
Conferenza Stampa della Festa del Cinema di Roma
Diciotto film in concorso, tre titoli italiani in gara, Javier Bardem protagonista del premio alla carriera e una Roma che non sarà soltanto il luogo della manifestazione, ma entrerà direttamente dentro molti dei film e delle storie in programma. È stata presentata giovedì 25 settembre la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre 2026 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e in numerosi altri luoghi della Capitale.
A svelare il programma, durante la conferenza stampa nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sono stati il presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi e la direttrice artistica Paola Malanga. Proprio la Sala Santa Cecilia, ha ricordato Nastasi, dal prossimo anno ospiterà anche l'inaugurazione della manifestazione.
Malanga, affiancata dal comitato di selezione composto da Giovanna Fulvi, Alberto Libera, Enrico Magrelli, Emanuela Martini e Alberto Pezzotta, ha quindi illustrato i titoli della nuova edizione. Il film d'apertura sarà Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, con Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria. La cerimonia inaugurale sarà condotta da Ema Stokholma.
Sono 18 i titoli del Concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, con sei film diretti da donne. L'Italia sarà rappresentata da Brianza di Simone Catania, ambientato nel 2009, in piena crisi economica, attorno a un'armeria di famiglia sommersa dai debiti e interpretato da Paolo Pierobon e Fausto Russo Alesi; Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, tratto dalla graphic novel di Zuzu e interpretato da Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio; e dal documentario Mustang di Kasia Smutniak.
Tra gli altri titoli in gara figurano Ceniza en la boca di Diego Luna, I Love Boosters di Boots Riley, con Demi Moore, Keke Palmer e LaKeith Stanfield, The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson e I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard.
La giuria assegnerà i premi per miglior film, Gran Premio della Giuria, regia, sceneggiatura, attrice e attore, oltre al Premio speciale della Giuria. Restano inoltre i riconoscimenti trasversali alla migliore opera prima e al miglior documentario.
Uno dei protagonisti della Festa sarà Javier Bardem, che riceverà il Premio alla Carriera dalle mani di Paolo Sorrentino, in occasione della proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen.
L'Industry Lifetime Achievement Award sarà invece assegnato alla produttrice britannica Tessa Ross, candidata all'Oscar per Conclave e legata a titoli come Billy Elliot, The Millionaire, In Bruges, 12 anni schiavo e La zona d'interesse. A consegnare il premio sarà Edward Berger.
Il legame con la città attraversa una parte consistente del programma. Nel Grand Public arriverà Il ministero dell'amore di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, con Pif, Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro e Alessandra Mastronardi, una nuova commedia firmata dagli autori romani di Boris.
C'è poi La sera a Roma di Enrico Vanzina, con Massimo Ghini, Carlo Buccirosso, Martina Stella, Rocío Muñoz Morales e Ricky Memphis.
«Il titolo è già una dedica in qualche modo alla Festa», ha osservato Malanga presentando il film.
In Freestyle arriva invece l'esordio alla regia di Valerio Lundini con Cambogia, interpretato dallo stesso Lundini insieme a Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi e Sonia Bergamasco. Nella stessa sezione c'è Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti, nel quale Zerocalcare interviene disegnando l'immaginazione della giovane protagonista.
E Roma è anche al centro di The Rome Eight di Hannu Salonen, film girato nella Capitale e dedicato alla squadra di canottaggio protagonista delle Olimpiadi di Roma del 1960.
«È stato girato a Roma perché riguarda la squadra di canottaggio alle Olimpiadi del 1960, quindi torna a casa», ha ricordato Malanga.
Nel Grand Public sono annunciati alcuni dei titoli internazionali più attesi dell'autunno. The Debut di Jesse Eisenberg, con Julianne Moore e Paul Giamatti, sarà accompagnato a Roma dal regista e dai due interpreti. Per Klara and the Sun di Taika Waititi arriveranno il regista e Jenna Ortega.
In programma anche Elsinore di Simon Stone con Andrew Scott e Olivia Colman e A Talent for Murder di Anton Corbijn, con Helen Mirren nei panni di Patricia Highsmith.
Due le prime mondiali annunciate: Le Fantôme de l'Opéra, con Deva Cassel, e Me, You di Bille August, tratto dal romanzo Tu, mio di Erri De Luca, con Tim Roth, Brian Cox, Laura Morante e Massimiliano Caiazzo.
Fra gli italiani ci saranno inoltre È andata così di Gianni Zanasi, con Michele Riondino, Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini; Noi, un po' meglio di Daniele Luchetti, con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta; Il profilo dell'altra di Francesco Bruni e Un tranquillo funerale di famiglia di Massimiliano Bruno.
Il 23 ottobre sarà inoltre presentato insieme ad Alice nella città Se domani non torno di Paola Randi, dedicato alla vicenda di Giulia Cecchettin.
Ampio spazio anche allo sport. Radici di Nicola Ravera Rafele racconterà Daniele De Rossi e l'Ostiamare, mentre In un battito di Giovanni Troilo sarà dedicato a Edoardo Bove.
Federica – L'ultima Olimpiade, di Federico Gariboldi e Paolo Novelli, segue invece Federica Brignone nella stagione che conduce ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Il documentario sarà proiettato al Teatro Olimpico Acea il 21 e il 23 ottobre.
Nel programma anche The Match, sulla celebre partita della «mano di Dio», Cantona e Give Me the Ball!, dedicato alla campionessa di tennis Billie Jean King.
Fra le novità dell'edizione c'è Roma Lazio in serie, il progetto della Fondazione Roma Lazio Film Commission realizzato in collaborazione con la Festa. Dal 14 al 25 ottobre l'AuditoriumArte diventerà uno spazio dedicato alla serialità, con anteprime, podcast e incontri.
In programma 177 giorni. Il rapimento di Farouk, con Marco Bocci, Livatino – Il giudice e i suoi assassini di Michele Placido, Melania Rea, La famiglia Panini – L'avventura delle figurine e Marvel Vision Quest, con Paul Bettany e James Spader.
Tra documentari, musica e arti ci saranno anche Lorenzo – L'incredibile avventura di Jovanotti, Il caso Modigliani, Fuksas – Da tutta la vita, Five Living Buildings (by Renzo Piano), Mace – An Out of Body Experience e L'assurda storia della Gialappa's Band di Walter Veltroni.
La sezione Storia del Cinema renderà omaggio a Gillo Pontecorvo, a vent'anni dalla morte, con La battaglia di Algeri restaurata, oltre a Brunello Rondi, Goffredo Fofi e Jacques Perrin. Tra i restauri figurano Fight Club, Trainspotting, Boogie Nights, Marie Antoinette e L'eclisse.
La manifestazione continuerà infine la sua espansione fuori dall'Auditorium, raggiungendo Casa del Cinema, Maxxi, Teatro Olimpico, Villa Sordi, Teatro Palladium, cinema Giulio Cesare, Sapienza e Castel Sant'Angelo, oltre agli istituti penitenziari.
«Il sindaco Gualtieri ci aveva chiesto una Festa sempre più metropolitana, sempre più allargata alla città e quest'anno siamo arrivati veramente forse al massimo della nostra espansione», ha detto il presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi.
Nel 2025 la manifestazione ha superato le 100 mila presenze. Ma per Nastasi l'allargamento non serve soltanto ad aumentare gli spettatori: «La Festa del Cinema nasce, si chiama Festa per questo, perché è una grande festa di Roma, l'abbraccio dei romani, degli spettatori romani, ma non solo romani».
«In un momento in cui anche il cinema tende un po' a standardizzarsi, tende alcune volte a diventare banale, il programma di quest'anno dimostra che il nostro cinema è molto presente e molto vivo», ha concluso Nastasi.
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