
La sfida di Roma è non rallentare proprio adesso. Dopo gli investimenti del Pnrr e quelli legati al Giubileo, la Capitale è chiamata a mantenere il ritmo della trasformazione, puntando sulle infrastrutture, sulla mobilità sostenibile e sulla rigenerazione urbana. Ma per farlo servono nuove risorse, una programmazione di lungo periodo e la capacità di realizzare i progetti. È il messaggio lanciato dal sindaco Roberto Gualtieri durante «Roma, il futuro si infrastruttura», l’evento organizzato da La Capitale nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma.
Intervistato da Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, il primo cittadino ha affrontato le principali questioni che riguardano lo sviluppo della città: dal finanziamento delle grandi opere al futuro delle metropolitane, dai progetti per gli stadi di Roma e Lazio alla sfida dei data center, fino al tema della casa e alla necessità di rendere i servizi più accessibili nei quartieri. Un confronto che ha guardato anche oltre la scadenza dell’attuale mandato, con l’obiettivo di delineare le priorità per i prossimi anni.
Il primo nodo è quello delle risorse. Alla domanda di Cerasa sulla possibilità che il ciclo di grandi investimenti degli ultimi anni sia ormai arrivato al termine, Gualtieri ha rivendicato il lavoro dell’amministrazione per intercettare finanziamenti nazionali ed europei e aumentare la capacità di investimento del Campidoglio. «Non ci sono benefici che arrivano dal cielo, ce li siamo andati a cercare», ha sottolineato il sindaco, ricordando che le risorse per Roma non sono legate soltanto al Pnrr e al Giubileo, ma anche all’incremento degli investimenti finanziati attraverso il bilancio comunale.
La prospettiva, secondo Gualtieri, deve essere quella di proseguire lungo la strada intrapresa. «Non è possibile rallentare, è necessario continuare», ha affermato, spiegando che la trasformazione della città richiede investimenti costanti e una programmazione capace di andare oltre la stagione dei finanziamenti straordinari. Il sindaco ha quindi rivolto un messaggio al governo, offrendo la disponibilità di Roma a candidarsi per utilizzare le risorse destinate alla mobilità sostenibile. L’amministrazione, ha assicurato, è pronta a presentare progetti solidi e cantierabili, facendo leva sull’esperienza maturata nella gestione degli interventi in corso.
Tra le opere richiamate durante il confronto c’è anche il prolungamento della linea A della metropolitana, per il quale Gualtieri ha citato un investimento da circa 800 milioni di euro, oltre alla necessità di sviluppare ulteriormente la rete del trasporto pubblico su ferro. L’obiettivo è arrivare preparati alle prossime opportunità di finanziamento, evitando che la mancanza di progetti pronti si traduca nella perdita di risorse.
La mobilità resta uno dei capitoli centrali della strategia capitolina. Il programma, ha spiegato Gualtieri, comprende le opere già avviate, i nuovi interventi sulle linee metropolitane e il potenziamento dei collegamenti ferroviari urbani e regionali. Un insieme di progetti che, per tempi di realizzazione e complessità, dovrà necessariamente proseguire anche nella prossima consiliatura. Accanto alle grandi infrastrutture, il sindaco ha rivendicato il lavoro sulla manutenzione delle strade e sulla riqualificazione degli spazi pubblici. L’eredità del Giubileo, nella visione del Campidoglio, non deve limitarsi a una concentrazione temporanea di cantieri, ma tradursi in un miglioramento duraturo della qualità urbana.
Il tema si lega anche all’obiettivo della città dei 15 minuti, su cui Cerasa ha chiesto un bilancio. Per Gualtieri non si tratta soltanto di ridurre i tempi degli spostamenti, ma di avvicinare ai cittadini i servizi essenziali: aree verdi e giochi, spazi per lo sport, scuole, centri anziani, biblioteche, aule studio e luoghi dedicati al lavoro condiviso. Una trasformazione che, secondo il sindaco, deve contrastare la separazione tra quartieri dormitorio, zone direzionali e aree commerciali, favorendo una distribuzione più equilibrata delle funzioni urbane. La sfida è rendere i quartieri più vivibili e autonomi, senza costringere i residenti a spostarsi continuamente da una parte all’altra della città.
Tra le opere destinate a segnare il futuro della Capitale ci sono anche i nuovi stadi. Sul progetto della Roma, Gualtieri ha confermato che si è conclusa positivamente la conferenza di servizi decisoria e che il percorso amministrativo è entrato in una nuova fase, con la preparazione dei successivi passaggi progettuali. I tempi di realizzazione stimati sono di circa due anni e mezzo. Se il percorso procederà senza rallentamenti, ha spiegato il sindaco, l’impianto potrebbe essere completato in tempo per il campionato 2029-2030, con l’obiettivo di anticipare quanto più possibile la consegna.
Per lo stadio della Lazio, invece, il lavoro riguarda l’adeguamento del progetto alle prescrizioni emerse nel corso dell’iter, comprese quelle relative alla tutela del patrimonio. Se questa fase si concluderà positivamente, secondo Gualtieri sarà possibile arrivare alla dichiarazione di pubblico interesse entro circa un anno. Il sindaco ha indicato il 2030 come orizzonte per lo stadio della Roma e il 2032 per quello della Lazio, inserendo entrambi i progetti in una più ampia strategia di riqualificazione urbana. Nel caso dell’impianto giallorosso, ha sottolineato, l’intervento comprende anche la realizzazione di un grande parco pubblico e la trasformazione di un’area che necessita di nuove infrastrutture e servizi.
Nel confronto con Cerasa spazio anche alle infrastrutture digitali, a partire dai data center, strutture sempre più importanti per l’intelligenza artificiale e l’elaborazione dei dati, ma al centro di un dibattito legato ai consumi energetici e idrici. Per Gualtieri sarebbe sbagliato considerare queste strutture un nemico da respingere a priori. «Non volerli come male assoluto sarebbe un atteggiamento sbagliatissimo», ha osservato, indicando nella capacità di calcolo e nello sviluppo dell’intelligenza artificiale elementi decisivi per la competitività economica. La questione, ha chiarito, è valutare attentamente l’impatto sulle reti elettriche e sulle risorse idriche, stabilendo chi debba sostenere gli eventuali investimenti aggiuntivi necessari. Il Campidoglio sta lavorando anche a soluzioni industriali che consentano di ridurre i consumi, favorire il riciclo dell’acqua e recuperare il calore prodotto dagli impianti. In questa prospettiva, Gualtieri ha richiamato il lavoro sul distretto industriale di Santa Palomba e le iniziative per integrare sviluppo produttivo, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.
Nella seconda parte del confronto, il discorso si è spostato sulla trasformazione urbana e sull’emergenza abitativa. Gualtieri ha messo in guardia dal rischio di individuare nella rigenerazione urbana o nel turismo i responsabili di tutti i problemi della città, sostenendo che la questione centrale è la carenza strutturale di edilizia pubblica e sociale. «Non si può chiedere alla rigenerazione urbana di fare le case pubbliche», ha spiegato il sindaco, sottolineando che gli alloggi a prezzi accessibili richiedono un intervento diretto delle istituzioni, perché il mercato da solo non è in grado di garantire abitazioni a costi sostenibili per tutti. Gualtieri ha richiamato il divario tra l’Italia, dove l’edilizia pubblica rappresenta una quota limitata del patrimonio abitativo, e diversi Paesi europei, nei quali le politiche pubbliche per la casa hanno un peso maggiore. Per il sindaco, la soluzione passa da una combinazione di interventi: più abitazioni sul mercato, una componente pubblica più consistente e strumenti di edilizia sociale capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie. Un tema che si intreccia con quello dei giovani, del costo degli affitti e della capacità della Capitale di offrire opportunità a chi studia e lavora a Roma.
Tra le infrastrutture decisive per il futuro della città c’è anche il ciclo dei rifiuti. Gualtieri ha ricordato il percorso avviato per rafforzare l’autonomia impiantistica di Roma, a partire dai nuovi impianti per il trattamento e la valorizzazione dei materiali, destinati a entrare in funzione dall’inizio del 2027 secondo il programma illustrato da Ama durante l’evento. Il presidente della municipalizzata, Bruno Manzi, ha indicato nell’entrata in esercizio dei quattro impianti un passaggio fondamentale per arrivare a gestire in autonomia circa 400mila tonnellate di rifiuti all’anno. L’obiettivo è portare progressivamente dal 13 al 77 per cento, entro il 2028, la quota dei rifiuti prodotti a Roma trattati direttamente negli impianti della filiera cittadina. Gualtieri ha inoltre richiamato il progetto di termovalorizzazione, con l’obiettivo di rendere Roma autosufficiente nella gestione della componente non riciclabile e ridurre la dipendenza dagli impianti esterni. Accanto a questo percorso, il Campidoglio punta sul trattamento della frazione organica per produrre compost e biogas, da utilizzare anche nell’ambito delle attività di Ama.
L’evento promosso da La Capitale ha offerto una panoramica più ampia sulle infrastrutture necessarie alla crescita della città, mettendo a confronto amministrazione pubblica, imprese e mondo della ricerca. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Filippo Tortoriello, vicepresidente della Camera di Commercio di Roma, seguiti dall’intervento di Gabriele Valli, presidente di Ora Editoriale ed editore de La Capitale. Andrea Troisi ha presentato la ricerca «Roma infrastrutture e futuro della città», realizzata da Troisi Ricerche, che ha introdotto il confronto sulle prospettive di sviluppo della Capitale.
Il panel «Innovazione per le imprese» ha affrontato il rapporto tra infrastrutture tecnologiche, accesso al credito e competitività, con Renato Brunetti, presidente di Unidata, Andrea Miccio, responsabile della Direzione Finanza di Impresa e Incentivi di Banca del Fucino e Pierluigi Murro, professore di Corporate Finance e direttore del Dipartimento di Accounting and Corporate Finance della Luiss.
Il successivo panel «Infrastrutture per i cittadini» ha approfondito invece i servizi essenziali, dalla sicurezza idrica alla gestione dei rifiuti, fino alla mobilità intelligente. Al confronto hanno partecipato Bruno Manzi, presidente di Ama, Marco Salis, presidente di Acea Ato 2, e Andrea Benso, membro del Consiglio direttivo della Consulta Roma Smart City Lab.
Acea ha illustrato il lavoro per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento idrico attraverso il nuovo tronco superiore dell’Acquedotto del Peschiera e gli interventi di riduzione delle perdite. Secondo i dati forniti dalla società, la dispersione idrica a Roma è scesa dal 43,2 per cento del 2017 al 27 per cento attuale.
Unidata ha posto l’accento sul ruolo delle reti in fibra ottica e delle infrastrutture digitali per lo sviluppo della smart city, mentre Banca del Fucino ha approfondito il ruolo del credito nel sostenere le imprese e accompagnare gli investimenti nella transizione tecnologica ed ecologica.
A chiudere la giornata è stato il confronto tra Gualtieri e Cerasa, che ha riportato al centro una questione destinata a segnare i prossimi anni: la capacità di Roma di trasformare i progetti in opere, garantire continuità agli investimenti e rendere le infrastrutture uno strumento concreto di sviluppo economico e miglioramento della qualità della vita.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi