, orti e stagioni. E torna a mostrarsi, per due giorni, nel cuore verde di Villa Doria Pamphilj, dove il 18 e 19 aprile il Casale dei Cedrati ospita «Venere Contadina». Una manifestazione che prova a rimettere al centro la vocazione agricola della Capitale, intrecciando incontri, degustazioni e attività per famiglie in uno dei luoghi più evocativi della città.
Cuore dell’iniziativa è il Giardino dei Cedrati, uno spazio che attraversa i secoli e cambia pelle senza perdere identità. Qui, dove già nel Seicento si coltivavano melangoli e dove nel Settecento l’architetto Gabriele Valvassori disegnò pergolati e fontane, oggi convivono serre moderne e una «biblioteca degli agrumi» con varietà provenienti da territori protetti, in collaborazione con Slow Food. Un equilibrio tra memoria e innovazione, che passa anche dalla coltura idroponica e da una nuova idea di agricoltura urbana.
Il programma si apre sabato con un incontro dedicato proprio alla trasformazione del giardino e delle sue serre, tra passato e nuove tecniche di coltivazione. Domenica, invece, spazio a una riflessione più ampia con «Il cuore agricolo di Roma», una maratona di interventi che mette insieme ambiente, paesaggio e produzione locale. Tra i partecipanti anche l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi. Un racconto corale che prova a restituire senso a una vocazione spesso dimenticata.
Nel pomeriggio di domenica il percorso si sposta sul gusto: degustazioni di prodotti coltivati direttamente nel Casale, tra ortaggi, agrumi e lavorazioni artigianali. Insalate a chilometro zero, formaggi accompagnati da marmellate di arance amare, olio del Consorzio Olio di Roma IGP e perfino una birra aromatizzata con le scorze degli agrumi del giardino. «Offrire questi prodotti significa realizzare concretamente l’idea di sostenibilità e circolarità che ci guida», spiega il presidente Francesco Cochetti. «Riportare la vocazione contadina nel cuore di Roma».
Non solo evento, ma laboratorio permanente. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è fare del Casale un punto stabile di produzione e accoglienza, dove la filiera corta diventa esperienza quotidiana. «Qui si incarna un’alleanza tra natura, creatività e benessere», sottolinea Giovanna Barni, indicando nella continuità delle attività la vera sfida, anche oltre gli ostacoli burocratici che negli anni hanno rallentato la rigenerazione del sito.
Non mancano i più piccoli, con laboratori tra riciclo creativo e teatro immerso nel verde. Perché «Venere Contadina» prova anche a questo: a insegnare che la città può essere diversa, più lenta e più radicata nella terra. Anche nel centro di Roma.
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