
Buone notizie per le casse della Regione Lazio. La Corte dei Conti ha dato il via libera, senza obiezioni, al bilancio 2025. E per la prima volta dopo anni di conti in rosso, la Regione chiude con un attivo che si aggira tra i 321 e i 322 milioni di euro (le fonti riportano cifre leggermente diverse, ma la sostanza non cambia). La Giunta Rocca ha subito festeggiato il risultato come una svolta storica.
Righini: «Ci hanno fatto le pulci, e va bene così»
L'assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, non ha nascosto la soddisfazione. Ha usato un'espressione efficace: sui conti «ci sono state fatte le pulci», cioè controllati nel dettaglio, «com'era giusto che fosse». In pratica, la Corte dei Conti ha passato al setaccio le voci più delicate del bilancio – in particolare i cosiddetti "residui" e i fondi accantonati per le emergenze – e ha promosso il lavoro fatto dalla Regione, giudicato prudente e solido.
Righini ha aggiunto un'altra buona notizia. Iil debito della Regione starebbe scendendo, e non solo per effetto di una norma che ha tolto un vecchio peso contabile.
Se tutto va come sperato, dal 2027 il Lazio potrebbe togliere la maggiorazione dello 0,5% sull'Irpef, quella tassa aggiuntiva legata al piano di rientro della sanità che i cittadini pagano da vent'anni. La condizione è che entro fine anno il tavolo tra Ministero dell'Economia e Ministero della Salute certifichi tre bilanci sanitari di fila in attivo. Se succede, si chiude un capitolo lungo due decenni e la Regione riavrebbe anche la libertà di decidere sulle aliquote fiscali, oggi bloccata per legge.
Dal Consiglio regionale: «Un risultato che segna una svolta»
Anche Marco Bertucci, che presiede la Commissione Bilancio del Consiglio regionale, ha voluto sottolineare la portata del risultato: un bilancio in attivo dopo anni, dice, «in netta discontinuità con il passato». Bertucci ha collegato i conti in ordine anche ai progressi in sanità: le liste d'attesa avrebbero raggiunto un livello di soddisfazione superiore al 96%, e 154 milioni di euro provenienti proprio dagli avanzi di bilancio sono già stati destinati a rafforzare il servizio sanitario regionale. Secondo Bertucci il lavoro di risanamento andrà avanti per tutto il resto della legislatura, un anno e mezzo circa.
Il «però» della Procura contabile
Ma c'è un avvertimento importante, arrivato direttamente dal Procuratore della Corte dei Conti, Paolo Luigi Rebecchi, durante l'udienza di parificazione. Il magistrato riconosce che si tratta di un risultato storico, ma invita a non farsi illusioni. Buona parte di quell'avanzo non nasce da un vero risparmio, bensì da un «effetto normativo», cioè da un cambiamento delle regole contabili.
In altre parole la Legge di Bilancio 2026 ha cancellato l'obbligo per le Regioni di accantonare soldi per il cosiddetto Fondo Anticipazioni di Liquidità (FAL) – un fondo legato a prestiti ricevuti in passato dallo Stato. Per il Lazio questo significa che, solo sulla carta, è sparito un peso di circa 13 miliardi di euro dal bilancio. È un po' come se un debito, invece di essere ripagato, venisse semplicemente tolto dal foglio dei conti. Il bilancio sembra più leggero, ma l'impegno reale non è scomparso.
Anzi, avverte la Procura, il conto va comunque saldato. La Regione dovrà versare allo Stato delle quote di rimborso ogni anno, fino al 2051.
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